NON PARTECIPIAMO ALLA “CONSULTAZIONE FARSA”.

LOTTIAMO CONTRO IL PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO.
Il testo proposto da Telecom ai sindacati e RSU sul Caring a fronte di un congelamento della societarizzazione per 3 anni, di un po’ di passaggi di livello al 4°, di una riduzione delle sedi da chiudere, di 100 passaggi da PT a FT prevede tra l’altro:



- Ascolto, registrazione e analisi delle chiamate senza alcun limite o controllo sindacale (ipotizzato un osservatorio ma solo per i primi 6 mesi);
- Controllo ed elaborazione continua dei dati di produttività individuale da parte delle strutture di governo (Regie ecc.) in diretta e dei Supervisors in differita;
- Colloqui mensili sui dati individuali con la “linea gerarchica”;
- Turno Jolly variabile.


Il testo, di fatto, consegna a Telecom tanta flessibilità e uno strumento senza precedenti su controllo e visibilità dei dati individuali quale il Cloud con contenuti simili, se non peggiori, di quanto prevede il Jobs Act di Renzi, amico dei suggeritori Recchi & Patuano.

Sappiamo bene che i sistemi in uso al Caring già da tempo consentono di “vedere” e analizzare i dati lavorativi individuali, ma, finora l’azienda non può usarli alla luce del sole: se passa tutto questo sarà legittimata a farlo.

 

 

Cisl e Uil e le loro RSU si sono dichiarate favorevoli al testo, ma senza il “sì” della maggioranza del Coordinamento Naz.le RSU, non è possibile applicare un simile progetto, anche perché violerebbe le norme (attuali) sul controllo a distanza (art. 4 S.L.).

 

Le norme in vigore prevedono che gli accordi aziendali debbano essere approvati dalla maggioranza dei componenti delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) e che un eventuale referendum debba essere indetto da tutte le rappresentanze sindacali aziendali presenti in azienda: non solo da alcune (vedi art. 21 dello Statuto dei Lavoratori).

Pertanto un Referendum non sarebbe legittimo, infatti, Cisl e Uil parlano di una “consultazione”, che formalmente non ha valore e “non obbliga” assolutamente le Parti.
Per questo invitiamo i lavoratori a non partecipare al voto, si può e si deve agire su altri fronti per risparmiare e rendere accettabili le condizioni di lavoro al Caring. Azienda e Cisl-Uil spingono affinché più gente possibile vada a votare, puntano ad un alto numero di partecipati con un esito favorevole: la vittoria del “sì” all’accordo è molto probabile anche perché la consultazione è controllata solo da Cisl e Uil (senza garanzia di regolarità).

La “consultazione” dei lavoratori serve all’azienda per mettere pressione ai sindacati e ai RSU del Coord. Nazionale contrari e costringerli-spingerli a dire “sì” e firmare l’accordo per mettere in piedi un progetto di sfruttamento e controllo dei lavoratori che ci fa tornare indietro di decenni!

Un piano che l’azienda pensava già di avere in saccoccia e per il quale stava facendo i preparativi: skillatura, procedure automatiche per l’assegnazione delle esigenze di B.O., riunioni e roboanti Roadshow….. perché l’accordo si doveva fare entro il 2014 per consentire la partenza da gennaio, con probabili lauti premi per gli alti vertici in caso di rispetto di tali tempistiche. Perciò Telecom, colta di sorpresa, ha reagito stizzita ponendo il limite della chiusura di un eventuale accordo al 20 dicembre e scendendo in campo al fianco di Cisl e Uil con tutti i mezzi a disposizione: email, testi, slides, e comunicati stampa ai giornali dei territori dove
le sedi sono a rischio chiusura (per terrorizzare e costringere i colleghi del luogo a votare “sì”), e anche con «riunioni» ai dipendenti.

 

Perciò Telecom e Cisl-Uil agitano, ancora una volta, lo spettro della societarizzazione se l’accordo non viene votato e firmato.


Ricordiamo che per societarizzazione l’azienda intende la fusione della Divisione Caring con TCC, la nuova società resterebbe all’interno del gruppo Telecom (e non la creazione di una società da vendere, in questo caso, infatti, si parlerebbe di “esternalizzazione”), questo almeno nel breve-medio periodo. Da notare che nei comunicati/slides l’azienda afferma che il testo proposto prevederebbe il superamento della societarizzazione: niente di più falso, basta leggerlo e si vede che la societarizzazione sarebbe congelata solo per 3 anni (2015-17).

Societarizzazione alla quale Telecom non è pronta, infatti, non è nei suoi piani, almeno a breve (se no non avrebbe scritto di potervi rinunciare per 3 anni…): il giochino del confronto interno-esterno (Caring – TCC) e della minaccia della societarizzazione è molto utile averlo sempre a disposizione per l’azienda; buono per peggiorare le condizioni dei lavoratori di TCC e Telecom a seconda dei casi.

La stessa chiusura delle sedi ci chiediamo quanto davvero convenga all’azienda (non a caso oggi pensa di chiudere solo le sedi più vicine a quella di destinazione): il costo globale di una postazione è lo stesso indipendentemente dal luogo, per traslocare tutti gli appariti si spendono fior di soldi senza contare le indennità per il trasferimento dei lavoratori (seppur di modesto valore vanno moltiplicate per circa 700 lavoratori).

Ma si può fare diversamente per mettere “in sicurezza” il Caring, si deve fare in modo che i lavoratori siano in grado di poter lavorare in condizioni migliori, ad esempio:

- fare vera formazione, anche con un tempo programmato per lettura e analisi delle email;
- ridurre il numero delle piattaforme informatiche, delle procedure e degli applicativi;
- smettere con le pressioni sui tempi di conversazione;
- realizzare offerte commerciali meno numerose, più chiare e non contraddittorie;
- risparmiare su consulenze esterne, trasferte dei capi e costosi Roadshow;
- incrementare gli organici dei reparti di rete di Delivery.

La FLMU-CUB in previsione dell’applicazione dei contenuti dell’eventuale accordo o di altre iniziative aziendali, per contrastarle e rivendicare misure alternative per migliorare l’attività nel Caring ha aperto le procedure necessarie al fine di poter effettuare scioperi dal mese di gennaio.

Ci auguriamo che tutte forze sindacali e le RSU contrarie mantengano la chiara posizione espressa adesso anche nelle prossime settimane seppur le proposte aziendali dovessero cambiare di qualche virgola…. E li esortiamo ad ulteriori azioni contro questi piani aziendali.

Se passano i contenuti di questo piano aziendale al Caring la Telecom domani cercherà di applicarli anche in altri settori (ASA ad esempio), lo stesso è probabile che sarà replicato dalle alle altre aziende di TLC e dai call center esterni, con un impatto su tutto il settore.

Per questo impedire un accordo del genere al Caring di Telecom è una battaglia di civiltà e di dignità che ha valenza generale!

Firenze, dicembre 2014 per info 331-6019879 su Facebook: CUB TELECOM
Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria Di Base
Firenze, Via Guelfa, 148/r tel./fax 055/3200938 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cub.it

 

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