PRESIDIO IN AEROPORTO A FCO - DALLE ORE 10,00 (Terminal T1 – Partenze –Porta 5)  ALITALIA SE NON ORA ... QUANDO? Se non fosse drammatica la situazione di Alitalia potremmo definirla grottesca. Il Governo continua a rinviare la decisione, ben sapendo che la NAZIONALIZZAZIONE è l’unica strada percorribile e la sola che non esporrebbe la compagnia di Bandiera italiana e l’intero comparto al saccheggio da parte dei concorrenti e dei soliti prenditori, con le inevitabile ricadute per i lavoratori e per la collettività. 

 

(LE LEGGI 146/90 E 83/00 VIETANO DI SCIOPERARE NELLE FASCE DALLE 7-10 / 18-21) I comandati devono prestare servizio solo per i voli garantiti (Lista Enac)

LA RISTRUTTURAZIONE NON PUÒ ESSERE EVITATA
I giornaloni nazionali continuano a plaudire all’operato dei Commissari Straordinari AZ, proprio quelli che prima di marzo 2018 si era promesso che sarebbero stati sostituiti per conflitto di interessi ma che poi il Governo ha lasciato al loro posto: eppure la ristrutturazione di Alitalia è drammaticamente lontana e le perdite ancora enormi (Repubblica del 18.5.2019 le quantifica a
1.150.196 Euro al giorno!), DOVUTE ALLA CONCORRENZA DELLE LOW-COST E AGLI EXTRACOSTI ANCORA
ESISTENTI sulle mantenzioni, sui servizi, sul leasing degli aeromobili (non sul costo del lavoro!), nonchè sulle tariffe Enav (oltre il 70% del mercato europeo) e aeroportuali, soprattutto su Fiumicino (...per la gioia di AdR e dell’intera Atlantia).

SALVATAGGIO E RILANCIO O UNA TOPPA PER SUPERARE LA NOTTATA?
Nell’irresponsabile black-out informativo da parte del MISE, ad emergere sono le notizie giornalistiche che rivelano una investimento che, seppure a consistente partecipazione pubblica, è assolutamente irrisorio ed insufficiente per il progetto di rilancio, forse addirittura per il solo salvataggio. Certo è che la cifra circolata di poco più di 600-700 mln di Euro è ben al di sotto di quanto promesso e necessario.

I CAVALIERI SONO TUTT’ALTRO CHE BIANCHI
Nel frattempo giungono le notizie che oltre all’interessato avvicinamento di Delta (...non si sa neppure se abbia mai fatto una proposta ufficiale?), si affacciano sulla scena di Alitalia, oltre alla onnipresente Lufthansa, i Benetton (gli stessi che hanno già partecipato alle fallimentari cordate in Cai e Sai!), ovviamente più preoccupati di tutelare le concessioni e le tariffe autostradali-aeroportuali, che del futuro della Compagnia di Bandiera italiana, nonchè O’Leary, sempre pronto a prendere per il culo (vedi intervista su Corriere della Sera del 16.5.2019) il nostro Paese, forse proprio perchè garantisce una rendita di posizione a Ryanair che non esiste altrove e che non è stata scalfita e messa in discussione.

IL COLPO DI GRAZIA AD ALITALIA: UN TERMINAL DEDICATO ALLE LOW-COST A FCO?
Per non parlare della possibilità che, con il favore di Enac e il plauso di AdR, a breve si confermerà la costruzione della IV pista su Fiumicino (un’altra promessa tradita?) e di un terminal dedicato ai vettori low-cost nel Leonardo da Vinci (ne ha parlato O’Leary con Castellucci e con Enac il 15.5.2019 a Roma?) invece di allestire un terzo aeroporto nel Lazio (ad es. Latina) in modo da evitare la concorrenza nell’hub della Compagnia di Bandiera.

L’IMPORTANZA CHE LA PAROLA PASSI ALLA CATEGORIA
In tale quadro è evidente l’importanza che la categoria rimetta al centro del dibattito nel Paese il futuro di Alitalia e dell’intero comparto: un argomento sapientemente cancellato in questa fase dal dibattito politico ma che riveste una importanza primaria dato che riguarda il futuro di migliaia di lavoratori, nonchè ha impatti rilevanti sul sistema produttivo ed industriale italiano.

