Il protocollo sottoscritto ieri da Governo, Confindustria e CgilCislUil arriva all’indomani di una vera e propria sollevazione da parte dei lavoratori esposti al contagio del coronavirus nell’indifferenza e nel silenzio generale:

senza quella mobilitazione che ha attraversato l’Italia da nord a sud, sindacati, aziende ed istituzioni avrebbero continuato a fingere di non sapere, di non sentire e di non vedere quanto succedeva nei luoghi di lavoro, ove in nome della produttività si continua ad anteporre le rendite degli imprenditori di fronte alla tutela della salute dei lavoratori.

CHI PUNTA AL PROFITTO POTRA FERMARE IL CONTAGGIO?
Ancora oggi sono diversi i luoghi di lavoro ove i necessari DPI non sono stati distribuiti ai lavoratori che continuano ad essere esposti al contagio ed alla diffusione del Covid-19 sia nelle attività essenziali ed in quelle ad esse strumentali, sia quelli lasciati in servizio per garantire produzioni e servizi tutt’altro che indispensabili.

La CUB Trasporti e la Cub hanno inoltrato, a partire dal 22 gennaio u.s., ben 6 richieste di incontro e denunce alle istituzioni per rappresentare l’urgenza dell’apertura di un tavolo di confronto permanente in cui poter definire gli interventi indispensabili in ogni comparto e settore:
IL GOVERNO HA PREFERITO ASCOLTARE GLI APPELLI DI
CONFINDUSTRIA A NON FERMARE LE ATTIVITÀ, INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO EFFETTIVA IMPORTANZA ED A PRESCINDERE DALLA MANCANZA DI INTERVENTI FINALIZZATI A METTERE AL SICURO LA SALUTE DEI LAVORATORI, DELLE LORO FAMIGLIE E DELL’INTERA COMUNITÀ DEL NOSTRO PAESE.

È evidente che, alla vigilia del picco epidemico che interesserà l’intero Paese, non si possa prescindere da una verifica:
• di quali attività possano e debbano essere sospese;
• di quali provvedimenti siano stati effettivamente assunti in tutti i luoghi di lavoro per mettere al sicuro la salute di chi è rimasto in servizio.
È inutile che Governo, sindacati e aziende continuino a far finta di nulla: nella sanità, nei trasporti, nella grande distribuzione, nell’industria ed in tanti altri settori, gli allarmi e le disposizioni del Governo non hanno varcato la soglia dei luoghi di lavoro, determinando gravissimi rischi per la salute collettiva.

I lavoratori sanno bene come stanno le cose:
• Rls e medici aziendali, il più delle volte, sono lontani dalla realtà, preoccupati solo della reciproca legittimazione e comunque subordinati alle indicazioni datoriali. Se non fosse così non avremmo già dovuto registrare oltre 200 morti sul lavoro dall’inizio del 2020 ad oggi!
• La precarietà e il costante ricatto occupazionale subito dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, li espone e li mette nella condizione di non poter dire NO alla arroganza di chi mette a repentaglio anche la loro sopravvivenza.
Sarebbe necessario limitare al minimo i trasporti e al contempo sono urgenti controlli stringenti e rigorosi sulla applicazione della normativa e delle disposizioni introdotte:
. È necessario che il Governo si faccia carico della crisi dei trasporti garantendo un servizio minimo per gli unici spostamenti e servizi necessari svolti in piena sicurezza;
. è urgente reinvestire per rilanciare l’operatività degli enti di controllo (ispettorato del lavoro, Asl ed altro) ridimensionati da scelte miopi e tutt’altro che trasparenti.
. è necessario che i lavoratori decidano di respingere l’eventuale trasgressione delle misure di sicurezza, per imporre una svolta, recuperando la necessaria consapevolezza che la salute individuale e collettiva non possa essere messa in discussione in nome del profitto.
Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori a denunciare qualsiasi violazione che metta a repentaglio la propria salute e sicurezza: non può essere un protocollo governativo a garantire la protezione dal contagio del Covid-19 ma solo la determinazione dei lavoratori a mettere al sicuro la propria salute e quella della collettività.

I LAVORATORI NON SONO CARNE DA MACELLO

15 marzo 2020

CUB TRASPORTI

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