Appello Euro MayDay 
1° maggio / magg / mayo / may / mai 2004 Milano - Barcelona EURO MAYDAY 004


flexworkers of europe let’s unite!
There’s a World of Rights to Fight for:
Steady Income & Paid Vacation,
Access to Housing, Loving, Hacking!
precari+cognitarie d’europa uniamoci!
c’è un mondo di diritti per cui lottare
continuità di reddito,
maternità e vacanze pagate,
accesso a casa, amore e conoscenza:
la cultura e’ libera condivisione,
cooperiamo alla nuova scienza!
précaires d’europe unissons-nous!
il y a un monde de droits à conquérir
securité de revenu, congés payés
accès à la connaissance et à l’amour
(en ligne, aussi!)  
MAYDAY, MAYDAY!! Perche’ precari, intermittenti e congitarie si stanno ribellando in tutta Europa...
Vi ricordate il primo maggio, la festa globale dei lavoratori, cara ad anarchici e socialisti di tutto il mondo, nata in America e mummificata in Russia e Cina, caduta in disuso in Europa col crescere del neoliberismo e la svendita di molti sindacati?
Bene, a Milano dal 2001 una rete di mediattivisti italiani, francesi, catalani, sindacati di base, collettivi di precari, centri sociali autogestiti e occupati, masse critiche di ciclisti, collettivi studenteschi, gruppi di lavoratori, associazioni di migranti, un vasto assortimento di comunisti, verdi, anarchici, gay e femministe danno vita al MAYDAY PARADE, la parata di carri al pomeriggio del primo maggio, la cui partecipazione è cresciuta in tre edizioni da 5000 persone a 50000 persone, innescando azioni urbane e conflitti sociali che si stanno diffondendo tra i giovani precari, vuoi cococo, part-time, a tempo determinato, interinali o in ritenuta, tra free-lance e cognitari, tra ricercatori e insegnanti, lavoratori e lavoratrici dei servizi e della cultura in Italia, Francia, Spagna e mille altri luoghi in tutta Europa.
La MAYDAY non e’ solo un evento, ma anche un metodo, un progetto e un processo: un METODO orizzontale che incrocia le reti del movimento di Genova con le sezioni radicali del sindacalismo, un metodo basato su subvertising, picchetti e organizzazione dal basso e sulla partecipazione aperta di molte e diverse identità e modalità di azione, permettendo così l’alleanza tra due generazioni del conflitto. Un PROCESSO grazie a cui i lavoratori e le lavoratrici transeuropei della conoscenza e dei servizi che si vanno radicalizzando stanno facendo emergere una identita’ insorgente capace far nascere un nuovo SPAZIO politico e sociale europeo al posto di quello proposto e accantonato a dicembre a Bruxelles.
Quest’anno, con la EURO MAYDAY PARADE 004 intendiamo far passare quasi inosservato il patetico concertone che i confederali offrono ai giovani italyani da qualche anno a Roma. Il primo maggio di pizza sangiovanni è emblematico di come cgilcisluil guardano a noi under40: consumatori impolitici da tenere a bada, invece che lavoratori da difendere (e infatti siamo precari al 75%!). Non scordiamoci che i nostri contratti capestro sono stati introdotti dal pacchetto treu (accettato dalla cgil) e peggiorati dalla legge biagi (controfirmata da cisl e uil). Insomma, a tutti ricordiamo che non c’è miglior festa il primo maggio della parata autorganizzata da precari e precarie a Milano.
PRECARIETA’ e’ la condizione in cui viviamo, FLEXICURITY e’ la condizione a cui aspiriamo. In tutta Eurolandia. E alla svelta. Chiediamo sicurezza e universalita’ di reddito, contributi sociali e ferie pagate, aumento del tempo libero e della maggiorazioni di straordinario a fronte di limitazione del lavoro notturno e festivo, educazione, casa, salute pubbliche, accesso libero e sovvenzionato ai mezzi di comunicazione e alla formazione, un salario minimo europeo, il diritto di autorganizzazione sindacale per i lavoratori temporanei e flessibili, la fine delle discriminazioni che la aziende fanno tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, come il fatto che un’ora di lavoro part-time e’ pagata meno di un’ora full-time, e la fine delle leggi xenofobe e delle deportazioni che stanno bloccando la libera circolazione delle persone di ogni colore, religione e cultura in tutta NEUROPA.
Dopo quanto è avvenuto ad Atocha e in altre stazioni di Madrid, e’ chiaro a tutti che viviamo in una societàA’ DI GUERRA, dove tutti coloro che amano e vivono, pensano e lottano, si deprimono o si esaltano, sono diventati carne da macello per le franchise del terrore quanto per l’unilateralismo neoliberista. Viviamo costantemente in pericolo, sotto costante minaccia di distruzione imminente. Non solo i servizi sociali di base, i nostri redditi e le nostre condizioni di lavoro sono sotto attacco ovunque, ma i nostri stessi corpi potrebbero essere annichiliti in un istante ad ogni istante, in un treno, in un palazzo, una metropolitana o un centro commerciale. Il cinico tentativo di Aznar di manipolare il dolore di spagnoli, catalani, baschi ed europei gli si e’ ritorto contro, facendo crollare uno dei tre pilastri neoliberisti su cui si fonda l’eurobushismo.
