Era auspicio di molti che l’audizione del Commissario Straordinario AZ alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati chiarisse le tante incognite ancora incombenti sul futuro di Alitalia che una analoga audizione del Ministro Patuanelli non aveva fugato.
IL DOVERE DELLA TRASPARENZA: UNA PROMESSA DA MANTENERE
Purtroppo, però, è doveroso prendere atti che il rebus AZ, a 3 anni dall’inizio dell’A.S., è ancora avvolto pericolosamente nel mistero, dato che nessuna luce è stata fatta in merito al futuro di Alitalia e alle reali intenzioni del Governo, a danno :
processo di nazionalizzazione e sue prospettive;
alleanze da realizzare, data la rinuncia ad uno sviluppo stand-alone;
livelli occupazionali e gestione della forza lavoro;
piano di sviluppo e programma degli investimenti.
UNICITÀ AZIENDALE E RILANCIO: IMPEGNI DA NON DIMENTICARE
In audizione Leogrande non ha chiarito neppure quanti sono gli aeromobili di proprietà AZ e quanti torneranno in possesso della Compagnia di Bandiera italiana dopo che, a seguito dell’avvio dell’Amministrazione Straordinaria, sono stati escussi dalle società irlandesi.
Le sole informazioni rese disponibili dal Commissario AZ, alcune delle quali già riferite in precedenza da Patuanelli, riguardano il numero di aeromobili di cui sarà dotata la “nuova” Alitalia, la data di decollo della nuova “compagnia” e la sua iniziale composizione:
saranno 92 gli aeromobili che “passeranno” (20 di lungo raggio / 60 di medio raggio / 12 dedicati al traffico regional)
le new-co saranno 2 e decolleranno affittando, rispettivamente, le attività di Alitalia Cityliner in A.S. e Alitalia Sai in A.S..
Di quest’ultima transiteranno solo il settore Aviation e le Manuteznioni ma l’Handling (2800 dipendententi) resterà interamente nella bad company (...pronto per essere ceduto!);

la data di avvio sarà il 1.6.2020 ma non è escluso che possa slittare di 1 mese ancora.
SPEZZATINO E TAGLI: DOV’È LA NOVITÀ? QUAL È IL RILANCIO?
Non una parola è stata spesa dal Leogrande sul futuro di interi settori (IT, call Center, Amministrazione, ecc.) e di migliaia di lavoratori la cui continuità occupazionale non deve essere messa in discussione, al contrario di quanto ipotizzato dal Ministro Patuanelli una settimana fa (...smentendo i ripetuti spergiuri di Di Maio!): l’emergenza in atto non può essere un’opportunità per gli speculatori ma l’occasione per rivedere le politiche della “miseria” degli ultimi 20 anni, nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini.
NAZIONALIZZAZIONE: UNA OPPORTUNITÀ DA NON SPRECARE
Leogrande, inoltre, ha caldeggiato il mantenimento della permanenza di Alitalia in Skyteam (contrariamente a Patuanelli che ha sponsorizzare LH), nonchè ha asserito, insinuando dubbi sulla reale convinzione del Governo di nazionalizzare la Compagnia di Bandiera e di investire per il suo rilancio, che si potrà riprendere il percorso di cessione con chi aveva manifestato un interesse nel bando di vendita.
NO ALLO SMEMBRAMENTO E NO AI LICENZIAMENTI
La Cub Trasporti ed AirCrewCommittee, nel sollecitare una immediata convocazione da parte dei Ministri competenti, ritengono fondamentale che siano garantiti l’unicità aziendale ed i livelli occupazionali: è inaccettabile la riproposizione di ricette e soluzioni sventate dalla categoria in occasione del referendum del 2017. ALITALIA È UN BENE COMUNE!
E’ necessario aprire il confronto in categoria e decidere le iniziative:
E’ URGENTE ROMPERE IL SILENZIO

Roma 1.5.2020
C.U.B. TRASPORTI
AIRCREWCOMMITTEE



     ALITALIA-LEOGRANDE-e-il-FUTURO-DI-ALITALIA.pdf
FaceBook