Sono presenti le seguenti organizzazioni sindacali, rappresentando i paesi di provenienza: Francia: SUD, CNT, Solidaire Grecia: PAME Italia: CUB, USI, UNICOBAS Spagna: CGT, LAB, ESK Svezia: SAC Svizzera SUD Turchia KESK Questo appuntamento ha origine dagli incontri a livello europeo svolti nel 1991, 1998, 2002 e l’ultimo nel febbraio 2003 (dove la CUB era presente per diversi settori). Gli obiettivi dichiarati nella convocazione sono: un dibattito tra le organizzazioni dei lavoratori per ottenere la formazione di una rete, che porti ad un processo di unificazione degli effetti pratici, di solidarietà, di scambio di informazioni e di esperienze con l’elaborazione di documenti teorici o di analisi sindacale. Sono invitate tutte le organizzazioni sindacali alternative che ritengono fondamentale l’indipendenza dai partiti politici e che non aderiscono alla CES. Una ricca quantità di materiale, con la traduzione in diverse lingue, fornito dalle molte organizzazioni presenti, è reperibile sul sito appositamente preparato per l’occasione: www.3jornadas.com. Le tre giornate sono organizzate dalla CGT di Barcellona, che offre ospitalità nella grande sede centrale, con servizi di supporto logistico e di traduzione. I lavori si svolgono prima a livello di settore, in un secondo tempo trasversalmente per tematiche generali e per concludere una sintesi in assemblea plenaria. I gruppi di lavoro hanno visto la presenza di un centinaio di rappresentanti dei lavoratori dei settori metalmeccanici, bancari, istruzione, imprese di pulizie, settore pubblico. Il confronto delle situazioni normative, salariali, in tema di orario di lavoro porta ad una situazione più omogenea di quanto si potesse immaginare, e quindi anche più pericolosa: la globalizzazione avanza. Si rende necessaria quindi una posizione attiva di tutti i partecipanti, che si impegnano a: - diffondere tutte le informazioni derivanti da questi incontri di organizzazioni che non sono subordinate alle politiche economiche dei governi - difendere le condizioni di lavoro attuali ed ottenerne il miglioramento in fase di contrattazione - rivendicare un lavoro degno, con uguale salario per lo stesso lavoro, senza distinzione di sesso, età e nazionalità - unire le lotte sindacali con la mobilitazione e il coordinamento del sindacalismo alternativo europeo ed internazionale. I problemi della privatizzazione, della precarizzazione e del sistema previdenziale sono risultati essere comuni a tutti i settori in ogni paese europeo: un vero processo di involuzione dei diritti sindacali e sociali rispetto al passato. L’esigenza di creare gruppi di lavoro permanenti a livello internazionale come opposizione a queste situazioni, così simili, è il naturale sviluppo del confronto. I gruppi di approfondimento su tematiche trasversali hanno affrontato i temi dell’immigrazione, della precarietà, del femminismo, delle pensioni e previdenza. - La precarietà coinvolge ormai tutti i lavoratori europei, ma colpisce tre fasce di lavoratori in particolare, cioè gli immigrati, le donne e i giovani. E’ emersa l’esigenza di trovare nuove forme per affrontare e contrastare questa questione, superando il sindacalismo classico e non restando dietro alle trasformazioni del mercato del lavoro. - Con gradi differenti di applicazione, le politiche di riforma della previdenza sociale sono identiche in tutti gli stati dell’Unione Europea. I diritti sociali, universali e minimi che nella maggior parte degli stati si trovano nelle costituzioni, oggi sono messi in questione dalla logica del capitale. I sindacati riuniti nella CES, anche se con differenti gradi di adattamento e consenso, sono funzionali alla riformabilità dei sistemi di prestazioni sociali e pensionistici e, a volte, diventano loro stessi gestori. Si propone una campagna a livello europeo, contro le politiche mercantili in materia, in difesa dei sistemi di pensione pubblici basati su due principi essenziali: l’universalità ed un livello adeguato per tutti. - La situazione delle donne nei diversi paesi, sia in ambito lavorativo sia sociale, porta ad evidenziare discriminazioni per problemi di genere, anche a partire dalle nuove leggi. Si è analizzata la struttura delle organizzazioni sindacali, dove la presenza di ruoli di responsabilità à ricoperti da donne sono molto rari. Le strategie proposte riguardano una maggiore centralità del ruolo della donna all’interno dell’attività lavorativa e sindacale. - L’immigrazione è un fenomeno principalmente economico, quindi lavoro ed immigrazione sono due concetti difficilmente scindibili. Nell’Unione Europea si costruisce un mercato basato sulla libertà di movimento di capitali e merci, ma la libera circolazione delle persone resta subordinata alle strategie delle organizzazioni del capitalismo internazionale. I sindacati ufficiali hanno solo formalmente affrontato il problema dell’immigrazione, ma non hanno portato nessun risultato pratico. Le rivendicazioni contro la mancanza di diritti, abusi e sfruttamenti sono per tutti gli immigrati, regolari o irregolari che siano, garantendo almeno i diritti fondamentali di tutti gli esseri umani. Gli impegni assunti dalla commissione di organizzazione e coordinamento internazionale (da ratificare da parte delle singole organizzazioni nazionali) derivanti da queste tre giornate, sono: l’accordo su una periodicità annuale degli incontri del sindacalismo alternativo europeo i coordinamenti di settore continueranno a lavorare in maniera autonoma, allargando il numero di settori coinvolti. - la decisione di mantenere le quattro aree di lavoro generali come permanenti - l’area delle pensioni e delle prestazioni sociali sarà rinforzata in vista della campagna comune. Tutte le organizzazioni presenti, in particolare la CGT ospitante, si impegnano a coordinare lo scambio di informazioni in rete, attraverso le liste di distribuzione arricchite in questa occasione, per garantire una circolazione orizzontale delle informazioni. Il prossimo appuntamento internazionale sarà nel settembre 2004 in Italia, ed è stata fissata una grande assemblea europea di tutti i sindacati dell’auto, che si terrà a Milano il prossimo aprile. Barcellona 3 ottobre 2003
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