Ora Blair e Berlusconi devono seguire il destino del loro alleato militare, questo e’ quanto chiedono i lavoratori flessibili, temporanei e cognitari di tutta Europa, come il 20 marzo ha dimostrato senza ambiguità con le enormi manifestazioni che hanno pacificamente preso il controllo di tutte le più grandi metropoli europee. Il 20 marzo può essere l’inversione della dinamica apocalittica scatenata in tutto il mondo dall’11 settembre e dalla guerra globale che ne e’ seguita. M-20 mostra che la democrazia radicale può sconfiggere il neoliberismo e rendere il mondo un luogo migliore e più sicuro per tutti gli esseri umani.
Viviamo in una ECONOMIA DI GUERRA messa in moto da un’aggressione imperiale per sancire l’egemonia mondiale di un modello neoliberista che si e’ dimostrato incapace di diffondere ricchezza o prevenire crisi economiche. Nel nome del neoliberismo, le élite politiche dell’Occidente, rafforzate da norme sociali coercitive, come il proibizionismo o il familismo, il controllo a distanza costante e la repressione di ogni ribellione o sconforto, hanno venduto anime e patrimoni pubblici ai mercati finanziari e alle imprese transnazionali, privatizzando servizi, case, salute, educazione, etere, rafforzando così la tendenza neoliberista verso l’aumento della disuguaglianza.
La guerra flessibile di Rumsfeld ha avuto WAL-MART come modello logistico, grazie ai suoi flussi efficienti di merci e servizi, ad alto contenuto di informazione e di sfruttamento intensivo del lavoro. Wal-Mart e’ la più grande azienda e la più grande catena di supermercati della terra. E’ anche un’azienda che paga in media salari sotto la soglia di povertà e che importa quantità enormi di tesssili e altri beni da fabbriche cinesi non sindacalizzate e semischiavistiche. Catene globali come Wal-Mart, Ikea, Carrefour, Adecco, Auchan/Alcampo, Manpower, Metro, Yum!, McDonald’s, Esselunga, Autogrill sono l’essenza di come le corporation neoliberiste guardano alle persone: passive, supplichevoli, obbedienti, ossequianti, manipolabili, disponibili a richiesta e su chiamata, sfruttabili a piacere, licenziabili a volontà.
Siamo convinti che al cuore del processo di accumulazione neoliberista risieda il lavoro flessibile e precario di giovani, donne, migranti e dipendenti precarizzati, nei cruciali servizi di riproduzione e di distribuzione e nelle industrie della conoscenza, della cultura e dei media che forniscono la materia prima su cui il sistema funziona: informazione. Ci chiamiamo PRECOG perche’ incorporiamo il PRECARIATO che lavora al dettaglio e nei servizi e il COGNITARIATO delle industrie della comunicazione e della formazione. Siamo i produttori della ricchezza neoliberista, siamo i creatori di conoscenza, di stili e culture, recintati e cannibalizzati dal potere di avidi monopolii.
Pensiamo che la celebrazione dell’EURO MAYDAY il primo maggio -- nel 2004 data d’ingresso nell’Unione di 10 stati dell’Europa Orientale, Centrale e Mediterranea ma non dei loro migranti -- possa COMUNICARE, INTRECCIARE, EVIDENZIARE al mondo le molte IDENTITA’ RADICALI di lavoratori e lavoratrici flessibili e a tempo determinato, precarizzati, esternalizzati, in subappalto, schiacciati, degradati, impoveriti, umiliati o molto semplicemente iperstressati in tutta l’Europa del XXI secolo, che definiamo NEUROPA.
Abbiamo scelto la MAYDAY PARADE, propagata e deturnata attraverso tutti gli omnimedia indipendenti (poster, spray, radio, video, rete, satellite, ecc), come il format libertario e multi-identitario che comprende dozzine di carri musicali, carri carnevaleschi e allegorici, carretti, furgoni, e biciclette con bambini e adulti, equilibristi della precarietà e contorsionisti della flessibilità, tutti insieme per esprimere rabbia gioiosa contro l’esclusione di una intera generazione e presto di tutta la societàa’ da diritti sociali con garanzie di autodifesa collettiva. Questi diritti avranno un raggio continentale, europeo e federale o non saranno.
La mattina, prima della Parade, chiediamo a ogni realtà collettiva che partecipa al mayday di ADOTTARE UNA CATENA commerciale, un ipermercato o un centro commerciale da PICCHETTARE a Milano insieme ad altre/i attiviste/i scelte/i su base di affinità quanto a pratiche e linguaggi. Già è assurdo e incivile che sempre più persone debbano lavorare di domenica, giorno in cui com’è noto anche dio si riposa. A maggior ragione nessuna catena dovrà restare aperta il primo maggio, dal 1886 festa dei lavoratori di tutto il globo.
Per dirla semplicemente, nelle Mayday Parades di Milano, Barcelona e in altri luoghi, vogliamo dare l’arrembaggio all’eurogaleone per prendere la parte del tesoro che ci spetta...
EURO MAYDAY PARADE 004
eco/media activism joins metro/labor radicalism
for a bush-free europe

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