8 € al mese (medi) di arretrati dal 2008 al 2015 ma solo una-tantumc - 23 € al mese (medi) che solo nel 2017 diventeranno 67 €. Queste sono le cifre di un contratto atteso da 8 anni, frutto della “sapiente contrattazione” e della totale rinuncia alla lotta da parte di Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl.
La trattativa cominciò nel 2008 con la “irrinunciabile necessità” di unificare i contratti dei ferrovieri e dei tranvieri per ampliare il fronte di lotta che conteneva addirittura la richiesta di riduzione dell’orario di lavoro…

 

Ma è terminata con la capitolazione dei 116 mila tranvieri e della rivalutazione degli stipendi, con dell’aumento  esponenziale dell’orario di lavoro (fino a 50 ore settimanali), della flessibilità e dello straordinario, anche obbligatorio, innalzando anche il limite annuo fino a 300 ore.
Anche in assenza di accordo aziendale applicativo, le aziende procederanno a togliere 5 minuti di tempi accessori ad ogni turno e programmare turni che sforino la media di 60 minuti.
La media sarà calcolata su 26 settimane, anziché 17, e ogni tranviere potrà lavorare 13 ore in più per ogni ciclo.
In compenso vengono finanziati enti bilaterali e commissioni di vario genere. In pratica i soldi per il contratto sono stati spostati dagli stipendi dei lavoratori alle rendite di posizione di aziende e sindacalisti, che aumentano e non diminuiscono i loro privilegi. Non a caso questo punto è stato lo “scoglio” più duro in trattativa in cui è avvenuta la svendita dei diritti, delle conquiste e dei salari dei Tranvieri a favore della casta sindacale.
Con i soldi del CCNL i lavoratori finanzieranno anche il fondo pensione di categoria, per il quale nessuno fin ora conosce le reali “rendite” che questo darà (ci saranno sorprese), nonché la previsione della sanità integrativa che darà un altro colpo a quella pubblica.
Da ultimo il CCNL prevede possibili deroghe in pejus a livello locale, nonché l’impegno delle parti ad assoggettare parte del salario fisso a criteri di produttività come per il Premio di Risultato, rendendo lo stipendio stesso variabile.
La CUB Trasporti, esprime assoluta contrarietà a questo contratto che risulta essere una conquista per le aziende di TPL ultra lottizzate e un arretramento delle condizioni di lavoro ed economiche di un’intera categoria (tra l’altro usurante) fondamentale per lo sviluppo delle Città.
La CUB Trasporti invita tutti i tranvieri a votare NO al referendum che si terrà nei prossimi giorni e a contrastare la sua applicazione a livello aziendale, sapendo che le modalità saranno quelle utilizzate per l’accordo Expo a Milano, in cui ai Tranvieri è stato impedito di votare e di scioperare contro un accordo al quale erano tutti manifestatamente contrari.

 


Info: Claudio Signore 347 9128012


Milano, 1 dicembre 2015


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