PRIMA I SOLDI, POI - A SCELTA - I BUONI WELFARE !
I BUONI O SERVIZI WELFARE NON DEVONO ESSERE OBBLIGATI !

Negli ultimi rinnovi contrattuali - ovviamente anche nel settore delle Telecomunicazioni - le aziende hanno scoperto un nuovo modo per fregare i lavoratori: il welfare aziendale. Di fronte al continuo aumento del costo della vita e al disinvestimento in politiche di welfare pubblico (sanità, scuola, edilizia popolare), il tutto accompagnato da una più marcata perdita di potere d'acquisto dei nostri stipendi, i datori di lavoro hanno escogitato l'ennesimo metodo per risparmiare denaro a scapito dei lavoratori.
Elargendo ai lavoratori rimborsi, buoni spesa e servizi spesso e volentieri addirittura contrattati in cambio di ulteriori sacrifici da parte del lavoratore (ulteriore anniento della produttività, o dei ritmi di lavoro e del controllo a distanza), proprio come se per loro fosse una concessione !! Il tutto grazie ad altri (ennesimi) sgravi fiscali fatti a vantaggio delle imprese dagli ultimi governi (la politica della continua lamentela degli industriali non conosce limite e vergogna!).
Nelle TLC sindacati confederali e Asstel si sono incontrati sul rinnovo del CCNL già in diverse occasioni tra luglio e settembre; in incontri pressoché segreti, dei quali i lavoratori non sanno praticamente nulla ma dalle dichiarazioni dei segretari nazionali pare la firma ormai prossima. Aziende e sindacati sembrano puntare anche stavolta al welfare aziendale, elemosina per pezzenti senza dignità. Sì, è proprio così che ci devono considerare visto come supinamente abbiamo accettato l'ultima volta — con "l'accordo ponte" - la vergognosa elemosina (11 centesimi di euro al giorno!) per tre anni di vacanza contrattuale... OBBLIGATORIAMENTE IN BUONI WELFARE!  
Il tutto con la promessa che a marzo 2018 avrebbero "in tempi brevi" firmato il vero CCNL.. Se anche stavolta dovessero riproporre al posto dei soldi persi i buoni welfare, dobbiamo essere pronti a rifiutare questi strumenti utili solo a gettare fumo negli occhi dei lavoratori! Infatti se in apparenza l'opzione buono/premio in welfare aziendale sembra conveniente per il lavoratore, che risparmia sull'IRPEF (agevolata al 10% o "azzerata") e sui contributi previdenziali del 9,49%, in  realtà si rivela una scelta svantaggiosa poiché si perdono a proprio favore tutti i Versamenti Pensionistici dell'azienda e il TFR!
Senza contare che con l'espansione del welfare aziendale lo stato sarà spinto a disinvestire sul welfare pubblico, con il risultato che senza copertura assicurativa sarà difficile accedere alla sanità, così come senza pensione integrativa sarà più difficile avere redditi durante la vecchiaia, arricchendo sanità e finanza privata, ben lungi dall'essere solidali e universali !
I buoni welfare nacquero con la promessa di lasciare più soldi in tasca dei lavoratori e invece li lascia nelle casse delle aziende: come i risparmi per le contribuzioni a loro carico che non sborsano più (quantificabili in ulteriori +20% degli importi indicati).
Ma facciamo qualche esempio per i lavoratori: nei passati rinnovi contrattuali erano state date una tantum che variavano dagli 0,88€ al giorno nel 2013, fino ad arrivare a ben 1,92E al giorno nel 2009, o 1,5€ nel rinnovo del 2007.... insomma importi incomparabili se rapportati agli 0,11€ al giorno (PULITI!) dell'ultimo accordo ponte !! Cioè 120 miseri curo per ben 3 anni di vacanza contrattuale!
Così COME L'AZIENDA VUOLE DENARO SONANTE DAGLI UTENTI ( E NON AMMETTE ALTRE OPZIONI ! ) in cambio del servizio/prodotto che eroga/produce, NOI VOGLIAMO DENARO SONANTE DA LEI, e non surrogati di esso, in cambio della vendita della nostra forza lavoro. Ci penseremo poi noi a decidere come spenderlo, senza che l'azienda - paternalisticamente - lo faccia per noi rimborsandoci quel che reputa degno d'essere rimborsato.
Insomma NO al welfare aziendale, vogliamo aumenti salariali concreti, veri, superiori all'inflazione, anche per rilanciare i consumi. Più che doveroso in un compatto che nonostante la pandemia non ha mai chiuso, anzi, ha ampliato i margini riducendo i costi l Se nel nuovo contratto ci saranno compensi in Welfare, deve esserci - almeno - la possibilità di scegliere di ricevere gli stessi soldi in contanti !
ottobre 2020
FLMU-CUB Settore Telecomunicazioni
Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - CUB
Firenze, Via di Scandicci 86, tel./fax 055/3200938
www.cubtic.it         e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FaceBook