Precarie e Precari del mondo, agitiamo & scioperiamo per un'Europa aperta, libera, ribelle.
Mayday non è soltanto un evento estemporaneo durante il primo di Maggio.


La parata della Mayday è un percorso  che si manifesta ed espande il primo Maggio per le strade delle città, trasformandole, e durante il resto dell'anno invece si manifesta attraverso convergenze e complicità, quando mettiamo in rete azioni persone e progetti con pratiche dal basso e orizzontali.
Quest'anno più che mai in 14 città europee si replicano svariate Mayday, e anche in Italia, alle tradizionali scadenze di Milano e Palermo, si aggiungono L'Aquila Viterbo e Napoli. 
Chi fa la Mayday? Chi la convoca?
I precari/e stess*! Quelli che vedete stanchi in metrò andando o tornando dal lavoro, quelli che vedete vendervi sorrisi, con il loro lavoro da  standisti, o quelli che non vedete perché sono dietro le quinte.
Alla Mayday ci avete visto sorridere, esprimere, creare, ispirare. 
Una cosa è molto chiara: questa precarietà oggi non investe solo le condizioni lavorative, ma è in grado di ristrutturare interamente la nostra vita ed i luoghi in cui questa si svolge. Ci comprano, vendono, ipnotizzano con i massmedia, ci trasformano in perfetti consumatori, sfruttano, ci rubano e rivendono le nostre emozioni e i nostri desideri, ma soprattutto ci atomizzano ci e isolano. Il peggiore destino è la routine, soli ad orbitare tra ufficio, metrò, televisione, bar. 
Mayday vuole essere una occasione per uscire, prima dall'isolamento mentale e poi, un passo alla volta, dalla precarizzazione stessa.
Perché Mayday semina complicità, crea convergenze, permette forme di autorganizzazione dal basso.
Ma non soltanto il primo Maggio. Quest'anno in particolare, partiamo dal 2 aprile, giornata dedicata alle lotte dei migranti. Il 19 vi sarà il lancio del countdown Mayday. Il Count-Down terminerà la mattina stessa del 01/05/05, giornata nella quale sarà per altro convocato uno sciopero del commercio, per le ultime iniziative prima delle Parate. 
Sono sempre di più i tentativi di appropriazione dei prodotti del nostro lavoro, della nostra immaginazione, delle relazioni, delle comunità. La precarizzazione viene usata come chiave per uno sfruttamento sempre maggiore e per una sempre maggiore abilità nel controllo sociale, che è uno dei principali fattori di annichilimento dei movimenti di lotta e dello stesso concetto di umanità. 
Ogni aspetto della nostra esistenza di precari/e, di intermittenti, di giovani, di vecchi/e, di cognitari o di lavoratori cosiddetti garantiti viene sottoposto a continui ricatti, aggressioni e negazioni: dalle condizioni abitative e ambientali al reddito eroso dalla morsa del caro-vita e del lavoro sempre più intermittente e meno tutelato; dal taglio delle pensioni all'imPossibilità à di accedere a servizi pubblici sempre più smantellati e privatizzati; dalla precarizzazione dell'accesso ai saperi e alla formazione fino alla precarietà più assoluta della vita in un epoca di guerra globale permanente.
Precarietà ben esemplificata infine dai migranti, che subiscono la negazione assoluta delle libertà civili e dei diritti sociali e di cittadinanza. 
A tutto questo vogliamo rispondere con una pluralità ampia di pratiche ed esperimenti, contro ogni logica esclusivistica e ogni affermazione di gerarchie o centralità di soggetti e forme di lotta. 
Vogliamo l'abrogazione delle leggi xenofobe, la chiusura dei CPT (Centri di Permanenza Temporanea, altrimenti noti come lager per migranti) e la fine immediata delle deportazioni. Vogliamo diritti di cittadinanza e libertà di movimento e circolazione per tutti i migranti e le migranti.
Non vogliamo più aspettare l'accesso a diritti e reddito, perché la nostra vita è qui ed ora, e non può attendere. Ci riapproprieremo di ciò che é nostro per la nostra stessa condizione di esseri umani:
occuperemo case e spazi sociali; faremo autoriduzioni e nuove forme di contrattazione sociale contro il caro-vita; garantiremo la libera circolazione delle persone; chiuderemo le discariche che distruggono il territorio, gli inceneritori e le fabbriche di morte. 
Solidarizziamo incondizionatamente con chi a Roma, Milano, Genova, Torino, Padova, Trento, Brescia, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Pisa, Livorno, Napoli, Afragola, Bari, Taranto, Cosenza, Messina , Palermo, Nuoro, Sassari, Scanzano, Civitavecchia, Acerra, viene colpito dalla repressione, viene denunciato, arrestato, processato, condannato - per aver fatto vivere queste pratiche di riappropriazione, per aver reclamato diritti-bisogni negati, rivendicato giustizia sociale e libertà fondamentali: già almeno 15.000 persone sono sotto inchiesta dal '99 ad oggi, per reati che vanno "dal danneggiamento alla resistenza", "dall'interruzione di pubblico servizio al blocco stradale-ferroviario" , "dall'estorsione alla rapina aggravata" ,  "dall' associazione a delinquere a quella sovversiva" , "dalla cospirazione all'eversione dell'ordine democratico". 
Denunciamo la Santa Alleanza che puntualmente si crea fra Polo di Centrodestra e l'Unione di Centrosinistra quando si tratta di trasformare le lotte sociali in questioni di ordine pubblico e di limitare gli spazi di agibilità politica dei movimenti.
Sappiamo inoltre che il terreno del monopolio (da parte del potere) della comunicazione, dei saperi e dei linguaggi, è anch'esso oggi assolutamente strategico sia per il controllo sociale che per la valorizzazione del capitale, ed è uno dei perni intorno ai quali ruotano i  processi di espropriazione e precarizzazione. A questo rispondiamo con le pratiche di condivisione della conoscenza, di pirataggio e copyleft, di autoformazione, autogestione e socializzazione dei saperi, come forme ulteriori di riconquista di reddito, diritti e spazi di libertà.
Ma siamo anche per la riappropriazione e creazione di nuove culture ed immaginari della liberazione, da San Precario alla "operazione Serpica Naro". Siamo contro l'espropriazione di questi nuovi immaginari da parte dei partiti a fini elettorali, o delle aziende a fini di profitto.
Riaffermiamo quindi l'autonomia e l'alternatività della MayDay Parade rispetto alle celebrazioni del primo maggio dei sindacati confederali, al  concertone di Piazza San Giovanni a Roma così come alla manifestazione nazionale convocata a Napoli-Scampia, perchè altri sono i nostri metodi e  contenuti.
Da un lato sta la corresponsabilità à dei sindacati confederali  nei processi di precarizzazione (appoggio di CGIL, CISL e UIL al Patto Treu  nel 1997, e di CISL e UIL alla Legge 30/Biagi nel 2003). Dall'altro lato sta la nostra scelta dell'autorganizzazione e del conflitto che metta al centro  i bisogni ed i diritti sociali, contro le logiche delle compatibilità, della concertazione e della precarizzazione. 
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Amsterdam, Barcelona, Copenhagen, Hamburg, Helsinki, Jyväskylä, L'Aquila, Leon, Liege, Ljubjana, London, Maribor, Marseille, Milano, Napoli, Palermo, Paris, Sevilla, Stockholm, Wien 
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 EURO MAYDAY PARADE 005
I° Maggio a Milano ore 14.00 p.zza XXIV Maggio - Porta Ticinese -

Prendi il volantino EUROMAYDAY2005 

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