VERSO UNA MOBILITAZIONE UNITARIA CONTRO LE POLITICHE DELLA U.E.: negli ultimi mesi la parola più ripetuta è quella di "CRISI".


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Tutti parliamo di crisi ma la domanda che dobbiamo farci é di quale crisi parliamo? L´economia spagnola é cresciuta nominalmente nell´ultimo decennio a una media annuale superiore al 3% del PIB. Nello stesso periodo i benefici aziendali si moltiplicarono un 73 % specialmente quelli delle multinazionali.

Il modello di crescita in questa decade, seguendo le direttrici della globalizzazione economica si basa essenzialmente nella speculazione finanziera, lo sfruttamento dell' immigrazione, la degradazione del medio ambiente, la flessibilità delle condizioni di lavoro e la dissoluzione dei servizi pubblici.

Caratteristiche che si possono visualizzare facilmente nei settori considerati piú dinamici: il settore immobiliare e principalmente il finanziario, appoggiato nella speculazione, energia, alimenti, materie prime, armi... ed il movimento virtuale dei capitali. Le grandi aziende dell'Ibex 35 in quel “casino” chiamato borsa, muovono annualmente fino un miliardo di Euro, tanto quanto tutto il PIB dello Stato Spagnolo.

A questa situazione la chiamavano “ crescita, benessere, miracolo etc, quando la realtá era giá di un' autentica crisi per la maggioranza della societàà europea e mondiale.

In questo momento, dobbiamo tener conto che la DISOCCUPAZIONE e la TEMPORANEITA' non smettono di aumentare, le POLITICHE FISCALI soltanto beneficiano il capitale, le PRIVATIZZAZIONI delle aziende e i servizi pubblici umentano nello stesso tempo che si nazionalizzano le banche fallite. Come da anni fa si PRIVATIZZANO I BENEFICI E SI SOCIALIZZANO LE PERDITE

Il capitale, i governi, la patronale e il sindicalismo maggioritario, pretendono che la “sua crisi” la paghino i soliti: i lavoratori, ingannati lavoralmente e socialmente con le riforme Liberali e le politiche di consumo insostenibile che hanno fatto sparire lo colettivo e pubblico, come garanzia dei diritti sociali per tutti.noi

Questo processo globale di retrocessi lo soffriamo in modo piú speciale nell Unione Europea dove assistiamo a un processo profondamente antidemocratico di imposizione parlamentaria di un trattato /costituzione rifiutato piu volte in referéndum Un`imposizione accompagnata di altre misure e direttive che insieme con l`autonomia data alla Banca Centrale Europea, costituiscono il seme di un´autentica dittatura económica.
Ci riferiamo al Trattato di Lisbona refrendato dai sindacati maggioritari per imporre la flessibilitá lavorativa ed il libero licenziamento. La direttiva Bolkestein ci impone la disoluzione dei Servizi Pubblici. L direttiva della vergogna, direttiva del ritorno degli immigranti, che restringe i movimenti e diritti delgli immigranti.. E la piú recente direttiva delle 65 ore sulla giornata dilavoro che prolonga la giornata lavorativa ed elimina la vita sociale personale.

Di fronte a questa realtá, abbiamo bisogno di una cultura di resistenza contro il consumismo, contro la crescita per la crescita senza fini colettivi. É necesario uscire alla strda per fermare questa mcachina di disordine, ingiustizie e disuguaglianze, chiamata economia di mercato o capitalismo e costruire , trámite la coperazione e la solidarietá, una societàá che rispetti il medio ambiente, il lavoro degno, il tempo di vita colettivo delle persone unito alla produzione di beni sociali sufficenti per tutti.

Dobbiamo movilizzarci giorno a giorno. Rispondere in maniera attiva nei nostri paesi e camminare insieme verso una GRANDE MOVILIZZAZIONE UNITARIA CONTRO LE POLITICHE DELLA U.E. di tutte le organizzazioni opposte alla logica neoliberale.. Questa movilizzazione, che la CGT situerebbe intorno alla prossima primavera, deve servire per dare una risposta attiva e visibile alla crisi del capitale.

Saluti e un forte abbraccio

Jacinto Ceacero Cubillo
Secretario General

23 10 2008

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