MAYDAY 2002: Oltre 30.000 lavoratori a tempo indeterminato, precari, parasubordinati, a tempo pieno, a par-time, a termine, in apprendistato, in cooperativa, in subappalto hanno manifestato per le vie di Milano contro il precariato e per salari europei aderendo all’appello della CUB e di CHAINWORKERS per la MAYDAY Parade del 1°Maggio 2002.



Una grande manifestazione con carri, biciclette e soundsystem si è snodata dalle ore 15,00 del 1° Maggio attraverso la città irrespirabile, in un clima di festa liberatoria che è continuata fino a tarda sera per affermare una nuova generazione che ha ritrovato la forza di ribellarsi e scioperare.

E’ arrivato il momento di conquistare con il conflitto nuovi diritti, altro che libertà di licenziare, diritto al lavoro stabile, a salari europei, al reddito, allo studio, alla salute, alla previdenza ecc.

La manifestazione si è svolta separatamente da quella di cgil-cisl-uil che ripropongono nei fatti la politica concertativa praticata con i precedenti governi e padronato.

Politica concertativa che ha spianato la strada alle politiche antisociali del governo Berlusconi e di Confindustria e che ha reso precario e sottopagato il lavoro, ha ridimensionato la previdenza pubblica a favore dei fondi pensione, ha favorito attraverso le privatizzazioni la trasformazione dello scuola in azienda, che ha trasformato la salute in merce ecc.

Cgil-cisl-uil inoltre, a proposito di diritti, impediscono ai lavoratori del privato l’elezione democratica delle RSU nominando d’ufficio 1/3 dei componenti e in combutta con le controparti pubbliche e private vogliono togliere il diritto al singolo componente le RSU di convocare le assemblee dei lavoratori.

Milano 2 maggio 2002

CUB-Confederazione Unitaria di Base

 

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