Superata la scadenza del 15.6.2019 e concessa dal Mise l’ennesima proroga, fino al 15.7.2019, per la presentazione dell’offerta da parte di FS, Alitalia esce dal radar e la vertenza si inabissa di nuovo.

PRESIDIO DEI LAVORATORI AZ DAVANTI AL MISE 3 luglio 2019 dalle ore 14,00 in via Molise
A rompere la consegna del silenzio del Governo, per il momento, restano i post su facebook (sic!) pubblicati dalla Sen. G. Lupo (M5S), in cui prima ha espresso sostegno ad Atlantia (26.4.2019 e 1.5.2019) e recentemente (15.6.2019) ha riconosciuto allo Stato il ruolo di “unico soggetto” in grado di tutelare il futuro di Alitalia.
Alcune notizie su quanto “bolle in pentola” trapelano, in particolare il Piano preparato da FS (in cambio di laute consulenze) e Delta, con il supporto di Atlantia, di cui da’ ampia notizia il Corriere della Sera del 15.6.2019, si svela per ciò che e’: un progetto tutt’altro che solido ed assai poco sostenibile.

NAZIONALIZZARE, RISANARE E RILANCIARE
Se nulla è stato svelato sulla compagine azionaria che si definirà in Alitalia (...ammesso che esista!) e verso cui CUB TRASPORTI ED AIRCREWCOMMITTEE più volte hanno espresso il loro consenso per la NAZIONALIZZAZIONE QUALE UNICA SOLUZIONE (AZ è già stata pagata dallo Stato che, avendo versato 900 mln di euro, può rilevarla senza spese aggiuntive), sul Piano AZ, “emendabile” secondo Delta e a meno di auspicabili stravolgimenti, non ci sono differenze rispetto al passato: IL SOLITO INTERVENTO DI RIDIMENSIONAMENTO, TAGLI E LICENZIAMENTI.
Altro che rilancio!
UN PIANO IN CONTINUITÀ CON IL PASSATO
Al momento, dunque, nel Piano AZ non esistono nè novità, nè sviluppo ma si tagliano rotte, aeromobili di corto e lungo raggio, si licenzia (continuerà l’applicazione della Cigs/Solidarietà di dubbia legittimità e su cui proseguono gli accertamenti della Procura mentre aumentano precarietà e consulenze?) e si peggiorano retribuzioni e normativa, definendo obiettivi operativi
ed economici in maniera infondata, mentre nulla si dice sulla necessità di ridurre le tariffe aeroportuali (Atlantia non lo permette?).
In passato analoghe “ricette” adottate, prima da Cai, nella privatizzazione AZ e poi in Sai, con Etihad, inflissero la perdita di 12.000 posti di lavoro e la riduzione della flotta, da poco meno di 200 aeromobili nel 2008 (conteggiando quelli ex-AirOne), agli attuali 118 aerei in AZ in A.S., di cui solo 24 di lungo raggio.
Oggi come ieri, se il Piano AZ non verrà cambiato, il rilancio rimarrà una chimera, si perderanno ancora quote di mercato E SI FARÀ PAGARE AI LAVORATORI UN PREZZO INSOSTENIBILE.
ECCO IL PIANO DI FS-DELTA CHE ATLANTIA HA BENEDETTO
Basta leggere qualche pagina del Piano AZ che CUB TRASPORTI E AIRCREWCOMMITTEE hanno avuto modo di consultare per esprimere una forte preoccupazione, contestandone gli assunti, pericolosi e frutto di un insostenibile azzardo perpetrato, come sempre, a scapito dei lavoratori.
Il Piano AZ prevede nell’orizzonte 2020-2023:
- Abbandono dalle rotte non profittevoli e destinazioni internazionali da Linate (si raggiungeranno da Lin 16 città europee, tra le prime 20 più importanti).
- Revisione degli accordi di JV transatlantica (ad uso e consumo di Delta?) e ripristino di una JV europea con AF/KLM (ancora tutta da negoziare e di dubbia realizzazione).
- Aumento produttività delle risorse (flotta e personale).
- Aumento offerta trasporto multimodale con ottimizzazione di utilizzo dell’aeromobile (la concorrenza aereo-treno si risolverà a favore dei binari).
- Turnaround focalizzato prima (2020/2021) sul recupero di profittabilità dovuta al taglio dei costi (non si dice quali ed in che modo!) e dopo (2022/2023) sulla crescita graduale ( non si dice come !).
- Investimenti su tecnologia e processi digitali (mentre i lavoratori dell’IT AZ sono in cigs a zero ore!)
Nella relazione del Piano AZ, spesso giocata sul filo dell’azzardo più che su un fondato progetto industriale, si parla di aumento dei ricavi e di diminuzione dei costi ma poco o nulla si dice su come si possano ottenere.

