Solidarietà al collega di Savona, LICENZIATO DA TELECOM e dalla CORTE D’APPELLO per 25 euro; e al collega di Roma licenziato per la dichiarazione (NON VERITIERA) di un utente, su un presunto compenso.

 

Alla fine di gennaio è stata emessa la sentenza di II° grado della vertenza relativa ad un collega, Tecnico, licenziato nel 2012, per aver accettato 25,00 euro da un utente.
La Corte d’Appello di Genova ha ribaltato la sentenza di I grado del novembre 2014 quando il Tribunale di Savona – ritenendo illegittimo il licenziamento - aveva stabilito il reintegro del lavoratore. Secondo i legali dell’azienda i fatti evidenziavano la colpa del lavoratore nell’aver preteso e ricevuto dall’utente la suddetta somma di 25,00 euro. Ma la testimonianza dell’utente, invece, indicava chiaramente che il lavoratore nulla aveva preteso, ma che la somma era stata data spontaneamente dall’utente.


La corte d’appello di Genova, purtroppo, ha dato ragione alla tesi del legale aziendale: La conseguenza è stata un immediato, secondo, licenziamento del lavoratore.
Da notare che il primo licenziamento del lavoratore era stato motivato dall’azienda come sanzione, in base all’art. 48 – lett. B - comma 4i - del CCNL delle TLC vigente che non distingue tra “accettazione” e “richiesta” di compensi economici, ma che considera entrambe come motivazione per il licenziamento senza preavviso (e questo sarebbe un punto del CCNL da modificare). Mentre il Tribunale di Savona aveva, invece, reintegrato il lavoratore in quanto sempre l’art. 48 – lett. B – al comma 3 prescrive che oggetto di licenziamento senza preavviso è colui che provoca all’azienda grave nocumento, un grave danno che non poteva essere stato provocato trattandosi di soli 25,00 euro !!!


Se un errore può esserci stato da parte del lavoratore ci sono altre sanzioni adeguate alla modesta entità dell’infrazione, non certo il licenziamento immediato. Inoltre, in questi giorni un collega, Tecnico, della zona di Roma è stato licenziato in tronco in base ad una presunta dichiarazione scritta di un utente, che asseriva di aver ricevuto una richiesta di soldi da parte del collega, cosa non vera. Tra l’altra l’azienda non ha prodotto la dichiarazione dell’utente per questioni di privacy.


SI LICENZIA 1 LAVORATORE PER 25 EURO !!!
SI LICENZIA 1 LAVORATORE PER LA DICHIARAZIONE DI UN UTENTE SENZA RISCONTRI!


La FLMU-CUB, nell’informare i colleghi di questi due gravi fatti, denuncia l’atteggiamento persecutorio e militare di Telecom, l’operato della Corte d’Appello di Genova, ed esprime solidarietà ai lavoratori licenziati, pronta ad iniziative di sostegno.

Febbraio 2015

FLMU-CUB Telecom
Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti – Confederazione Unitaria di Base
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