L’amministratore dell’ASIA di Benevento nega che ci sia un contagio da coronavirus tra i dipendenti dell’azienda ma su 33 tamponi, 12 sono risultati positivi, cioè più di un terzo.


Non spiega Madaro perché ha affidato l’incarico per i test ad un laboratorio non autorizzato collegato con un assessore comunale ed ha impiegato  40 giorni per riconoscere l’errore
Giovedì 12 novembre abbiamo denunciato che in un solo giorno circa dieci i lavoratori dell’Azienda di Benevento sono risultati positivi a Covid19 e che pertanto si rischia un nuovo grande focolaio proprio nell’azienda pubblica che si occupa di igiene ambientale.
Ha risposto l’amministratore unico di ASIA, Donato Madaro per annunciare querela perché sostiene che non c’è il focolaio, ma comunica che su 32 tamponi effettuati lunedì scorso, 11 sono risultati positivi. Anzi, per la precisione, i contagiati quel giorno erano 12 perché bisogna aggiungere Renato Siciliano, operatore ecologico e delegato sindacale della CUB, risultato positivo al tampone all’Ospedale San Pio, ricoverato proprio il 9 novembre con una vertebra rotta a seguito di incidente sul lavoro.
Dodici positivi su 33 test, corrispondono alla percentuale del 37% , mentre nel Sannio in media i tamponi positivi sono il 14% di quelli effettuati.
Evidentemente Madaro non ha compreso che il “focolaio” è un principio di incendio che deve essere controllato e spento per evitare che si estenda.
Che cosa ha fatto l’ASIA per evitare il contagio, poi avvenuto, tra i dipendenti?
L’amministratore dell’azienda non lo spiega e soprattutto non chiarisce perché ha affidato l’incarico per i test ad un laboratorio non autorizzato, collegato con un assessore comunale, ed ha impiegato 40 giorni per riconoscere l’errore.
Noi speriamo che l’amministratore dell’ASIA presenti veramente una querela e che la magistratura possa indagare sulla gestione dell’azienda e la contaminazione da Covid19
Intanto assistiamo, anche legalmente, i lavoratori e i loro familiari risultati positivi al coronavirus.
Benevento, 14 11 2020
FLAICA CUB BENEVENTO

         FLAICA-CUB-Benevento.pdf

La FlmUniti Cub Romagna denuncia la situazione pietosa che si verifica all'interno delle fabbriche.
Nonostante il nuovo DPCM in cui l'Emilia Romagna viene decretata zona a rischio "arancione", dentro le fabbriche non viene rispettato tutto ciò, in quanto si lavora nonostante tutte le positività al Covid-19 con assembramenti sia ai tornelli, agli ingressi degli stabilimenti e nelle varie postazioni lavorative dove attualmente vi sono diversi focolai in corso.
Chiediamo l'intervento della medicina del lavoro di vigilare e obbligare l'azienda a sanificare le aree dove sono stati trovati lavoratori positivi al Covid-19, mentre per certo siamo a conoscenza che qualche lavoratore ha chiesto di potere rimanere a casa per evitare di essere contagiato in quanto hanno famiglie con bambini molto piccoli, le risposte sono sempre le solite: tutti hanno bambini.
Gli RLS delle varie fabbriche con le loro OSS son più omertosi dei dirigenti aziendali quando dovrebbero essere i primi ad occuparsi della salute e della sicurezza dei lavoratori ma tutto ciò purtroppo non accade, la sicurezza non si applica sulla carta e nemmeno a parole, ma con i fatti, per il lavoro si deve vivere, non morire.
Si continua a produrre come se non ci fosse in atto una pandemia, si applica la cassa  integrazione covid-19 a convenienza e ci si preoccupa poco per l'incolumità dei lavoratori.
Ogni giorno in tutt'Italia con infortuni sul lavoro diversi lavoratori perdono la vita e i loro famigliari perdono una persona cara, oppure rimangono invalidi e alla fine per la maggior parte nessun datore di lavoro paga le conseguenze pur essendoci leggi chiare che affermano che la responsabilità sia proprio del datore di lavoro ma ci rimettono soltanto la vittima e i suoi famigliari.
Dall'inizio della pandemia le grandi aziende in provincia di Ravenna esternalizzano il lavoro a prezzi al ribasso, per la maggior parte appaltate a finte cooperative che non applicano le norme del lavoro e al frattempo sfruttano i lavoratori con la solita frase "se non ti va bene lì c'è la porta".
Anche la politica non solo nazionale, ma anche provinciale e comunale non fanno nulla per tutelare i diritti dei lavoratori in qualsiasi settore produttivo o anche di servizi.
Ravenna, 14 11 2020

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti
Confederazione Unitaria di Base
Sede Nazionale: Milano V.le Lombardia 20
tel. 02-70631804 e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Responsabile Romagna – Giuseppe Limantri (3291820548)


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