STELLANTIS NASCE PER TUTELARE GLI AZIONISTI, RAMPOLLI AGNELLI IN TESTA. PIU’ CHE UNA FUSIONE SI TRATTA DI UNA ACQUISIZIONE.


I LAVORATORI DOVRANNO ORGANIZZARSI PER DIFENDERE IL POSTO DI LAVORO.

La fusione Fca (Fiat-Chrysler) e Psa (Peugeot) rappresenta la vendita del gruppo ex Fiat/ Chrysler e l’implicito ridimensionamento della filiera automobilistica italiana. 
Il mercato europeo dell'auto è in difficoltà e la fusione fra Fca e Peugeot comporterà una razionalizzazione della produzione; la sovraccapacità produttiva può portare a chiusure o snellimento di produzioni e stabilimenti e il cambiamento tecnologico della produzione e del prodotto potrà far peggiorare ancor più le prospettive occupazionali.


E’ già noto ad esempio che le nuove piccole del gruppo  si baseranno sulla piattaforma Psa e saranno costruite in Polonia ridisegnando anche la rete dei fornitori.
Non è difficile immaginare inoltre che a breve, assieme alla sovraccapacità produttiva, dovrà essere affrontata sia la duplicazione manageriale che la parte progettuale e ingegneristica esistente.


I fatti di oggi confermano i giudizi negativi espressi dalla Cub: Fca risolverà i suoi problemi in un recinto più ampio utilizzando progetti di altri ma inevitabilmente sui lavoratori ricadranno gli effetti di una nuova riorganizzazione necessaria per evitare sovrapposizioni di modelli e di gamme e per introdurre nuova tecnologia.
A parole, come sempre, si promette che tutti i lavoratori e tutti gli stabilimenti saranno protetti. Ciò potrà esser vero dal lato Psa, nella quale è presente una partecipazione azionaria pubblica e ricoprirà ruoli di comando importanti; difficile prevedere tutele in Italia sapendo che Fiat prima e Fca poi hanno portato fuori dall’Italia tutti i centri decisionali nel silenzio assoluto dei governi e della politica.
Governi e forze politiche da anni hanno evitato il benché minimo intervento di politica di settore fino al punto di assecondare e benedire le scelte Fiat di emigrare dove poteva fare più liberamente i propri interessi, lasciando senza tutela lavoratori e paese.
C’è perciò da riflettere su come dovranno essere protetti gli interessi dei lavoratori, quale sarà il destino degli stabilimenti e dei lavoratori della Fca e quello delle imprese produttrici di componenti disseminate in tutto il nostro Paese.


Invece di aspettare benefici dalle multinazionali, pensiamo che sia più utile prepararsi al conflitto per difendere il proprio lavoro allorché la nuova proprietà aprirà lo scontro.


Milano gennaio 2021

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