3 MLD DI €, 6000 ESUBERI, RIDIMENSIONAMENTO E SMEMBRAMENTO: ALTRO CHE COMPAGNIA LEGGERA E ALTO COSTO SOCIALE


È MACELLERIA SOCIALE E DISTRUZIONE DI UN BENE PUBBLICO È QUESTA LA RICOSTRUZIONE DEL PAESE CHE VEDE IL GOVERNO DRAGHI?

SERVE UNA MOBILITAZIONE SENZA PRECEDENTI PER METTERE IN SICUREZZA IL FUTURO DELLA CATEGORIA E DEL PAESE


Il Governo comincia a scoprire le carte su Alitalia e svela la “ miseria ” di sempre: licenziamenti, smembramento e ridimensionamento.
Il Ministro dello Sviluppo Economico, pensando forse ad una Compagnia di Alianti , ritiene opportuno alleggerire Alitalia di gran parte del personale e degli aeromobili (quelli veri!), dopo averla privata dei servizi di manutenzione, handling, call center, informatica e staff.
È evidente che il Governo Draghi intende solo confezionare il boccone per la concorrenza, farcendolo di 3 mld € e regalando il controllo del mercato italiano alla concorrenza.


UNA FOLLIA DA IMPEDIRE NELL’INTERESSE DEI LAVORATORI E DEI CONTRIBUENTI
La trattativa con la Vestager è una penosa finzione: il Governo Draghi, rifiutando di cedere gli asset allo Stato o di ristrutturare Az-Sai in amministrazione straordinaria, ha scelto il passaggio diretto di una parte degli asset ad ITA, accettando supinamente i diktat imposti dalla UE e rinunciando al rilancio di una vera Compagnia di Bandiera italiana, capace di fare da volano al turismo e all’economia del nostro Paese.
In tal modo il Governo Draghi, pur di sconfiggere qualsiasi tentazione che miri alla ripubblicizzazione degli asset industriali strategici del nostro Paese, sta provando a rimettere in discussione la nazionalizzazione di Alitalia:
• primo vero passo per la costruzione di una vera Compagnia di Bandiera italiana, capace di inglobare anche alcuni vettori “nostrani” lasciati agonizzare in un mercato iper-deregolamentato come quello italiano, quale soggetto industriale intorno al quale costruire il rilancio di un settore strategico com’è il trasporto aereo-aeroportuale, solo momentaneamente in difficoltà a causa della pandemia;
• scelta propedeutica alla necessaria ed urgente ripubblicizzazione degli aeroporti, lasciati saccheggiare dalle speculazioni dei concessionari che si sono riempiti le tasche spolpando i viaggiatori e, in alcuni casi, drenando gran parte delle ricapitalizzazioni effettuate nel corso degli anni a vantaggio della stessa Compagnia di Bandiera.


Il Piano di ITA deve essere immediatamente accantonato ed il Governo deve urgentemente aprire il confronto: è evidente la responsabilità della situazione e dei ritardi che sono stati colpevolmente accumulati dai Governi succedutisi dal 2017 ad oggi, dopo che la categoria aveva respinto con il Referendum l’ennesimo tentativo di ridimensionare, licenziare e tagliare i salari a migliaia di lavoratori.
Il Trasporto aereo-aeroportuale è un bene comune e non si salva facendo decollare una Compagnia di carta che, ammesso che riesca ad avviarsi, verrebbe spazzata via dalle concorrenti che, soprattutto di recente, hanno beneficiato di cospicui aiuti pubblici che oggi la UE vieta all’Alitalia seppure in misura minore.


La Cub Trasporti ed AirCrewCommittee, continuando ad auspicare l’unità di tutta la categoria nella mobilitazione, come peraltro ha giustamente tentato di propiziare anche il Sindaco e l’intera Giunta di Fiumicino, continuerà a battersi contro tale scellerato ed inaccettabile progetto di definitiva liquidazione di Alitalia, invitando i lavoratori a partecipare a tutte le prossime iniziative.


18 MARZO 2021 Cub Trasporti - AirCrewCommittee

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MACELLERIA SOCIALE E DISTRUZIONE DI UN BENE PUBBLICO”. CUB E ACC INVITANO ALLA MOBILITAZIONE CONTRO IL PIANO DEL GOVERNO DRAGHI

Milano, 18 marzo 2021 – Il Governo comincia a scoprire le carte su Alitalia e svela un piano fatto di licenziamenti, smembramento e ridimensionamento: “E’ una beffa per lavoratori e contribuenti – denuncia Antonio AMOROSO, segreteria nazionale CUB - Il Ministro dello Sviluppo Economico, pensando forse ad una Compagnia di Alianti, ritiene opportuno alleggerire Alitalia di gran parte del personale e degli aeromobili, dopo averla privata dei servizi di manutenzione, handling, call center, informatica e staff”.

“Con 3 MLD di euro e 6000 esuberi possiamo solo parlare di una macelleria sociale e della distruzione di un bene pubblico – prosegue Antonio AMOROSO – È evidente che il governo Draghi intende confezionare il boccone per la concorrenza regalando il controllo del mercato italiano. Rifiutando di cedere gli asset allo Stato o di ristrutturare Az-Sai in amministrazione straordinaria, il governo ha scelto il passaggio diretto di una parte degli asset ad ITA, accettando supinamente i diktat imposti da Bruxelles e rinunciando al rilancio di una vera Compagnia di Bandiera italiana”.

Cub Trasporti ed AirCrewCommittee invitano all’unità di tutta la categoria in vista delle prossime mobilitazioni e chiedono che il Piano di ITA sia immediatamente accantonato e che il Governo apra urgentemente al confronto: “Il Trasporto aereo-aeroportuale è un bene comune e non si salva facendo decollare una Compagnia di carta che, verrebbe spazzata via dalle concorrenti che, soprattutto di recente, hanno beneficiato di cospicui aiuti pubblici che oggi la UE vieta all’Alitalia seppure in misura minore”.

 

leggi Repubblica del 18.3.2021 online

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di Lucio Cillis

Per la nuova compagnia di bandiera 45 aerei e spezzatino in arrivo per handling e manutenzione che saranno messe all'asta, come vuole Bruxelles. Le parole del ministro Giorgetti scatenano la reazione delle associazioni di categoria. Mobilitazioni e proteste in arrivo

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