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ALITALIA. “ITA E’ UN PROGETTO SUICIDA”. LO RIBADISCE LA CUB ALL’INCONTRO AL MEF E RILANCIA LA MOBILITAZIONE

Milano, 30 marzo 2021 – E’ stata una mobilitazione molto partecipata, con centinaia di lavoratori Alitalia, l’iniziativa indetta a Roma davanti al Ministero dello Sviluppo Economico da CUB, ACC e USB e a cui hanno aderito i sindacati confederali: “Il ministro Giorgetti non voluto ricevere nessuno – precisa Antonio AMOROSO, segreteria nazionale CUB – però abbiamo partecipato all’’incontro con il sottosegretario al Tesoro, Claudio Durigon, che ha confermato che verranno pagati gli stipendi dei lavoratori. Sono stati infatti sbloccati dal ministero i 24,7 miliardi di ristori autorizzati dalla Commissione europea".

Il sottosegretario al Tesoro, Claudio Durigon ha detto che il governo sta combattendo un duro confronto con l’UE per far capire l'importanza di avere una nostra compagnia: “Non ha preso nessun preciso impegno – sottolinea Antonio AMOROSO – ma noi come CUB abbiamo ribadito che il progetto ITA equivale a un suicidio. L’unica strada percorribile per tutelare i lavoratori e la Compagnia è una vera nazionalizzazione di Alitalia che preveda la restituzione in natura degli asset allo Stato come risarcimento dei prestiti erogati. Questa ipotesi, formulata già due anni fa dal Prof. Arrigo. Oltre ad essere tecnicamente e giuridicamente percorribile, ha l’assoluto vantaggio di svincolare Alitalia dal cappio dei debiti e di dare una prospettiva di sviluppo al Trasporto Aereo italiano”.

“La nostra mobilitazione prosegue – assicura Antonio AMOROSO – presto organizzeremo il nostro percorso di lotta per tutelare tutti i lavoratori: gli 11 mila Alitalia e gli oltre 20 mila dell’indotto”.

 30 Marzo 2021 - “Per rilanciare Alitalia occorrerebbero 3 miliardi di Euro, 160 nuovi aeromobili e 30 milioni di passeggeri che fossero portati da Nazioni straniere fino a al nostro paese”

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A dirlo uno dei dipendenti della compagnia di bandiera, proprio davanti al Mise, a Roma, dove oggi i dipendenti Alitalia si sono ritrovati “contro la decisione di smembrare la compagnia per consegnarla a Lufthansa”

A Milano gli fa eco un’assistente di volo: ” Che senso ha in una nazione che vive di turismo non avere una compagnia di bandiera che promuova il proprio paese all’estero?


La domanda è pertinente. Del resto la decisione di chiudere il turismo in Italia, chiaro effetto di un’incapacità, di un’incompetenza e di un’inettitudine tutta politica, governo Draghi compreso, con la liceità invece di poter varcare i confini della propria regione per imbarcarsi e fare le ferie all’estero rasenta da vicino la follia

Sempre che, appunto, si tratti di follia. Perché guardando gli uomini e le donne che rischiano di restare a piedi, sembra invece un disegno mirabilmente pianificato. Niente turismo, niente trasporto aereo. Chi ci guadagna, verrebbe da chiedersi?

Il disagio di chi con Alitalia ci campa, si percepisce in modo forte. Soprattutto, e sono ancora una volta donne, quando dicono senza mezze parole che questo mese non è arrivato lo stipendio mentre c’è qualcuno che aspetta la cassaintegrazione da mesi.


Sono anche tanti quelli che hanno paura di parlare. Segno che la democrazia qui, da queste parti, ha abdicato da un pezzo. E certo colpisce che a parlare ai manifestanti, tra i delegati sindacali, siano quelli di base. Ovviamente guardati a vista da Polizia locale, Digos, la sicurezza interna. Se coloro che dovrebbero rappresentare un pezzo del nostro patrimonio vengono fatti percepire come un pericolo, allora tutto si spiega.

Tra i manifestanti ci sono anche tanti bambini, che accompagnano i loro genitori. Sono bambini piccoli. E quando lo stipendio non arriva e in più ti chiudono le scuole e gli asili nido, allora diventa inevitabile doverti curare di loro anche in orario di lavoro. Lavoro che non c’è, o non c’è più. Chi ci guadagna ad impoverire il nostro paese?

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Milano, 29 marzo 2021 – Un nuovo appuntamento indetto da CUB, ACC e USB per difendere il futuro di Alitalia è fissato per domani, 30 marzo alle H 10:00, davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, in via Molise 2 a Roma.

“Vogliamo ribadire che non sono i lavoratori ad appesantire le ali della compagnia – sottolinea Antonio AMOROSO, segreteria nazionale CUB – ci opponiamo al progetto di ridimensionamento che porterebbe ad una macelleria sociale con uno spreco di 3 miliardi di soldi pubblici. Un vero e proprio affronto per la categoria che spalanca il baratro per circa 11.000 dipendenti AZ e per oltre 20.000 lavoratori dell’indotto”.

Alitalia è la prima grande vertenza che Draghi si accinge ad affrontare - prosegue Antonio AMOROSO - è necessario che l’intera categoria imponga al Premier di partire con il piede giusto e di confermare la nazionalizzazione della Compagnia di Bandiera. È arrivato il momento che si intervenga a sostegno dell'intero settore del comparto aereo-aeroportuale-indotto. Un settore in grande sofferenza che necessita di aiuti che devono essere vincolati al mantenimento occupazionale.

Basta con le discriminazioni realizzate attraverso la distribuzione degli ammortizzatori sociali a danno di settori asfissiati dalla precarietà e penalizzati da uno sfilacciamento della filiera produttiva, provocata dai progetti di liberalizzazione”.

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Aggiornamento : ALITALIA. PRESIDIO STAMATTINA A LINATE INDETTO DA CUB, ACC E USB IN CONCOMITANZA CON LA MOBILITAZIONE A ROMA DAVANTI AL MISE


Milano, 30 marzo 2021 – Dalle 11 presidio all’aeroporto milanese di Linate dei lavoratori Alitalia indetto da CUB, ACC e USB. L’appuntamento è al piano arrivi (porta 7). Una mobilitazione che avviene in concomitanza con l’iniziativa di Roma davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, a cui hanno aderito anche le sigle confederali.

Una voce unica per opporsi: “Alla mini compagnia – sottolinea la CUB – per evitare lo spezzatino. E perché venga preservata la Compagnia di bandiera con i suoi 11 mila lavoratori e gli oltre 20 mila dell’indotto”.

 

 

 

 

 

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