CONTRO LA GUERRA AI LAVORATORI - CONTRO LE POLITICHE DI GUERRA - PRESIDIO DAVANTI AL CONSOLATO TURCO - MILANO VIA LARGA - GALLERIA FOROGRAFICA

Milioni di persone ogni giorno fuggono per non morire bombardati, altri milioni fuggono avendo visto bombardare le proprie condizioni di vita quotidiane.  Per fuggire dalla miseria, che è la causa strutturale di guerre e malattie, milioni di persone hanno dato vita ad un esodo inarrestabile e non esistono strategie militari, barriere invalicabili, confini armati in grado di fermarlo.

L’imposizione della chiusura delle frontiere è anch’essa già segno di guerra civile.
In Siria, Iraq, varie zone dell'Africa, Ucraina, Yemen da anni si vive in stato di guerra, utilizzato da tutte le parti in gioco per evidenti fini egemonici.

Le guerre diventano anche l’occasione per combattere processi di democrazia economica e popolare costruiti da movimenti dal basso con pratiche democratiche, egualitarie, ambientaliste, come avviene da parte della Turchia contro il popolo curdo in particolare della Repubblica del Rojava e la resistenza del PKK e del YPJ impegnata in prima linea contro lo stato dell’Isis. 

La realtà della guerra è quella di corpi dilaniati, famiglie disperate, quartieri in macerie pieni di brandelli di esseri umani, lacrime, orrore. La prima guerra in Iraq, ha fatto più di 150 mila morti ma ci facevano vedere solo la precisione dei missili intelligenti.

DOBBIAMO DIRE BASTA!

Le guerre dei potenti uccidono uomini, donne e bambini. Rispondere ad un orrore producendo ulteriore orrore non è né lungimirante né moralmente giusto.
Liberismo sfrenato contro la classe lavoratrice all’interno e guerra di bombe all’estero per procurarsi le risorse a basso prezzo: chiamiamo alla lotta per la costruzione dello Sciopero Generale contro questa pratiche che nell’Occidente ricco impoveriscono il lavoro dipendente, smantellano lo stato sociale, cancellano i nostri diritti.

 

 

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