La Serravalle non risponde alla richiesta di incontro della CUB in merito alle difficoltà dell'azienda e alla riforma del contratto di secondo livello.


Oramai è chiaro: la Serravalle con il suo eloquente silenzio conferma di non avere alcuna intenzione di confrontarsi con l'unica RSA eletta dai lavoratori e lavoratrici, malgrado il tribunale del lavoro, malgrado l'esito del voto del referendum.
Ed il motivo è molto semplice: la CUB è l'unica organizzazione sindacale in Serravalle a rispondere del proprio operato direttamente ai lavoratori e lavoratrici; l'unica a non voler abbassare la testa dinnanzi all'austerità voluta da Serravalle, quell'austerità che ci toglie diritti e serenità e che sta facendo scempio del servizio pubblico autostradale.
Ecco spiegato il motivo per il quale anche il nuovo amministratore delegato ha deciso di continuare nel solco dei suoi predecessori e di non rispondere – neanche per cortesia – alla richiesta di incontro, in spregio verso la sentenza del giudice del lavoro, umiliando il voto democratico di centinaia di lavoratori e lavoratrici che hanno chiesto di riformare il contratto
di secondo livello.
Ora serve reagire!
Alla CUB il compito di organizzare lo stato di agitazione e proclamare lo sciopero, nel caso non ci fosse un ripensamento da parte di Serravalle.
Ai lavoratori alle lavoratrici il compito di fermare l'austerità e le umiliazioni attraverso la capacità di mobilitarsi a difesa dei propri diritti e del proprio futuro.

Milano Serravalle, 9/4/2019

CUB TRASPORTI

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