MA QUALE HOLDING: AZIENDA UNICA E PUBBLICA! NON S’HANNO DA FARE NÈ LO SPEZZATINO, NÉ LE ESTERNALIZZAZIONI DELL’HANDLING E DELLE ALTRE ATTIVITÀ (IT, Amministrazione, Call Center)

Fino a 2 mesi fa la proposta di nazionalizzare Alitalia scatenava l’orticaria in quasi tutti gli ambienti politico-istituzionale del nostro Paese. Idem in tanta parte di Cgil, Cisl, Uil, Ugl che non esitarono nel 2017 a sostenere il progetto di Calenda&soci, respinto con il Referendum dalla categoria.
Neanche lo schianto dei capitani coraggiosi, né il disastroso atterraggio a Fiumicino della corte dei miracoli emiratina, aveva fatto cambiare idea ai detrattori della ripubblicizzazione di Alitalia e del progetto di rinascita della Compagnia di Bandiera italiana come anche di tutto il comparto aereo-aeroportuale.
Il Generale Coronavirus, nonostante il suo carico di tragedie umane, sociali ed economiche, sembra aver convinto quasi tutti che l’Italia, analogamente ad altri Paesi dell’Europa, non poteva rinunciare ad una Compagnia al servizio del Paese e della collettività.
Il Decreto Cura Italia e, soprattutto, il Decreto Rilancio, dopo 3 anni dall’inizio dell’amministrazione straordinaria AZ, sembrerebbero voler gettare le basi, finalmente, di una svolta nel futuro di Alitalia e un argine alla concorrenza basata sullo sfruttamento del lavoro e sul sostegno occulto degli aeroporti alle compagnie low-cost.
Certo è che se la Nazionalizzazione è l’unica soluzione è altrettanto vero che se funzionale ai desiderata dei possibili acquirenti, non basta da sola a garantire il rilancio della Compagnia di Bandiera, la difesa degli interessi collettivi, nonché l’occupazione, i salari e le condizioni di lavoro dei dipendenti AZ.
PER LA CUB TRASPORTI ED AIRCREWCOMMITTEE È INDISPENSABILE CHE SIA GARANTITA L’UNICITÀ AZIENDALE DI ALITALIA: uno smembramento della Compagnia di Bandiera italiana, tradirebbe qualsiasi ipotesi di suo rilancio, mettendo in discussione la garanzia occupazionale ed i livelli salariali e normativi esistenti.
L’ipotesi anticipata da Leogrande e da alcuni parlamentari della maggioranza che l’Handling venga esternalizzato (in modo parziale o totale!), insieme ad altri settori (IT, Amministrazione e Call-Center), va assolutamente respinta, così come va respinto qualsiasi intervento di ridimensionamento degli organici.
Inaccettabile la pretesa della Verstager che prova ad imporre la cessione di asset strategici della Compagnia pur di infliggere un ridimensionamento all’Alitalia e favorire il consolidamento in Europa dei principali vettori (AF, LH e BA) dei Paesi di serie A dell’UE.
Sbagliano i segretari di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl ad assicurare ai lavoratori che siano state superate ed archiviate l’ipotesi di smembramento e quella dell’esternalizzazione dell’Handling, dell’IT, dell’Amministrazione e del Call Center.
La contrapposizione politica sulle nomine al vertice non deve confondere i lavoratori: smembrare Alitalia significa preparare il “pasto” per la concorrenza.
Oggi più che mai c’è bisogno di determinazione tra i lavoratori nella costruzione di iniziative di mobilitazione a sostegno di una compagnia unica e pubblica.
É arrivato il momento che la categoria si organizzi per rivendicare un piano di vero rilancio per l’Alitalia: lo smembramento vanificherebbe l’investimento pubblico in programma. La Cub Trasporti ed AirCrewCommittee a breve comunicheranno le necessarie iniziative di mobilitazione.


Roma 24.5.2020
C.U.B. TRASPORTI 
AIRCREWCOMMITTEE


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