Lettera aperta al movimento degli studenti

La riuscita manifestazione di domenica ad Assisi dimostra a tutti che l’opposizione alla guerra è, nel nostro paese, sempre più ampia.

Va anche detto che alcuni dei  dirigenti di partito e di sindacato che si sono proposti come pacifisti sono in realtà dei pacifisti con l’elmetto, sono gli stessi che hanno appoggiato, quando erano al governo, i bombardamenti sulla ex Yugoslavia e che chiedono oggi un’azione selettiva contro il terrorismo come se si potesse sul serio fare la guerra senza colpire innocenti e se esistessero, sul serio, bombe intelligenti.
Da sempre i movimenti vedono l’accorrere di forze a loro estranee che cercano di trarne profitto e da sempre sta alla crescita dell’opposizione sociale il liberarsene.
Chi si batte effettivamente contro la guerra, infatti, non si accontenta di parlarne e di manifestare ma deve sviluppare sui posti di lavoro, nelle scuole e sul territorio un’attività conseguente e tale da opporsi efficacemente alla politica di guerra che direttamente ci coinvolge.
La guerra, infatti, non è solo uccisione di innocenti, degrado del territorio, imposizione violenta del dominio dei gruppi sociali privilegiati.
La guerra è anche, e non è un aspetto secondario, guerra interna, riduzione delle libertà politiche, sociali e sindacali, imposizione dello stato di polizia.

La Legge Finanziaria che il governo pretende di imporci è, appunto, una Finanziaria di Guerra che prevede:


   1. la svendita ai privati di abitazioni popolari costruite con i contributi dei lavoratori;
   2. l’esternalizzazione e, nei fatti, la privatizzazione di settori importanti della pubblica amministrazione;
   3. la destinazione di crescenti risorse  a difesa e sicurezza (di chi?) e, quindi, una militarizzazione della societàà;
   4. decine di migliaia di posti di lavoro in meno nel pubblico impiego e, contemporaneamente, il taglio delle retribuzioni dei pubblici dipendenti;
   5. un attacco secco alla scuola pubblica che vede sempre meno risorse e un degrado della condizione del personale che non potrà che ricadere sulla qualità del servizio.

Il sindacalismo di base organizza

venerdì 9 novembre

uno sciopero generale dei lavoratori del settore pubblico e di quello privato con manifestazione a Roma


Invitiamo tutti gli studenti a porsi in contatto con la Confederazione Unitaria di Base per partecipare allo sciopero ed alla manifestazione

CUB Scuola

Milano 5 novembre 2001

 

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