Contro ogni guerra di oppressione! Fermare l’aggressione turca al Rojava, bloccare il commercio di armi, fermare la guerra sociale.

Foto dal corteo NO.CPR di sabato 12 ottobre 2019 di CUB-Comunità Curda

La Turchia, un paese che fa parte come l’Italia della NATO, ha scatenato il suo esercito contro la sola esperienza di democrazia partecipata del Medioriente. Da anni infatti il territorio curdo siriano (Rojava) vede la crescita di una comunità basata su Confederalismo Democratico, autonomia non statale, democrazia diretta, parità tra uomo e donna, rispetto della Terra. Un’esperienza che confligge irrimediabilmente sia con la visione fanatica del mondo del cosiddetto stato islamico, sia con quella fascisteggiante del moderno sultano turco Erdogan. Non a caso le milizie di autodifesa curde ( YPG e YPJ) sono state in prima linea nella battaglia contro lo stato islamico contribuendo alla sua sconfitta, non a caso nelle prigioni del Rojava si trovano migliaia di combattenti jhadisti la cui custodia è ora a rischio.

L’attuale guerra turca è diretta principalmente contro milioni di donne, uomini e bambini.

Tra questi ha già prodotto centinaia di morti e migliaia di sfollati: sono stati colpiti decine di obiettivi civili e presidi ospedalieri della Mezzaluna rossa e della ONG italiana “Un ponte per...”.
Il suo obiettivo è quello di controllare territori esterni ai confini turchi fermando al contempo la forza esemplare dell’esperienza democratica del Rojava. Un azione criminale senza scrupoli, ipocritamente definita “Sorgente di pace”, che si avvale delle milizie qaediste già usate nella guerra contro la Siria e che conta sul silenzio dell’UE ricattata da Erdogan con la minaccia di far riprendere il flusso di migranti attualmente bloccati in Turchia. In questo momento tragico il popolo curdo, abbandonato da ogni istituzione statale e internazionale, deve sapere che non è solo.

Per questo la CUB è impegnata, attraverso le proprie strutture e i propri militanti, a partecipare e a promuovere ogni concreta iniziative di sostegno popolare rivendicando la cessazione immediata dell’aggressione turca, lo stop al commercio delle armi (l’Italia è tra principali fornitori della Turchia), la libertà per il popolo curdo e per i suoi leader imprigionati, primo fra tutti Abdullah Ocalan.
Ma noi non dimentichiamo che le guerre di oppressione verso i popoli non si combattono solo sul terreno militare: da anni in tutto il mondo è in corso una vera e propria guerra contro gli strati popolari che chiamano pace sociale e che nel nostro Paese si traduce in taglio del welfare e dei salari, guerra ai migranti, riduzione dei diritti sociali, primi fra tutti quelli alla sicurezza, alla salute, all’istruzione e all’abitare, attacchi violenti alle libertà politiche e sindacali delle organizzazioni conflittuali.

Una guerra interna che, solo negli ultimi dieci anni, ha causato 17.000 morti e 600.000 infortuni sul lavoro!
La CUB ha sempre contrastato ogni guerra di oppressione. Perciò oggi siamo a fianco della popolazione curda colpita, perciò confermiamo lo sciopero generale del 25 ottobre e invitiamo a farne una giornata di mobilitazione contro l’aggressione al Rojava e contro la guerra sociale condotta dentro o fuori i nostri confini
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Milano, 13 ottobre 2019

 CUB - Segreteria Nazionale viale Lombardia 20 - 20131
Milano - tel 02 70631804 - fax 02 70602409

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