La storia sembra ripetersi uguale a se stessa: anche stavolta la categoria si trova a fare i conti con una ristrutturazione “lacrime e sangue” (…ovviamente dei lavoratori!) nel periodo delle festività natalizie.


E’ già successo nel 2008 e nel 2014 ma non è certo colpa di babbo natale, né di un infausto destino.
Che siano manager pubblici, italici patrioti o “prenditori” emiratini, la ricetta per far fronte al fallimento dei loro piani industriali è la stessa: scaricare il costo della crisi sui lavoratori, licenziandoli, tagliando i salari, aumentando la precarietà, dismettendo i settori, peggiorando le condizioni di lavoro.
Tutto ciò, peraltro, senza mai riuscire a “cambiare rotta” ad una compagnia che, come Alitalia, continua a subire un inesorabile ridimensionamento, che la relega sempre più ad un ruolo da “gregaria” nello scacchiere del trasporto aereo europeo e mondiale: UN MERCATO RICCHISSIMO CHE CRESCE INCESSANTEMENTE DA ANNI, SOPRATTUTTO IN ITALIA.
UNA CATEGORIA CHE NON PUÒ RESTARE ANCORA IN LETARGO
Purtroppo il silenzio, l’apatia e l’immobilismo in cui è sprofondata la categoria non fa bene al futuro dei lavoratori, forse piegati dalle sconfitte, dal tradimento dei governi (…non c’è da aspettarsi niente di buono dall’Esecutivo Gentiloni-Renzi bis!) e delle OO.SS. che hanno firmato vere e proprie disfatte o, comunque, non hanno mosso un dito per evitare il peggio, né ai dipendenti di terra, né a quelli di volo.
A dir la verità se qualcosa si è mosso di recente è stato nel personale di volo: un risveglio che forse gli consentirà di alzare il prezzo della mediazione, se non addirittura di evitare il dramma, nonostante già sembra che si troverà a fare i conti con i contratti di solidarietà.
LE ALTRE OO.SS. NON VEDONO, NON SENTONO, NON PARLANO?
Ciò che davvero non si può accettare è il comportamento delle altre OO.SS.: da settimane sono “informalmente” aggiornate di quanto sta per abbattersi sulla categoria ma se ne guardano bene dall’organizzare una risposta, chiamando in ASSEMBLEA GENERALE i lavoratori Alitalia ed estendendo la mobilitazione agli aeroportuali che saranno travolti dal dumping innescato.
LE ALTRE OO.SS. PRESENTANO LA PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CCNL: CHI L’HA VISTA?
Anzi. E’ di queste ore la notizia che sta per iniziare il confronto ufficiale con Alitalia (dopo quello “informale”), non solo sul Piano industriale ma per il rinnovo CCNL in scadenza e disdettato da Assaereo!
Pare addirittura che alcune OO.SS. abbiano presentato una piattaforma di rinnovo contrattuale senza il minimo confronto con i lavoratori: una situazione che pone le basi per un’altra sonora sconfitta se la categoria non batterà un colpo!
NON RESTIAMO IN SILENZIO A GUARDARE
CHE FACCIANO SCEMPIO DEL NOSTRO FUTURO: FERMIAMOLI!

16 dicembre 2016

CUB-Trasporti

FaceBook