“Lavoratori lasciati in cassintegrazione sfruttando la manodopera delle cooperative esterne


"Il covid-19 colpisce soprattutto le lavoratrici e i lavoratori con i loro redditi” inizia FlmUniti Cub-Romagna per continuare: “Da circa 6 mesi la multinazionale Marcegaglia ha applicato la cassa integrazione covid nello stabilimento di via Baiona, il più grande e il più importante del gruppo.

 

I lavoratori in cassa covid erano circa 200, attualmente sono circa 100.
Il 25 settembre i sindacati confederali di categoria appartenenti al CGIL, CISL e UIL con i loro segretari e RSU firmano con la direzione Marcegaglia la cassintegrazione in deroga fino a dicembre 2020 appoggiando in pieno la crisi dell’azienda.

La FlmUniti Cub Romagna non è d’accordo a tutto ciò in quanto dall’inizio della pandemia in Marcegaglia via Baiona si continua a produrre uguale al pre-covid, si continua a spedire via terra e via mare come sempre, ma tutto ciò sotto organico di personale diretto Marcegaglia (sia impiegati che operai), sotto organico che per noi rappresentanti della FlmUniti Cub significa anche meno sicurezza sul lavoro per i lavoratori, addirittura qualche mese fa un caporeparto di un’importante linea di produzione annunciava che ha superato il massimo della produzione, tutto ciò con mancanza di personale qualificato.

Rimaniamo dell’idea che dirigenti dello stabilimento hanno tutti i privilegi possibili ed immaginabili come il governo Italiano mentre i lavoratori li lasciamo in cassintegrazione sfruttando la manodopera delle cooperative esterne che a parte essere senza diritti e sottopagati coprono con turni massacranti i dipendenti diretti Marcegaglia in cassintegrazione”.

La FlmUniti Cub Romagna programma lo stato di agitazione aderendo allo sciopero generale del 23 ottobre della Cub nazionale in tutt’Italia.

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