1° MAGGIO 2020 DI LOTTA A MILANO PER UNA NUOVA PRIMAVERA ECOLOGICA E SOCIALE - Estratto: intervengono Mattia Scolari CUB, Barbara, Jessica CUB Donne, Luciano Pasetti SGB Lomb, USI San Paolo, Hazal CUB Donne, altri   

 

Walter Montagnoli (CUB)

Assemblea virtuale  completa radiodiffusa il 1 maggio dalle 15 alle 18 da Radio Onda d'Urto 

 

appello promosso da:

Ass. AccoglierSi,  Camera del Non Lavoro, Coll. Kasciavìt, Comunità Cilena Milanese, Comunità Curda Milanese, Comunità Ecuadoregna Milanese, Comunità Palestinesi Lombarde, Comunità Peruviana Milanese, Cooperativa RiMaflow Fuorimercato, CUB, Democrazia Atea, Federazione Anarchica Milanese, Fronte Popolare, Lambretta, Partito Comunista dei Lavoratori, Potere al Popolo Provincia Milano, Rete Mai più lager , No ai CPR, Rifondazione, Comunista Milano, SGB Lombardia, Sinistra Anticapitalista, Ufficio Informazioni Kurdistan, USI/CIT di Milano, Coordinamento Studentesco Azadî.

La Milano raccontata dai media come città degli eventi e delle vetrine sfavillanti, del consumo e del divertimento, rappresenta in realtà la punta più avanzata di un sistema di sfruttamento diffuso che vuole negare agli strati popolari i fondamentali diritti vitali. 
Tutte le contraddizioni di questo sistema sono esplose con l’emergenza sanitaria provocata dal COVID-19.
Chi ne farà veramente le spese saranno i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto quelli e quelle con contratti precari e ultra flessibili che inondano la città nei viali dello shopping, nelle aziende di servizi, nei centri commerciali ecc., che si sono trovati da subito senza protezioni forti.
Mentre lo stato regala 400 miliardi di euro per prestiti alle imprese, che verranno garantiti dalle tasse dei contribuenti, cioè soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati; i cassaintegrati e le cassaintegrate subiranno perdite reddituali anche di quasi la metà del loro salario normale, agli sfruttati e alle sfruttate con “false partite iva” verrà riconosciuto un misero bonus di 600 €, e gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici con contratti precari rimarranno senza lavoro e senza un reddito certo.

La sanità cittadina, inoltre, è al collasso. Gli ospedali pubblici, martoriati dalle contro-riforme di aziendalizzazione e dalle decine di miliardi di euro tagliati a beneficio delle banche, si sono trovati a dover arginare il dilagare dell’epidemia senza adeguate forniture di dispositivi di protezione, la saturazione dei posti letto, la mancanza di strumentazioni mediche e la non esecuzione di tamponi generalizzati.
E’ questo il risultato di un sistema unicamente incentrato sul profitto privato e non sul benessere collettivo: non è un caso, che poco prima dello scoppio dell’emergenza, Giunta Regionale e Comunale stessero organizzando lo smantellamento degli Ospedali San Carlo e San Paolo, per accorparli in un’unica struttura con la perdita di circa 500 posti letto, per far spazio a nuovi progetti di speculazione edilizia privata.
Simboli del fallimento delle politiche liberiste di questo periodo rimarranno l’ospedale inaugurato in fretta e furia alla Fiera di Milano, che dalle prime indiscrezioni avrebbe dovuto ospitare almeno 600 posti per terapia intensiva, alleviando così la grave crisi in cui si trovano gli ospedali lombardi, ma che forse ne riuscirà ad accogliere solo 1/3; oltre che il conto dei morti, che in Lombardia ha superato i 10.000 casi e si susseguono tutti i giorni notizie di nuovi decessi tra il personale sanitario. Le migliaia di pensionati morti nelle Rsa, basti pensare agli oltre 100 decessi nel Pio Albergo Trivulzio, inoltre, sono la conferma di quanto anche a livello territoriale la gestione dell'emergenza COVID-19 si sia rivelata fallimentare.

Il Governo ha deciso di rispondere all’emergenza COVID in due modi: con sgravi fiscali e regali economici alle imprese, che il Presidente del Consiglio Conte ha definito "Una potenza di fuoco per una nuova primavera", a fronte di briciole per i lavoratori; e con un clima di pressante limitazione delle libertà personali, confini e punti sensibili della città militarizzati, minacce di utilizzare i droni per il controllo degli assembramenti, e una fastidiosa e penetrante campagna sullo restare a casa sponsorizzata da tutti i media e promozionata dai vip nelle loro ville di lusso.