UNA FLOTTA RIDIMENSIONATA
I tagli della flotta, dunque, sono consistenti e rivelano l’assenza di un progetto di rilancio, nonostante il Piano annunci, per gli aeromobili che resteranno, un improbabile aumento delle ore di volo (+19% block hours per giorno!). In particolare la flotta passerà da 118 a 109 aerei nel 2023:


 

AUMENTO DI PRODUTTIVITÀ, RIDUZIONE DEGLI STIPENDI E LICENZIAMENTI
Il piano prevede un taglio del costo del lavoro per il personale di volo (Piloti e AA/VV) nel 2021 fino a 46 mln di Euro per poi passare nel 2023 a 22 mln di Euro (a flotta e network attuali sarebbe di 21 mln di euro annui per Piloti e di 15 mln di euro annui per AA/VV) , per il personale di terra fino a 15 mln l’anno (un conto sottostimato e calcolato per una retribuzione media percepita di circa 20.000 euro l’anno).

Il contenimento dei costi sul lavoro si realizzerà nei vari settori nelle seguenti modalità:
1) Piloti, maggior produttività minor remunerazione - ottimizzazione dello scheduling delle rotte, riduzione dei riposi da 10 a 9 e definizione limite semestrale, introduzione di vincoli all’utilizzo delle ferie nei periodi di picco, diminuzione dei coefficienti moltiplicatori e del numero di fasce di IVO, riduzione indennità giornaliera e indennità di volo minima garantita.
2) Personale di Cabina, maggior produttività minor remunerazione - ottimizzazione dello scheduling delle rotte, riduzione dei riposi da 10 a 9 e definizione limite semestrale, introduzione di vincoli all’utilizzo delle ferie nei periodi di picco del traffico, favorire le richieste di congedo parentale prima che la programmazione sia conclusa per ridurre le riserve necessarie,
deroghe alle norme EASA per permettere l’effettuazione dei voli di lungo raggio ad opera del personale base Linate, diminuzione dei moltiplicatori per la 2°-3°-4° fascia di IVO (ad es. da 2x a 1,5x la 2° fascia), ridurre da 5 a 4 le fasce di IVO, riduzione indennità giornaliera e indennità di volo minima garantita, reintroduzione scatti di anzianità da 1 a tre anni, riduzione del crew index su A777 da 11 a 10.
3) Personale di terra – licenziamenti di 740 lavoratori su 1900 appartenenti ai settori di staff, commerciale, area HQ, ecc. e aumento di produttività in tutti gli altri settori. Nulla si dice sulle ricollocazioni di chi si vorrebbe espellere dalla produzione (in primis i circa 200 avoratori in cigs a zero ore). Non si charisce se ci saranno o meno terziarizzazioni di attività, come invece avviene attualmente nonostante la Cigs.

NON E’ CON IL PIANO DELLA MISERIA CHE SI TUTELA IL FUTURO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA ITALIANA E’ URGENTE CHE I LAVORATORI SI INCONTRINO E DECIDANO IL DA FARSI: IL SILENZIO E L’IMMOBILISMO IPOTECANO IL FUTURO DELL’INTERA CATEGORIA LA CUB TRASPORTI ED AIRCREWCOMMITTEE NEI PROSSIMI GIORNI ORGANIZZERANNO UNA ASSEMBLEA DI TUTTI I LAVORATORI, INVITANDO ESPERTI, RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI E TUTTE LE ALTRE OO.SS.
Inoltre è importante che in occasione della convocazione delle OO.SS. del settore da parte di Di Maio i lavoratori partecipino al:
PRESIDIO DEI LAVORATORI AZ DAVANTI AL MISE
3 luglio 2019 dalle ore 14,00 in via Molise

Roma 24 giugno 2019

CUB TRASPORTI - AIRCREWCOMMITTEE

          Alitalia-Un-Piano-da-rifare.pdf

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