3 MLD EURO PER LICENZIARE E POLVERIZZARE? Mica sarete matti!

Le indiscrezioni giornalistiche si accavallano: molte agenzie stampa hanno annunciato che lo Statuto della futura New-Co Alitalia è ormai definito mentre per alcune è stato addirittura già depositato dal notaio: la holding annunciata da Patuanelli a metà del 2019 (altro che diktat europeo!) troverebbe conferma anche nelle carte recentemente circolate in cui si evince lo spezzatino in programma.

Anche le linee guida del Piano Industriale sembrerebbero già definite e al vaglio della UE con tanto di esuberi (Patuanelli smentisce ma non scopre le carte) e taglio della flotta: probabilmente il lavoro era pronto da tempo visto che (...alla faccia del nuovo!) Gualtieri ha scelto gli stessi consulenti a cui erano ricorse le FS, lautamente pagati, tra cui torna il nome di Scaramella, ex-AD della fallita Meridiana ed ex-candidato a inizio 2017, a detta di Dragoni - Sole24Ore il 19.1.2017, alla nomina di AD in AZ! Tutto ciò, però, continua a restare segretato pur di consentire alla politica degli annunci di perpetrare la sua azione e di evitare di avviare il confronto pubblico (...non quello che continua nell’ombra con le sigle vecchie e nuove che assicurano il silenzio) sia con i lavoratori, sia con la politica.


Ma il silenzio del Governo, con ogni probabilità, ha una sua giustificazione: o quanto bolle in pentola non si può raccontare pubblicamente ed al più si può rendere disponibile solo a chi garantisce silenzio e controllo della categoria, oppure c’è troppo poco da dire ed il ritardo imbarazza chi ha annunciato un rilancio che stenta a decollare (...non certo solo per colpa del Covid).
La holding, ovvero la frammentazione in tre o più società (aviation, manutenzioni e servizi di terra) è un progetto vecchio, privo di tenuta industriale, soprattutto in una micro-compagnia come è stata ridotta Alitalia: un disegno fallimentare e finalizzato a vendere a pezzi quanto resta di Alitalia.
La scomposizione in società è un “pallino” dei governi della UE che da sempre hanno puntato a ridimensionare e polverizzare Alitalia per regalare il mercato del Trasporto Aereo, che poco ha che fare con le valutazioni di discontinuità che si atterranno alla sola esclusiva sostenibilità del progetto (...finora inesistente!) della nuova compagnia aerea.
L’irresponsabilità dei sindacalisti che hanno benedetto la creazione di società è immensa e tutt’altro che disinteressata: sanno bene i lavoratori AZ che se ancora non si è di nuovo abbattuta la scure dei licenziamenti è solo dovuto al fatto che la Compagnia di Bandiera resta ancora una azienda di grandi dimensioni davanti alla quale la politica fa fatica a voltarsi dall’altra parte.

RIDIMENSIONARE ALITALIA CON ULTERIORI LICENZIAMENTI, RIDUCENDOLA IN UNA PLURALITÀ DI AZIENDE DI CIRCA 3 MILA LAVORATORI, SAREBBE L’ULTIMO ATTO DI UN PROCESSO CHE NON DEVE E NON SI PUÒ COMPIERE, SOPRATTUTTO NEL MOMENTO IN CUI AL PAESE È STATO CHIESTO UNO SFORZO ECONOMICO STRAORDINARIO PER IL RILANCIO:
I SOLDI PUBBLICI NON POSSONO ESSERE SPERPERATI PER FAVORIRE GLI SPECULATORI CHE SI AFFACCERANNO INGOLOSITI DALLE COMMESSE CHE SI DETERMINARANNO.


La Cub Trasporti ed AirCrewCommittee a breve indiranno ulteriori iniziative di mobilitazione: è bene che la categoria batta un colpo e non assista inerme:
È ORA CHE IL GOVERNO SCOPRA LE CARTE E CHE RINUNCI A RIPROPORRE LE SOLITE FALLIMENTARI MINESTRE DEL PASSATO. L’OCCASIONE DEL RILANCIO NON VA SPRECATA: FERMIAMOLI!


21.7.2020 Cub Trasporti - AirCrewCommittee

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