La CUB Trasporti, nel proseguire la vertenza iniziata nel febbraio 2015 e culminata con la contrarietà all’accordo tra sindacati e ATM per i servizi Expo, e dopo 5 precettazioni prefettizie, ha indetto uno sciopero di 4 ore per mercoledì 16 dicembre.


Occorre porre immediato rimedio all’uso discriminatorio che s’è fatto dell’accordo Expo non omogeneamente applicato a tutti i dipendenti ATM:  solo alcuni lavoratori si sono sobbarcati il peso dei servizi aggiuntivi per Expo e ad altri non sono state riconosciute le indennità previste.

In una situazione in cui ad alcuni lavoratori non vengono fornite nemmeno le dotazioni personali di sicurezza né gli armadietti personali, la CUB Trasporti chiede l’immediato avvio di un programma di ristrutturazione delle ormai vetuste strutture aziendali, WC (in alcuni casi fatiscenti), guardianie/portinerie, sale ritrovo, mense, chioschi, “gabbiotti” agenti di stazione (nei quali mancano addirittura sedie idonee), nonché l’avanzamento del programma di rinnovo del parco BUS. Persino la nuova massa vestiario (la divisa), oltre che essere insufficiente,  solleva seri dubbi sulla qualità dei materiali utilizzati.

“E soprattutto occorre sollevare la protesta contro il Contratto Nazionale Autoferrotranvieri firmato il 28 novembre scorso, un accordo in cui si configura un arretramento delle condizioni economiche e lavorative degli Autoferrotranvieri - dichiara Claudio Signore, coordinatore nazionale CUB Trasporti. Esse, infatti, non rispondono alla perdita del potere d’acquisto dei salari dal 2007 ad oggi e sono in contrapposizione con la riduzione dell’orario di lavoro, le tutele della salute e della sicurezza di una categoria altamente usurante e la progressiva “umanizzazione” dei turni di lavoro. Si verificherà addirittura uno spostamento di risorse economiche dalle tasche dei lavoratori a quelle delle aziende e dei sindacati attraverso i fondi pensione, l’assistenza integrativa, gli enti bilaterali e commissioni varie.”
8 € al mese (medi) di arretrati dal 2008 al 2015, ma solo una-tantum, e 23 € al mese (medi) che solo ad ottobre 2017 diventeranno 67 €. Queste sono le reali cifre del nuovo contratto.

Occorre perciò che queste risposte arrivino immediatamente dall’azienda, stante la situazione economica favorevole in cui versa e più volte pubblicizzata dallo stesso Presidente per il quale, nonostante Expo, si sarebbero mantenute le potenzialità economiche, di sviluppo e d’investimento.

“In ragione di ciò, chiediamo l’apertura di un tavolo negoziale finalizzato ad un Contratto Aziendale di Secondo Livello che, partendo dalla rivalutazione economica di tutte le indennità ferme da decenni, dalla graduale riduzione ed omogeneizzazione dei turni di lavoro e della flessibilità, arrivando a reali tutele di salute e sicurezza, sancisca la NON applicazione delle norme capestro del CCNL appena sottoscritto” – conclude Signore.

Da oggi il Contratto Nazionale viene posto a referendum. Più sarà forte il NO, più  i lavoratori ATM avranno la forza di contrastare la sua applicazione in azienda.

Milano 15 dicembre 2015

Info: Claudio Signore 347 9128012

 

 

 

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