L’articolo 40 della Costituzione Italiana sancisce il diritto individuale di sciopero in capo ad ogni lavoratore, che lo esercita collettivamente. Alcune proposte di legge (Damiano, Sacconi, Ichino) vorrebbero che la facoltà di indire scioperi sia in capo esclusivamente alle OO.SS. cosiddette più rappresentative.

La Fit-Cisl, per voce del suo segretario lombardo, sostiene questa tesi in un articolo del Corriere e il Direttore di ATM (nonché presidente di Agens) gli fa eco con identiche parole.
Come per i contratti nazionali, le idee dei sindacati confederali e quelle dei padroni sono sempre più vicine tra loro e più lontane dalle rivendicazioni e dai diritti dei lavoratori.

In ATM ciò si amplifica, tanto da presumere che la Cisl governi la politica aziendale nel più classico modello di lottizzazione politica. Infatti, sono più le parole che la Cisl profferisce in favore della dirigenza aziendale che quelle in accoglimento delle istanze dei lavoratori. Ma la Cisl non si ferma qui, da anche i numeri (sic!) senza dire che gli iscritti, soprattutto in un’azienda governata dal clientelismo sindacale, si possono fare in molti modi, anche senza passare dalle trattenute in busta.
La Cisl non dice che ai lavoratori della CUB trasporti non è concesso il diritto all’iscrizione con delega sindacale in busta, non sono concesse le assemblee retribuite come da Statuto dei Lavoratori e nemmeno i locali per quelle non retribuite.
Al nostro sindacato non sono concesse le bacheche, i locali sindacali, né volantinare all’interno dei depositi.
Ai nostri delegati non è permesso entrare in altri depositi per esercitare il diritto sindacale di parlare con i colleghi.
A noi non è concesso nemmeno il diritto di partecipare a libere elezioni delle RSU, perché costretti a sottoscrivere gli antidemocratici accordi nazionali e locali sulla rappresentanza che limitano il diritto di sciopero, prevedendo addirittura i nominati (eletti senza prendere voti), scambiano i diritti sindacali con quelli dei lavoratori.

Accordi fatti apposta perché non cambi nulla, nonostante le elezioni, proprio come le leggi elettorali…

Tutte queste prerogative sono riservate esclusivamente a Confederali e Autonomi (loro portaborse) in aggiunta a decine di migliaia di ore di permessi e distacchi sindacali retribuiti pagati dall’azienda, cioè da tutti i lavoratori. Praticamente tutti tranvieri (anche quelli non iscritti) mantengono circa 200 “sindacalai” che non lavorano e rappresentano più le “esigenze” dell’azienda che quelle dei lavoratori, perfino sul diritto di sciopero e sulle gare d’appalto.  

Ogni anno in ATM, all’officina di Teodosio, si celebra il 25 aprile, festa della liberazione in cui sindacalisti e funzionari si sciacquano la bocca dei valori fondanti del nostro Paese, pur sapendo che dentro ATM la Liberazione dal fascismo non c’è stata e la costituzione non si applica.  Anzi c’è un pesantissimo clima di restaurazione in cui i cosiddetti rappresentanti dei lavoratori, complici delle discriminazioni, parlano a nome del padrone contro il diritto alla rappresentanza e al diritto costituzionale di sciopero, sputando sulla memoria dei colleghi che si meritarono la Medaglia d’Oro per la Resistenza, proprio perché scioperarono per il diritto alla Libertà.

Colleghi boicottate le prossime elezioni RSU, non correte a votare! Non c’è altra via!
Non legittimate ancora una volta questi sfaccendati che aiutano il padrone a prenderci a calci in culo, invece di dare un segnale di cambiamento anche tra le mura aziendali.
Possibile che solo in ATM non soffi lo stesso vento che ha sconvolto l’Italia intera ?!

Milano, 19 marzo 2018

Confederazione Unitaria di Base Trasporti
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