Vicenza: USB, CUB, ORSA e altre sigle del sindacalismo di base per contrastare le politiche del governo Monti. Presidio il 9 maggio in Porta San Bortolo davanti a Equitalia alle ore 17,30.

 

COMUNICATO STAMPA
 
USB, CUB, ORSA e altre sigle del sindacalismo di base, hanno indetto una
mobilitazione Mercoledì ì 9 maggio da tenersi in tutte le città d’Italia
.
Un appuntamento importante da cui far partire la mobilitazione per contrastare
un disegno ormai chiaro: ridurre la spesa pubblica, licenziare precari e
lavoratori pubblici, assestare il colpo finale al welfare del nostro Paese.

I sindacati Usb e Cub di Vicenza invitano tutti i lavoratori, pubblici e privati, i precari, gli studenti, i disoccupati, a partecipare al presidio  del 9 maggio alle ore 17,30 davanti ad Equitalia (Porta San Bortolo), la prima di una serie di iniziative  per arrivare a breve ad un grande  sciopero generale unitario che possa bloccare il Paese e respingere i tagli ed i provvedimenti di macelleria sociale del governo Monti.

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CACCIAMO IL GOVERNO DEI PADRONI E DELLE BANCHE!

Con la riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori vengono smantellate tutte le conquiste e le garanzie che i lavoratori hanno raggiunto con  lotte e  sacrifici in decenni di lotte. Mentre l’ esecutivo Monti non retrocede di un millimetro nelle sue politiche di austerità contro i settori più deboli della popolazione, i sindacati Cgil-Cisl-Uil-Ugl continuano imperterriti nella loro politica di collaborazione di classe e di freno alle mobilitazioni. L’ultimo atto di questa collaborazione è stata la firma di Cgil-Cisl-Uil-Ugl sull’ipotesi d’accordo della riforma del lavoro pubblico: con questo accordo avranno modo di sporcarsi direttamente le mani con il Governo per gestire i processi di esubero, i tagli e i licenziamenti nel pubblico impiego.
Con la scusa della crisi economica mondiale, il governo "dei tecnici", sostenuto da Pdl-Pd-Terzo Polo, (ora la lega protesta ma nel marzo 2011 ha approvato l’IMU), da tutti i rappresentanti delle classi dominanti italiane e internazionali (Confindustria, Fiat, Vaticano, Ue, Fmi, Bce ecc.), sta riducendo alla povertà e alla disperazione milioni di lavoratori: aumento delle tasse indiscriminato, taglio dei servizi pubblici, privatizzazioni, riduzione delle pensioni pubbliche e aumento dell’età pensionabile, liberalizzazioni. Sono ridotte le già risicate tutele dei lavoratori di aziende in crisi (cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, mobilità ecc.) mentre i precari, che nella propaganda governativa dovevano essere i maggiori beneficiari della riforma, non hanno nessuna garanzia di stabilizzazione nel rapporto di lavoro.
Migliaia di lavoratori sono licenziati, chi lavora ha stipendi insufficienti, erosi dal caro vita, i giovani perdono ogni speranza per il loro futuro.
Ai soliti  sono chiesti sacrifici per pagare i debiti delle banche, nel frattempo i numeri dei morti sul lavoro sono da brividi: in media tre morti al giorno ( 1.100 nel 2011). L’età pensionabile è stata elevata a 67 anni, con la prospettiva di portarla a 70 anni.
La scelta liberista di uscire dalla crisi economica strutturale e di lunga durata con la recessione è una follia.
SE NON CI SI ORGANIZZA VEDREMO ANCORA DISPERAZIONE E MORTI.
Il 31 marzo a Milano lavoratori, movimenti sociali e protagonisti delle lotte territoriali, hanno riempito le strade e le piazze per opporsi ai programmi di questo governo. In molte fabbriche, cooperative, uffici, si lotta per non finire  disoccupati, e senza stipendio. Bisogna allargare questo fronte di lotta e di opposizione per arrivare, attraverso intense mobilitazioni, alla proclamazione di uno sciopero generale. Bisogna dire no ai governi dei padroni e delle banche, alle disuguaglianze sociali ed economiche, alle speculazioni finanziarie, agli obblighi di pareggio di bilancio, al pagamento del debito, al ri-finanziamento delle banche e delle istituzioni internazionali che ci hanno portato sull’orlo del baratro.

DOBBIAMO IMPEDIRE  CHE IL "PACCHETTO CONTRO IL LAVORO"  che oggi, 9 maggio,  comincia il suo iter parlamentare SIA APPROVATO!

•    ESTENSIONE  A TUTTI I LAVORATORI DELL' ATTUALE ART. 18!
•    REDDITO SOCIALE PER I DISOCCUPATI !
•    NO  ALL'IMU SULLA  CASA DOVE SI ABITA!,  (per le classi cat. economiche e civili),
•    PATRIMONIALE SULLE RICHEZZE IMMOBILIARI E MOBILIARI!
•    MENO TASSE AI LAVORATORI DIPENDENTI, PAGHINO I RICCHI CHE EVADONO!
•    SERVIZI PUBBLICI  GARANTITI E GRATUITI!
•    NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE !
•    NAZIONALIZZAZIONE DELLE FABBRICHE CHE CHIUDONO E LICENZIANO!
•    NO TAV, NO BASI MILITARI, RITIRO DI TUTTE LE TRUPPE DAI FRONTI DI GUERRA!
•    DIRITTI DI CITTADINANZA  PER I MIGRANTI!
•    NO AL PAGAMENTO DEL DEBITO!
Siamo il 99% !
COSTRUIAMO LO SCIOPERO GENERALE
PER FERMARE LA MACELLERIA SOCIALE DEL GOVERNO MONTI!

Vicenza 7 5 2012

 

 

 

 

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