COMUNICATO STAMPA  
OGGI GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE
DI 8 ORE PROCLAMATO DA CUB, SINCOBAS,
SULT, CIB-UNICOBAS, USI E CNL 
80.000 PERSONE IN PIAZZA
PIU’ DI UN MILIONE HANNO INCROCIATO LE BRACCIA


Tiboni: “E’ una grande vittoria del sindacalismo di base che lotta per rimettere i soldi in tasca ai lavoratori e impedire lo scippo del Tfr”.
OGGI GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO DI 8 ORE PROCLAMATO DA CUB, SINCOBAS, SULT, CIB-UNICOBAS, USI E CNL : 80.000 PERSONE IN PIAZZA E PIU’ DI UN MILIONE HANNO INCROCIATO LE BRACCIA.
Secondo Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB: “E’ una grande vittoria del sindacalismo di base che lotta per ridare potere d’acquisto ai lavoratori , ai pensioanti e impedire lo scippo del Tfr. Un grande corteo organizzato dalla CUB e dal sindacalismo di base ha riempito le vie di Roma. Siamo partiti in 30-40mila anche a causa di tanti pullman rimasti bloccati un po’ in tutta Italia – ha spiegato Tiboni - per arrivare durante il percorso in almeno 80.000. E’ una grande vittoria del sindacalismo di base che vede sempre maggiori adesioni da parte di masse di lavoratori stanche di venir prese in giro.  
Malgrado il black out di molti grandi media– ha continuato Tiboni -  e malgrado la precettazione di Lunardi che ha impedito di scioperare ai lavoratori dei trasporti urbani, ferroviari e aerei l’adesione è stata davvero ampia.  E’ evidente ormai che questa grande adesione viene anche per tentare di impedire lo scippo del Tfr.  Quello dei lavoratori è un rifuto netto. Mentre governo, sindacati, banche e assicurazioni lottano per spartirsi la torta i lavoratori il loro Tfr se lo vogliono tenere e noi siamo gli unici che chiediamo il ritiro del decreto.   
LO sciopero è riuscito perché vogliamo incidere sulle politiche sociali ed economiche e ottenere risultati di carattere generale. Questo non è stato uno sciopero rituale di protesta – ha spiegato Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale CUB ma il momento culminante di una mobilitazione costruita dal basso che rivendica un vero e proprio programma di politica economica e sociale, totalmente alternativo alle politiche liberiste, e che ha come parola d’ordine la ridistribuzione del reddito a favore dei ceti popolari. 
Ridistribuire il reddito a favore di lavoratori pensionati e precari è la priorità ha spiegato Tiboni -  Per il sindacalismo di base per rilanciare l’economia italiana è necessario dunque prendere una direzione completamente diversa, perché sono le politiche liberiste che hanno reso precaria l’esistenza di milioni di persone molte delle quali non solo non riescono ad arrivare alla quarta settimana ma neanche alla terza. Per rimettere in piedi l’economia non serve dare più soldi alle imprese come vuole anche questa finanziaria ma ridistribuire il reddito per rimettere in moto i consumi.  
Le politiche antisociali e le pratiche concertative degli ultimi 15 anni - ha sottolineato ancora Tiboni -  hanno reso precario e sottopagato il lavoro, e fortemente ridimensionato la previdenza pubblica a favore dei fondi pensione: la CUB e il sindacalismo di base hanno proclamato uno sciopero di 8 ore di tutte le categorie che ha obiettivi alti e di carattere generale perché la situazione è diventata insostenibile e piccoli accorgimenti non servono a risanare una situazione drammatica: il carovita ha falcidiato i redditi dei ceti popolari, il lavoro è sempre più precario e senza tutele, lo stato sociale è stato fortemente ridimensionato, si vogliono privatizzare pensioni, salute, scuola... 
NOi non vogliamo che si mettano le mani sul Tfr dei lavoratori, ecco perché oggi molti ci hanno seguito, non solo perché la CUB e il sindacalismo di base – ha precisato Tiboni - hanno proclamato lo sciopero generale per una profonda svolta economica e sociale e un radicale miglioramento delle condizioni salariali e di vita di lavoratori e pensionati ma anche per evitare che questa sciagura del TFr si compia. 
TFR e PREVIDENZA PUBBLICA : “Nei giorni scorsi durante un’audizione – ha continuarto Tiboni - abbiamo ribadito alla Commissione della Camera che siamo per il ritiro del decreto attuativo. Siamo per il rilancio della previdenza pubblica che ha carattere di universalità mentre la previdenza privata riguarderà pochi lavoratori. Il TFR se rimane presso le aziende è garantito mentre il Tfr dato ai fondi pensione è un investimento a rischio. E siamo anche contrari alla clausola del silenzio assenso.  
Poi Tiboni è tornato sul tema degli aumenti salariali: “L’aumento di 250 euro che chiediamo serve per recuperare il reddito che i lavoratori hanno perso. Ad esempio serve a riavvicinare i salari dei metalmeccanici italiani a quelli tedeschi che prendono ben 1.000 euro in più. E inoltre vogliamo l’introduzione di una scala mobile che garantisca il potere d’acquisto ai lavoratori e ai pensionati.  
Per quanto riguarda il LAVORO PRECARIO Tiboni ha ricordato  il successo della grande manifestazione del primo maggio dei precari, la Mayday Parade, che è cresciuta da 2.000 a più di 100.000 partecipanti in pochi anni. Il nostro obiettivo – ha precisato Tiboni è accentuare le nostre lotte perché il lavoro precario venga trasformato gradualmente in lavoro fisso e garantito. Per chi non avrà reddito sufficiente ci battiamo perché si introduca da subito una forma di sostegno al reddito con un sostegno diretto, economico e altri indiretti perché vogliamo che si possa avere accesso  a servizi gratuiti o agevolati per gas luce, cultura…. 
Riteniamo– ha sottolineato - che il Pacchetto Treu e la Legge 30 debbano essere sostituiti da 4 o 5 rapporti di lavoro (rispetto ai più di 40 esistenti). Il baricentro è che il lavoro deve essere a tempo indeterminato e tutelato. 
Migliaia e migliaia di persone tra cui anche i migranti, i marittimi della Corsica, gli studenti e molti RSU della Cgil che dissentono dallo sciopericchio proclamato dal loro sindacato hanno manifestato oggi per cambiare davvero rotta. E oltre un milione di lavoratori in tutti i settori si è astenuto dal lavoro.  
Milano, 21 ottobre 2005

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