Questa crisi ha messo definitivamente in luce le diseguaglianze e le ingiustizie di questo sistema. La normalità che ci avevano imposto e a cui ci avevano abituato, era il problema.
Il problema era il modello della Milano città vetrina del consumismo sfrenato, della sanità privata, della mercificazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, dell’inquinamento ogni giorno al di sopra delle soglie tollerabili, degli sgomberi militarizzati dei quartieri popolari, di un trasporto locale oggetto di speculazione privata.

Nonostante ciò, la tanto decantata “ripartenza” non promette bene: i primi provvedimenti non prendono in considerazione né agiscono in alcun modo sulle condizioni che hanno reso fertile il terreno per la diffusione del virus. Basti pensare che alle imprese, a fronte dei miliardi regalati, nessun vincolo, nessuna presa d’impegno viene richiesta in merito alle condizioni di sicurezza sul lavoro e sul rispetto della salute e dell'ambiente. 

Per questo, malgrado sarà pressoché impossibile occupare le piazze il 1° Maggio dato il continuo propagarsi dei contagi e l’aumentare dei morti, ciò non ci impedirà di rilanciare con forza le nostre rivendicazioni per condizioni materiali di reddito e di vita dignitosa per i lavoratori e le lavoratrici (oggi tutti più o meno precari/e), i/le disoccupati/e, i/le pensionati/e, gli/le inquilini/e e gli studenti e le studentesse. Rivendicazioni con cui dobbiamo iniziare a porre le condizioni per costruire la nostra Primavera, che non può che basarsi su una transizione Ecologica e Sociale che porti alla fine di questo modello di produzione basato sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Una primavera che abbatta quella normalità fatta di sfruttamento, di precarietà, di sofferenza per i più deboli; e che nasca dall’unità, dal coraggio, dalla creatività, di coloro che hanno pagato e continuano a pagare il prezzo delle ingiustizie del mondo che conosciamo.

Rivendichiamo:
- un REDDITO GARANTITO PER TUTTI E TUTTE: ammortizzatori sociali che coprano il 100% degli stipendi; un reddito di base permanente, di almeno 1000 €, per tutelare precari/e e disoccupati/e anche dopo il Coronavirus.

- LAVORO STABILE E TUTELATO: stop ai licenziamenti e al furto illegittimo di ferie e permessi; riapertura, o continuità produttiva, solo per le aziende in grado di assicurare la piena e totale sicurezza dei dipendenti; chiusura settimanale delle aziende, a partire dai supermercati la domenica, anche per consentire operazioni di disinfezione; tamponi generalizzati per chi costretto a lavorare.

- DIRITTI PER I/LE MIGRANTI: sanatoria e regolarizzazione per tutti gli/le immigrati/e, per assicurare assistenza sanitaria, lotta al lavoro nero e servizi pubblici alle fasce deboli. Chiusura di tutti i Cpr, i nuovi Lager di stato.

- BENI COMUNI E SERVIZI PUBBLICI, UNIVERSALI E GRATUITI: diritto all’istruzione, alla mobilità, alla casa, alla sanità.

- Vogliamo ora una SANITA’ PUBBLICA, GRATUITA, UNIVERSALE, LAICA partendo dalla cancellazione dei ticket sanitari, dall’assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato, dalla stabilizzazione dei precari della ricerca, dall’aumento degli stipendi, dalla reinternalizzazione degli appalti e da maggiori investimenti nella ricerca pubblica.

- una TRANSIZIONE ECOLOGICA: investimenti in produzioni sempre più a impatto zero, per produrre beni necessari alla soddisfazione della società e delle necessità umane, senza sfruttare la natura. Riducendo l’orario di lavoro a parità di salario in modo da accrescere il tempo libero delle persone e ridurre al contempo la piaga della disoccupazione.
- Una PATRIMONIALE STRAORDINARIA d’emergenza sul 10% dei patrimoni a carico del 10% più ricco della popolazione italiana, per compensare i miliardi di tagli al SSN degli ultimi anni e garantire una ripresa reale della sanità pubblica.

Il 1° MAGGIO DALLE ORE 15.00 ALLE ORE 18.00 COSTRUIAMO UNA PIAZZA E ASSEMBLEA VIRTUALE SINTONIZZANDOCI SU RADIO ONDA D’URTO
Milano FM 98.0 – S. Giuliano M.se FM 88.0 –
Prov. Di Bergamo e Brescia FM 99.6

Chi vuole aderire all'appello  può compilare il form informatico   predisposto da CUB   o  inviare una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Milano, 24 aprile 2020

 

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