NON SI RINUNCI AL CONTROLLO DEI FLUSSI TURISTICI DA/PER L’ITALIA
In gioco c’è una immane ricchezza che non può essere liquidata e ceduta agli interessi privati di qualche prenditore o della concorrenza ma che deve rappresentare una opportunità per la collettività: non bisogna essere nazionalisti o sovranisti per capire che se si abdica definitivamente al controllo dei flussi passeggeri da/per l’Italia si condanna il futuro del nostro Paese e di migliaia di lavoratori.

ALCUNI INTERVENTI NON POSSONO ESSERE RINVIATI
Purtroppo ciò che si sta delineando nel settore è molto preoccupante e assai diverso dalle aspettative della categoria, aggravato dalla mancanza di visibilità da parte degli stessi lavoratori:
- il riordino del trasporto aereo non è neppure iniziato e nulla è ancora stato fatto per avviare il confronto al Ministero dei Trasporti, più volte annunciato e poi definitivamente cancellato;
- il rilancio della Compagnia di Bandiera sembra archiviato mentre lo stesso salvataggio è in alto mare e incentrato sulla ricerca di improbabili partner (...alcuni sono pure vecchie e fallimentari conoscenze!) che continuano a manifestarsi interessati solo alla difesa del loro business;
- la definizione di una legislazione di sostegno, che possa favorire la creazione di un vero ed unico CCNL di settore, non sembra più rientrare nei progetti a medio-lungo termine in questa legislatura;
- la lotta alla precarietà è rimasta sulla carta, senza neppure riuscire a decollare, per la mancanza di interventi adeguati nel Decreto Dignità, in grado di arginare la irresponsabile smania di alcune OO.SS. di sottoscrivere accordi a perdere che incentivano lo sfruttamento del lavoro precario (i CTD ritornano pure tra gli AA/VV che fino a ieri erano fintamente in esubero e
subivano SOD e Cigs!);
- l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, ben oltre i limiti imposti dalle norme e applicati in modo discriminatorio, continua ad essere effettuato, a danno dei lavoratori e della collettività, come un bancomat per finanziare la ristrutturazione di imprese (per quanto il Governo faccia finta di non vedere è lampante ciò che succede!).

L’ UNITÀ DELLA CATEGORIA: UN IRRINUNCIABILE OBIETTIVO
Lo Sciopero del 21.5.2019 è una importante occasione per l’intera categoria del trasporto aereo-aeroportuale-indotto che al più presto deve ritrovare la necessaria unità e determinazione per difendere il proprio futuro e la tutela delle sue condizioni salariali e normative, in un settore strategico ed in continua crescita: una ricchezza collettiva (BENE COMUNE) che non può più
essere lasciata a subire le scorribande dei vari prenditori che si affacciano sulla scena.

Attraverso una ripresa delle iniziative unitaria dei lavoratori, in grado di sottolineare la loro indipendenza e autonomia dalla politica, si potranno condizionare le scelte che il Governo, dopo le elezioni europee, dovrà intraprendere: LA PAROLA ORA ALLA CATEGORIA!
Grave è stata la scelta di alcune OO.SS. di Piloti e AA/VV di rinunciare alla mobilitazione, favorendo divisioni che non giovano ad alcun lavoratore: è importante che la categoria tutta, compresi Piloti e AA/VV, insieme ai dipendenti di terra dei vettori, a quelli dell’handling, dei gestori, del catering e dell’indotto, diano un segnale di maturità e consapevolezza, non lasciandosi trascinare in visioni corporative e perdenti.

Roma,18.5.2019
Cub trasporti - AirCrewCommittee

CUB Trasporti - Confederazione Unitaria di Base
Via Ponzio Cominio 56, 00175 Roma
Tel. 0676968412 - 0676960856 Fax 0676983007
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       Alitalia-Sciopero-21-5-2019.pdf

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