Gli arresti nel Gruppo Atlantia e quanto sta emergendo, stando alle cronache giornalistiche, dall’inchiesta della magistratura sulla gestione di alcune concessioni autostradali pone in modo irreversibile la questione della revoca delle concessioni a tutela della sicurezza pubblica.


Molti sono i politici che pur di rinviare qualsiasi decisione in merito alle concessioni autostradali si sono “nascosti” dietro il lavoro della magistratura sul crollo del Ponte Morandi:
ora nessuno potrà continuare a far finta di niente, visto che emerge l’urgenza e la necessità di una scelta che il Governo e l’intero parlamento non può più rinviare.
Le concessioni autostradali (...e non solo!), come altre privatizzazioni, continuano ad assicurare introiti stellari per chi si è riuscito a garantirsi attività oltremodo remunerative. Allo stato delle cose, però, la situazione sembra minacciare la sicurezza di milioni di cittadini.
Altro che gaffe: aveva ragione l’ex-Ministro Toninelli ad insistere sulla loro revoca.
Enormi appaiono, oggi più che mai, anche le responsabilità, anche di CgilCislUil che, con le loro dichiarazioni (si ricordino quelle di Landini!) in difesa di Aspi, hanno provato invano ad alzare un cordone sanitario a difesa dei concessionari, gridando allo scandalo contro chi nel Governo sosteneva di dover voltare pagine e rimettere in discussione quanto successo negli ultimi 20 anni, in merito proprio alla gestione dei monopoli pubblici, come le autostrade.
Chieda scusa la neo-Ministra dei Trasporti che all’indomani della sua nomina alla guida di uno dei più delicati Ministeri del nostro Paese, si è precipitata a inviare messaggi rassicuranti ai concessionari, sostenendo di voler al più rivedere le concessioni ma non certo revocarle: sembra essere nulla ma è uno scivolone che in altri Paesi avrebbe imposto un avvicendamento alla guida del suddetto dicastero.
NULLA DEVE RESTARE COME PRIMA.
Altro che intervento di Atlantia su Alitalia quale potenziale “partita doppia” sulla vicenda delle concessioni autostradali: il Governo prenda atto che è ora di riformare l’intero impianto che ha guidato le scelte sulle assegnazioni delle concessioni autostradali (...e non solo), nonchè delle privatizzazioni dei servizi pubblici!
Non sarebbero dovuti servire 43 morti per ripensare a quanto è stato fatto finora sulle concessioni stradali: sarebbe bastato un po’ più di senso civico e rispetto della collettività per imporre alla politica di intervenire. Che almeno si faccia giustizia e che la politica tragga da subito le doverose conclusioni.
E’ ora che i monopoli naturali, a partire dalle concessioni autostradali, come anche quelle aeroportuali, tornino nelle mani dello Stato: i lauti profitti che hanno assicurato ai “fortunati” di turno, devono servire per il bene comune e della collettività.
La Cub Trasporti si costituirà parte civile negli eventuali processi che scaturranno in tale vergognosa vicenda e, soprattutto, continuerà il proprio impegno CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI e per la NAZIONALIZZAZIONE DEI MONOPOLI NATURALI, DEI PIÙ IMPORTANTI SERVIZI PUBBLICI E DELLE ATTIVITÀ INDUSTRIALI STRATEGICHE,

Roma 16.9.2019
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