Si terrà sabato 25 ottobre 2014 la prima iniziativa pubblica dei metalmeccanici della FLMUniti-CUB per contrastare la riforma del mercato del lavoro, per la piena occupazione del sito produttivo della FIAT di Cassino (compresi l’indotto e le aziende terziarizzate), e per rilanciare il reddito minimo garantito già approvato dalla Regione Lazio nel 2009.

Dalle 10,30 del mattino in piazza Diaz a Cassino i metalmeccanici della FLMU si ritroveranno per un incontro e confronto pubblico con la cittadinanza, per rilanciare la “vertenza lavoro” nel territorio.


Tre i temi che saranno dibattuti nell’ambito dell’incontro con la cittadinanza:

·      RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO – La provincia di Frosinone e il comprensorio industriale del cassinate saranno le zone che più delle altre saranno colpite dalla riforma del mercato del lavoro. E’ noto che tutte le aziende del territorio hanno l’esigenza contingente di ridimensionare gli organici ed espellere una infinita sequela di lavoratori con ridotte capacità lavorative, operai sindacalizzati e lavoratori anziani ormai saturi e spremuti come limoni. Se dovesse passare la piena libertà di licenziamento, tutte le aziende territoriali ne approfitterebbero per riorganizzare i propri organici con manodopera più sfruttabile e servile di quella attuale. Almeno 5.000 lavoratori del cassinate (da una nostra stima) rischieranno il licenziamento, senza neanche poter accedere ad ammortizzatori sociali stabili e duraturi (a regime, in brevissimo tempo, la cassa integrazione e la mobilità saranno sostituiti da un solo assegno sociale, chiamato ASPI, dalla durata molto più breve degli attuali ammortizzatori). 

·      PIENA OCCUPAZIONE ALLA FIAT  – L’incertezza del futuro occupazionale dei lavoratori della FIAT, dell’indotto e delle aziende terziarizzate, sta determinando il blocco totale dell’intera economia comprensoriale. Si continua giorno dopo giorno con il continuo ricorso alla cassa integrazione, senza che l’azienda abbia mai formalizzato ufficialmente i dati della ripresa della salita produttiva dei nuovi modelli e del pieno rientro di tutti i lavoratori. In queste condizioni, quindi, non ci sono solo le preoccupazioni di seimila lavoratori  e delle loro famiglie (dipendenti Fiat, indotto e terziarizzate), ma anche le preoccupazioni delle attività che dipendono economicamente dall’andamento della Fiat. Chiedere certezza di reimpiego per tutti e garanzie per i lavoratori dell’indotto e delle aziende terziarizzate vuol dire, questo sì, dare certezza all’economia di tutto il comprensorio.

·       REDDITO MINIMO GARANTITO –  L’attuale crisi occupazionale dovuta perlopiù alla contingente crisi industriale è il motivo impellente per dare seguito alla legge regionale n. 4 del 20 marzo 2009 (pubblicata sul BURL n.12 del 28 marzo 2009) http://tinyurl.com/n8ahatp , con la quale la Regione Lazio (giunta Marrazzo) ha istituito il reddito minimo di cittadinanza per disoccupati, inoccupati e precari, ma non ha mai provveduto a determinare le risorse economiche per renderlo effettivo. L’attuale legge sul reddito minimo è sicuramente poca roba rispetto alle esigenze delle famiglie, ma può rappresentare il minimo vitale per affrontare brevi periodi di inoccupazione. Su quest’ultimo tema la FLMUniti-CUB di Cassino cercherà di coinvolgere fin dai prossimi giorni tutte le istituzioni locali, per iniziare proprio dalla provincia di Frosinone la sperimentazione del reddito minimo garantito. Un obiettivo che sarà raggiungibile solamente con l’impegno di tutte le istituzioni locali.


L’appuntamento è per sabato 25 ottobre,
dalle ore 10,30 in piazza Diaz a Cassino
per l’iniziativa sindacale promossa
dalla FLMU-CUB di Cassino


Piedimonte S. Germano, 21 ottobre 2014

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