Il tragico evento si è verificato venerdì 3 aprile: si è suicidato un collega del 187 guasti, gettandosi da una finestra (sembra del bagno) della sede di Manuzio a Genova. Esprimiamo condoglianze ai familiari , colleghi e amici di Lorenzo Orlando 45 anni. Difficile risalire alle cause di suicidio, ci possono essere diversi motivi.


Quello che sappiamo dai colleghi e' che Lorenzo era una persona tranquilla, con vari interessi fuori azienda (musica sport viaggi), sempre molto gioviale, insomma una persona come tante. I colleghi mai si sarebbero immaginati un gesto simile.
Altra cosa che apprendiamo da chi lo conosceva meglio e' che aveva difficoltà nelle nuove attività (i c.d. guasti "master") a cui era stato destinato: non si trovava bene nello svolgere le nuove mansioni. Perciò temiamo che le condizioni di lavoro possano essere state quantomeno una concausa del gesto estremo, il fatto stesso che l’atto sia stato compiuto a lavoro, nel mezzo della giornata, rafforza questa ipotesi.
È certo che da diversi anni sono peggiorate le condizioni di lavoro e il clima in azienda specie nei reparti di call center. Dove i ritmi di lavoro, la produttività e le pressioni aumentano sempre più. Vedi anche quello che voleva fare l azienda con l accordo sul Caring.
Questionari su clima e stress, cosi come fatti in Telecom, servono a poco.
Le piantine verdi negli open space, le macchinette del caffè o le rinverniciature delle pareti sono operazioni di facciata: l’azienda va richiamata a considerare di più la persona, deve migliorare le condizioni in cui il lavoratore opera, modificando i processi produttivi per ridurre lo stress, non per aumentarlo!

FLMU-CUB Telecom aprile 2015

Riportiamo di seguito il contenuto di una email che i familiari di Lorenzo hanno inviato a Il Secolo XIX di Genova (che l’ha pubblicato il giorno 5 aprile ma omettendo la parte relativa al nesso con l’attività lavorativa) e che hanno voluto diffondere sulla nostra pagina facebook CUB TELECOM.


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"[...]Per dovere di cronaca devo smentire che Lorenzo (fratello di mia moglie) soffrisse di crisi depressive, come riportato sulla cronaca genovese del Secolo XIX del 4 aprile 2015 (in allegato). Lo
conferma la sua presenza regolare e continua al lavoro. Le assenze per malattia si contano sulle dita di una mano nell’arco di oltre vent’anni di lavoro alla Telecom Italia… Lo possiamo confermare noi, suoi familiari, con i quali Lorenzo di fatto viveva (anche se abitava come single in un proprio appartamento a poche centinaia di metri dal nostro). Lo possono confermare gli amici della Banda “Nostra Signora della Guardia” di Pontedecimo, in cui Lorenzo suonava…… e avrebbe dovuto suonare anche lunedì 6 aprile al 71° anniversario dei martiri di Isoverde e Gallaneto. Lo possono confermare gli amici e i parenti con i quali Lorenzo condivideva con entusiasmo diverse passioni: l’amore per la Sampdoria, per la musica, per la letteratura, per lo sci, per la fotografia, per i viaggi.
Lo può confermare il suo medico che gli ha prescritto solo una settimana fa, per la prima volta in 44 anni, un leggero psicofarmaco perché da un po’ di giorni Lorenzo non riusciva a dormire, a causa di un crescente stato di ansietà dovuto al lavoro.

Lorenzo, infatti, da quando aveva cambiato ufficio e funzioni alla Telecom aveva manifestato un’intensa preoccupazione di non farcela, di non essere in grado di svolgere i propri compiti. Il suo lavoro era diventato nelle ultime settimane una fonte di stress e paura. E lui, per la sua etica “giapponese” del lavoro, non ha voluto mettersi in malattia nonostante manifestasse una chiara patologia di natura psico-sociale correlata al suo lavoro.

Senza strumentalizzazioni, ma a ragion veduta, e’ ipotizzabile l’esistenza di un nesso causale tra la sua morte e il contesto lavorativo (con sempre meno persone per compiti e responsabilità à crescenti) in cui operava negli ultimi mesi alla Telecom Italia".

 

 

 

 

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