In tante città italiane la CUB sarà presente davanti alle Prefetture e a Bologna si sta svolgendo un sitin/volantinaggio. Le richieste generali sono ben esplicitate nel volantino che le abbiamo consegnato, ed oggi abbiamo voluto entrare meglio nei particolari effetti devastanti che sul territorio regionale noi tocchiamo tutti i giorni. Riteniamo che il governo debba praticare una politica di sviluppo del paese che crei posti di lavoro e reddito per le famiglie attuando pochi semplici interventi.

In un paese ricco di risorse come il nostro creare posti di lavoro potrebbe essere facile ma il Governo sembra non volerlo fare.

Anzi! L'esempio eclatante ne sia che i lavoratori che sul territorio dell'Emilia Romagna hanno ancora la fortuna di avere un lavoro a tempo indeterminato si vedono sempre più applicare contratti di lavoro con retribuzioni da 2,80 euro netti. Se questi sono i trattamenti economici dei lavoratori “garantiti” qualcuno al governo si chiede come possano aumentare i consumi delle famiglie? Se aggiungiamo che i servizi pubblici, grazie all'Austerity, sono ridotti all'osso se non scomparsi, qualcuno si chiede dove e come le famiglie possano, ad esempio, andare ad abitare non potendosi pagare l'affitto? Non è un caso che a Bologna aumentino le occupazioni di case nel momento in cui Acer vende parte delle poche case pubbliche.

Il sistema degli appalti pubblico/privato e Privato/privato sta massacrando i lavoratori e le lotte sul territorio non mancano. Cooperative capogruppo di holding contianuno a godere di benefici fiscali spartendosi il territorio sfruttando i lavoratori fino a portarli alla disperazione pur lavorando 40 ore alla settimana (Coopservice sul territorio ne è un esempio ma potremmo parlare di Manutencoop e tante altre). Le imprese chiudono ma non è la produzione che viene meno visto che in gran parte si sta dislocando gli stabilimenti. Aumentano i lavoratori in cassa integrazione ma a pagarla sono i lavoratori stessi e la società in generale. Le pensioni riconosciute solo all'età di 63 o 67 anni vedono lavoratori ormai sfiniti recarsi al lavoro come degli zombi, malati e distrutti, non potendo nemmeno curarsi a modo perchè rischiano il licenziamento per raggiunto comporto, soprattutto nei settori più pesanti come pulizie e  stabilimenti produttivi dove i ritmi di lavoro sono sempre più devastanti. Se queste persone potessero andare in pensione prima altri giovani potrebbero godere di un posto di lavoro e pagare i loro contributi previdenziali senza aggravio per le casse pubbliche.

 

Abbiamo l'impressione che il Governo non conosca la realtà del paese, non conosca le retribuzioni e soprattutto giochi a cuor leggero con la vita delle persone. 80 euro lordi fanno comodo ma non cambiano nulla. Il TFR in busta paga rappresenta il gioco delle tre carte, i soldi dei lavoratori ai lavoratori ma tassato di più e quindi utile solo alle casse pubbliche.

 

Un paese libero deve vedere prima di tutto la serenità dei propri cittadini e la serenità alle persone la si garantisce solo con un redditto dignitoso e garantito, con possibilità di avere un tetto sulle spalle e di potersi curare quando il male arriva. Solo così possiamo garantire ai giovani le pari opportunità nella scelta della propria vita.

Questo è il paese che vogliamo.

Per questo chiediamo che vengano cancellati tutti i contratti di lavoro che non arrivino a garantire almeno 1200 euro al mese per 40 ore di lavoro in ottemperanza di un principio che certo non abbiamo inventato noi e cioè che la retribuzione deve essere dignitosa e in caso utile al mantenimento del lavoratore e della propria famiglia. Per questo chiediamo investimenti pubblici che tutelino i lavoratori e non gli speculatori o i collusi nel settore degli appalti.

Chiediamo assunzioni per i precari e più lavoro per tutti perchè si può e soprattutto si deve.

Ribadiamo quindi che: CUB rivendica investimenti pubblici per tutelare non i debitori ma il lavoro e il reddito con un progetto che riduca l’orario di lavoro, avvii la cura del territorio, il restauro delle città, innovi l’industria, la struttura produttiva e ridefinisca un nuovo modello di consumi.

CUB Federazione di Bologna
Via Petroni, 18/4 – 40126 Bologna – tel 0519921763 fax 9913982
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