Il governatore Rossi ha mostrato di recente grande interesse per il pensiero dell'economista Thomas Piketty.
“Ho letto il suo libro e penso che esso dia un grande contributo a spostare l'attenzione dal dogma della crescita a quello della ridistribuzione del benessere e della ricchezza...”, “In Toscana abbiamo lavorato molto sulle politiche di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, investito sulle persone e sulla capacità innovatrice delle imprese, sui servizi pubblici, sulla formazione, il benessere, la conoscenza e lo sviluppo equo della comunità”. Ma è davvero tanto felix questa Toscana di Rossi? I cittadini e i lavoratori conoscono una situazione diversa: hanno assistito negli anni allo smantellamento e privatizzazione dei servizi pubblici.

 


TRASPORTI

Nei trasporti, la frase "ridistribuzione del benessere e della ricchezza" suona in Toscana in modo bizzarro.
Per l’Aeroporto di Firenze allungare la pista comporta grave impatto sull'area abitata e sul confinante polo universitario, Si è inoltre consegnato definitivamente lo scalo pisano alle compagnie private low cost, lasciato sopprimere il servizio ferroviario dedicato all'Aeroporto Galilei, oggi sostituito da linee
bus private. Recentemente, attraverso il "Consiglio delle grandi aziende" (le 17 società nazionali e multinazionali presenti in provincia di Firenze), si è spianata la strada agli interessi della multinazionale Corporaciòn America, detentrice della maggioranza delle azioni degli aeroporti toscani.

Non ci ricordiamo grande impegno nel contrastare la vendita di Tirrenia, come ha provato a fare la Regione Sardegna: anzi, la Regione Toscana è stata tra le più sollecite a consegnare Toremar al privato. Nel trasporto ferroviario, il forte sostegno alla TAV è una costante dell'Amministrazione. Malgrado i danni ambientali in Mugello, le commistioni affaristico/malavitose emerse in continuazione e l'enorme esborso di denaro pubblico per lavori spesso mal eseguiti, si ribadisce la necessità del folle sottoattraversamento fiorentino. Intanto per finanziare questa Grande Opera, da sempre destinata a essere quotata in borsa e quindi privatizzata, si demolisce il restante trasporto ferroviario.

Il Servizio Notte è fatiscente, la lunga percorrenza è ridotta ai minimi termini, intere tratte del servizio locale sono dismesse o drasticamente ridotte. Il gruppo di analisi del servizio ferroviario locale della Regione, dopo una valutazione dell'intera rete, ha elaborato l'ipotesi che per incentivare il servizio e la concorrenza si possano avere fino a sette diversi gestori, privati, a cui affidare le linee. Il trasporto su gomma (TPL) è ormai interamente a gestione privata. I competitori per la prossima assegnazione del Trasporto Pubblico Locale sono il Consorzio degli attuali gestori e la Gest del gruppo francese RATP (sevizi ferroviari Transdev/Veoliagroup, bus a Genova e Belluno, tramvia di Firenze). Il trasporto urbano, gestito dalle Municipalizzate, è sul mercato. ATAF Firenze è stata consegnata ad una Associazione Temporanea di Imprese con capofila BUSITALIA - SITA Nord (Gruppo FS Italiane), Cooperativa Autotrasporti Pratese Soc. Coop (Cap Prato) e Autoguidovie Spa (Milano), che presto scorporeranno servizi e personale dividendoselo. Autore il Comune, ma la manovra è stata condivisa dagli altri Enti Amministrativi, Regione in primis.

 

SANITA’

Riduzione dei posti letto, ridimensionamento dei piccoli ospedali, tagli e accorpamenti di distretti, consultori, 118, tagli dei servizi in appalto, hanno impoverito la Sanità toscana, allontanato le strutture dai cittadini, e di fatto aumentato la disuguaglianza nell'accesso alle cure.
Nel frattempo la stessa Giunta Regionale Toscana sta garantendo enormi profitti a grandi imprese attraverso la costruzione di nuovi ospedali con il sistema del Project financing: il debito contratto verso i costruttori verrà pagato per 20 anni tramite la cessione in appalto dei servizi non sanitari, aumentando il deficit regionale.

Rossi e la sua giunta hanno dato anche una spinta all'assistenza sanitaria integrativa e privata, con l'accordo di collaborazione con le associazioni di volontariato stipulato nel dicembre 2013. Queste scelte, insieme all'aumento del costo della “compartecipazione alla spesa sanitaria” (ticket, contributo digitalizzazione) e alle liste di attesa sempre più lunghe dovute al blocco delle assunzioni, stanno creando in Toscana una Sanità a doppio binario. Da una parte, chi può tende a rivolgersi alle strutture private con pagamento diretto, dall'altra ci sono larghe fasce di popolazione che, non potendo affrontare questi costi, rinunciano sempre più spesso alle cure.

E dopo aver affermato, in rapporto ai tagli previsti per la sanità dalla legge di stabilità del 2015, che “La sanità non è il borsellino a cui attingere per risanare le casse dello stato”, Rossi si è affrettato ad allinearsi alle direttive del governo, proponendo misure come il superticket sulle cure ospedaliere (compresi gli interventi chirurgici urgenti e oncologici), la revisione delle esenzioni per patologia, la riduzione delle ASL a 3 dalle attuali 12. Benché non ci siano dati previsionali sul risparmio effettivo prodotto, la creazione di 3 super ASL (Aree Vaste) sarà intrapresa già dal 1 marzo 2015, con la nomina di 3 commissari. Si tratterà di strutture gigantesche, in cui sarà difficile tener conto dei bisogni diversificati dei vari territori e garantire davvero l'equità di accesso ai servizi ai cittadini residenti nelle zone più periferiche e disagiate. Anche i lavoratori pagheranno le conseguenze di questa “riorganizzazione”: con il piano esuberi, che toglierà ulteriore personale nei servizi, i carichi di lavoro saranno più pesanti e sia assisterà ad un aumento della mobilità all'interno delle aree vaste al fine di supplire alle carenze di personale.

Siamo ben lontani dalle tanto sbandierate politiche di contrasto alla povertà e alla esclusione sociale e di redistribuzione del benessere e della ricchezza.

 

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