MANIFESTAZIONE MARTEDÌ 12.4.2016 - dalle ore 10 In aeroporto a Fiumicino è aumentato lo sfruttamento dei lavoratori da parte delle aziende che continuano a fare affari nel comparto aereo-aeroportuale-indotto ma che infliggono precarietà, tagli salariali e peggioramenti normativi alla categoria, con il consenso della politica e di molti sindacati. Ormai a Fiumicino è addirittura diventata una prassi per le aziende il ricorso ai licenziamenti di massa (Alitalia, Groundcare, Argol, AMS, British, ecc.) , finalizzati ad espellere il personale per sostituirlo con lavoratori senza diritti e con salari da fame: un escamotage che mette al riparo i profitti per gli azionisti e per gli investitori italiani e stranieri ma che, OLTRE A GENERARE UN DANNO A MIGLIAIA DI FAMIGLIE, scarica sulle casse pubbliche il costo delle ristrutturazioni delle società private che ricorrono indiscriminatamente all’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Siamo arrivati anche al licenziamento del personale disabile e appartenente alle altre categorie protette, in un ambito ove le aziende esercitano in profonda scopertura rispetto alle quote obbligatorie: quanto emerso in Alitalia è emblematico e solo la punta di un iceberg. In tale contesto mentre sono diminuite le vertenze sindacali, sono aumentate notevolmente le controversie individuali e collettive che gravano sul tribunale del lavoro di Civitavecchia, principale foro competente per l’aeroporto di Fiumicino, diventato nel frattempo il polo industriale dell’Italia centro-meridionale. Al tribunale del lavoro di Civitavecchia, però, oltre a fare i conti con processi lunghissimi, i lavoratori sono costretti a subire inaccettabili ed inspiegabili sconfitte processuali, spesso accompagnate insostenibili condanne alle spese processuali. Tutto ciò accade in particolare quando ad essere chiamate in causa sono le più grandi aziende del settore aereo-aeroportuale-indotto. Sintomatico a tale avviso che un rappresentante del Governo, rispondendo ad una interrogazione parlamentare in ordine ai licenziamenti effettuati da Cai a fine 2014, prima del passaggio delle attività in Alitalia-Sai, riferisce che la compagnia avrebbe sostenuto che la maggioranza dei provvedimenti adottati dal Tribunale di Civitavecchia hanno confermato la legittimità delle risoluzioni dei licenziamenti: una tesi quest’ultima che al foro di Civitavecchia è divenuta quasi univoca, nonostante sia messa in discussione da numerosi pronunciamenti di altri tribunali del lavoro italiani. Ma non è l'unico caso: è successo per i licenziamenti di Alitalia 2008, è accaduto per i lavoratori Argol (non tutti i ricorsi sono andati a sentenza!). NON deve continuare ad accadere per i lavoratori Groundcare, per i dipendenti Argol ancora in causa e per tutti coloro che sono stati e che saranno costretti a ricorrere al Giudice del Lavoro per tentare di riprendersi il proprio posto di lavoro e i diritti scippati. La lotta deve essere unica: in assenza di crisi del settore da anni sono identiche le stesse dinamiche di licenziamenti e precarietà. Non ci fermeremo! PRESTO MANIFESTEREMO ANCHE DAVANTI ALLA REGIONE LAZIO: TANTE PROMESSE MA RESTA IMMOBILE E ASSENTE! E’ NECESSARIO IMPORRE L’ADOZIONE DI MISURE SERIE ED EFFICACI PER LA RIOCCUPAZIONE DI TUTTI I LICENZIATI RECENTI E PASSATI, PER TUTTI QUELLI CHE SONO ANCORA RIMASTI TOTALMENTE DIMENTICATI E TAGLIATI FUORI DA UNA SPERANZA NEL FUTURO. Roma 7 Aprile 2016 Cub Trasporti – Comitato Co.Ri.S.T.A.
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