Milano, MayDay Parade - IL 1° maggio SCIOPERO DELL’INTERA GIORNATA LAVORATIVA del Commercio, Turismo, Grande Distribuzione e Call-center - Appuntamento in Porta Ticinese (p.zza XXIV maggio) ore 15,00 - LA EURO MAYDAY006 - IL PRIMO MAGGIO DEI PRECARI D'EUROPA IN RIVOLTA

Milano, MayDay Parade - 1° maggio SCIOPERO DELL’INTERA GIORNATA LAVORATIVA nei settori del Commercio, del Turismo, della Grande Distribuzione e dei Call-center.
Appuntamento in Porta Ticinese (p.zza XXIV maggio) ore 15,00

LA EURO MAYDAY006 -  IL PRIMO MAGGIO DEI PRECARI D'EUROPA IN RIVOLTA

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Il network Euromayday, i sindacati di base e i movimenti sociali di oltre 20 metropoli europee, danno vita per il sesto anno consecutivo alla MayDay Parade dei giovani precari, intermittenti, interinali, a tempo determinato ecc, recuperando il significato originario del primo di maggio, come giorno di lotta per tutti i lavoratori del mondo.
L'edizione mayday ‘006 sarà davvero speciale su più livelli: europeo, italiano, metropolitano.
La MayDay Parade intende manifestare, agire, protestare contro la precarietà, la questione sociale più bruciante in Europa oggi, come dimostrano le gigantesche agitazioni contro la precarietà e il CPE a Parigi e in tutte le città della Francia.
In Europa la precarietà è la condizione di lavoro e di vita che più si è diffusa tra milioni e milioni di cittadini. Si rivendica equità sociale per tutte/i, la fine della precarizzazione del lavoro,  libertà di movimento per i migranti, sicurezza e garanzia di reddito, diritto generalizzato alla casa, alla mobilità, alla formazione, al libero scambio e compartecipazione della cultura e dei saperi.
Si rivendicano inoltre diritti sindacali, maternità pagata e continuità di reddito per tutte/i.
In Italia la precarietà è stata introdotta in modo massiccio dal governo di centrosinistra col pacchetto Treu, rafforzata dalla legge 30 e avallata in tutti i modi da cgil cisl uil, con accordi firmati in tutte le sedi.
La lotta alla precarietà lavorativa e sociale che costituisce elemento centrale del May Day si salda all'iniziativa contrattuale, a quella di lotta, alle proposte di legge regionali e nazionale per precari, lavoratori licenziati, in cassa integrazione o mobilità, disoccupati e pensionati sostenuta dalla Cub.
Obbiettivo centrale deve essere l’abolizione del pacchetto Treu e la legge 30 sostituendoli con la centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato e con la graduale trasformazione dei rapporti di lavoro precari in essere in rapporti di lavoro dipendente, considerando lavoratori autonomi solo i veri professionisti o imprenditori.
Nel contempo vanno costituti fondi regionali/nazionale per garantire un reddito a chi ne è privo o una integrazione allo stesso per lavoratori precari, in cassa integrazione o mobilità, disoccupati, pensionati sociali o al minimo.
L’ erogazione monetaria deve essere integrata da un pacchetto di servizi quali: tariffe sociali sui servizi essenziali (luce, gas, tel casa ecc.) agevolazioni per i trasporti, un servizio mensa sul territorio, la fruizione di beni e servizi culturali/artistici e facilitazioni per l’accesso al credito.
Ciò per far uscire milioni di persone da una situazione senza diritti e tutele, perennemente ricattati da una condizione di precarietà che nega loro ogni futuro
Milano è la capitale italiana delle precarietà. Almeno due assunzioni su tre a Milano avvengono oggi con contratti precari. È la precarietà che spiega la crescente povertà urbana di donne single con figli e giovani famiglie in generale. Sono almeno mezzo milione i precari che ogni giorno fanno Milano ricca.
Lo scorso anno, l'EuroMayDay parade ha visto la partecipazione di più di 200.000 precari/e di ogni tipo e ha portato la gioia e la festa della protesta precaria in una dozzina di capitali europee.
Perché lo abbiamo fatto e lo rifacciamo?
Perché siamo précaires, precari, precari@s: siamo le donne e i giovani disoccupati, siamo i lavoratori intermittenti, studenti, stagisti, migranti, i lavoratori a contratto, i co.co.co e i co.co.pro, siamo i contorsionisti della flessibilità, i sopravvissuti della precarietà, ma siamo presenti in dozzine di collettivi nelle nostre città e intendiamo difendere i nostri diritti collettivi e sociali e richiederne di nuovi.
Non abbiamo speranza e fiducia in coloro che, alla guida dei governi, dei sindacati, dei partiti politici, delle istituzioni culturali, perché ignorano le nostre richieste, reprimono le nostre forme di lotta e di sperimentazione sociale e pretendono di parlare e decidere in nostro nome.
Nessuno vuole essere condannato allo stesso lavoro a vita. Ma nessuno vuole passare tutto il tempo a preoccuparsi di come sbarcare il lunario, quando già sta facendo infiniti lavori diversi. Vogliamo uguaglianza sociale che ci permetta di scegliere come uomini e donne liberi, senza ricatti e discriminazioni di alcun tipo. Vogliamo recidere il legame tra welfare e occupazione e tra welfare e cittadinanza, come precondizioni per sviluppare politiche democratiche, libertarie ed egualitarie
Milano 18/04/2006.

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