Lo scorso 10 settembre si è tenuto un incontro presso gli uffici dell’Ispettorato Lavoro di Torino per quei dipendenti seguiti da alcuni sindacati dove è stata respinta all’unanimità l’offerta conciliativa di Compuprint Srl (oggi con 50 con dipendenti) gruppo GDS Spa (oggi 138 dipendenti).

La magnanima offerta economica consisteva in circa € 4000 lordi pagati in 18 rate per rinunciare alle cause per licenziamento (illegittimo) e mancata rotazione CIGS e definire la chiusura tombale del contenzioso. € 4.000 in ridicole mancette per cancellare ogni pretesa risarcitoria su irregolarità di ogni tipo da noi documentate in questi anni. Compuprint Srl/GDS a tutt’oggi produce e fattura in tutto il mondo. Per questo gruppo di dipendenti è fallita la conciliazione e decorrono i termini per depositare le cause di lavoro vere e proprie
Già in passato abbiamo respinto irricevibili, in quanto sostanzialmente inconsistenti, proposte conciliative e depositato le nostre cause, sia contro il licenziamento che per le mancate rotazioni. A partire da questo mese di settembre verranno discusse presso i competenti Tribunali di Torino ed Ivrea.
Dall’esame dello stato patrimoniale, depositato lo scorso mese di agosto 2014 da Compuprint Srl e GDS Spa che la controlla interamente, risultano attività di MIL € 13,491 e passività per MIL € 12,134 [Compuprint Srl.] Attività di MIL € 74,194 e passività di MIL € 49,830 per Global Display Solutions [GDS Spa].


Leggiamo nel bilancio aggiornato:
Clima sociale, politico e sindacale: Il programma di cassa integrazione straordinaria è stato completato regolarmente a giugno con la messa in mobilità di circa cinquanta dipendenti su base volontaria mentre è stato attivato un nuovo programma di ammortizzatori sociali per un periodo ulteriore di 6 mesi di cassa in deroga richiesta dalla Società e approvata dalla Regione Piemonte che è terminata regolarmente a dicembre con la messa in mobilità del rimanente personale in esubero. L’Azienda termina l’esercizio con 50 dipendenti in organico e nel corso del 2014 dovrà provvedere a completare la liquidazione di tutte le spettanze ancora dovute ai dipendenti cessati che comunque sono ridotte notevolmente a seguito delle anticipazioni fatte nel corso degli ultimi 2 anni. L’Azienda ha dovuto sostenere costi per azioni legali di alcuni dipendenti in relazione ai periodi precedenti di cassa integrazione, alle quali ha comunque opposto ricorso.
Dunque Compuprint e GDS Spa non badano a spese quando si tratta di contrastare, a tutti i livelli e con costosi studi legali, la legittima attività di tutela degli interessi dei lavoratori/trici. Ad oggi, quasi tutte le vertenze da noi intraprese per mancata rotazione e differenze retributive ci hanno visti vittoriosi, con pronuncia di condanna delle spese a carico di Compuprint Srl…. e le spese legali sono cresciute nel tempo proporzionalmente al numero dei ricorrenti cosi come i risarcimenti economici.


LA EX CPG COMPUPRINT FINMEK DI CALUSO È PASSATA DA 300 A 50 DIPENDENTI ED HA TRASFERITO LE LINEE PRODUTTIVE IN CINA SENZA ACCORDI.


Leggiamo ancora nel bilancio compuprint 2013 da poche settimane depositato
La gestione ha fatto registrare questi principali fatti significativi:

Vertenza Compuprint GDS
Conciliazione fallita per 40 dipendenti

- un lieve calo dei ricavi dovuto principalmente a ritardi all’avvio della nuova produzione di seriali presso lo stabilimento di GDS in China, nonché alla riduzione dei ricavi relativi al fotovoltaico;
- un valore aggiunto percentuale in linea con le previsioni anche se leggermente ridotto in valore assoluto per il calo dei ricavi;
- una conferma dei costi operativi previsti con la possibilità di prevedere una riduzione nel prossimo esercizio grazie agli interventi sul personale con l’attivazione di Contratti di Solidarietà e grazie alla riduzione dei costi di stabilimento a seguito dello spostamento operativo nel nuovo sito di Caselle Torinese ultimato nel corso del mese di novembre;
- un margine operativo lordo di € 1.006.899; un risultato finale negativo condizionato dagli ammortamenti eccezionali dovuti all’azzeramento di alcuni investimenti fatti negli esercizi passati

 


Le ragioni alla base delle nostre richieste di annullamento dei licenziamenti:

 - Mancata convocazione della nostra R.S.A. presente in Compuprint dal 1995 alle procedure di mobilità e licenziamento collettivo
 - Illegittimità degli accordi sottoscritti al Mise ed altre sedi il 10 giugno 2009 e 6 luglio 2011: Compuprint Srl non ha seguito la corretta procedura per il trasferimento-delocalizzazione in Cina a SuzhouWujiang City – e dell’accordo di giugno 2011 che prevede la chiusura per cd cessata attività la quale non è affatto cessata ma è proseguita costante negli anni in altre sedi del gruppo (Romania, Cina). Lo smantellamento di Compuprint Caluso è avvenuto con l’assistenza delle associazioni padronali ed il silenzio di alcuni sindacati della concertazione.
Su quanto successo CUB-FlmUniti, oltre ad aver depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Ivrea nel 2011 tramite l’Avv P. Maisto, ha intenzione di chiedere risarcimento al Ministero delle Attività Produttive (MISE) per la perdita di una importante risorsa tecnologica ed occupazionale del Canavese.


Il Ministero non ha sorvegliato sull’effettiva applicazione degli accordi sottoscritti nonostante le “verifiche trimestrali” e si è fatto “incantare” dalle favolette di sviluppo, occupazione e progresso tecnologico sottoscritte da Compuprint-GDS per le stampanti ed attività collaterali (chioschi informatici, bancomat, contatori elettronici, pannelli solari, etc). Tutte attività operative e trasferite in altre sedi del Gruppo.


RSA FlmUniti CUB Compuprint
Milano – Torino, 12 settembre 2014

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sito info web http://compuprintincina.altervista.org

 

 

 

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