Tutto quello che non dovete sapere sul Fondo Pensione, sui vostri soldi accantonati e sul destino delle vostre liquidazioni.  Aderire al Fondo Pensione è interesse dei lavoratori ? ( o di qualcun' altro? )



I lavoratori che promuovono e sostengono lo scioglimento del Fondo restano sempre convinti che sia giusto e conveniente riprendersi i soldi che hanno accantonato. Perché se un lavoratore volesse acquistare, ad esempio, una nuova auto deve fare un debito pagando gli interessi?
Non si capisce perché questi soldi, che per molti sono stati una forma di risparmio, debbano ora stare in un calderone denominato "Fondo Pensione" con sempre meno benefici fiscali e con sempre più vincoli di tempo, nonostante la polizza decennale UNIPOL sia scaduta il 31/12/00.
E' importante ricordare che in data 15/1/96 un'assemblea straordinaria con una manciata di soci (60 presenti in proprio con 112 deleghe, sul totale di 3646 soci aventi diritto) trasformò la Cassa di Previdenza e Assistenza per Quadri, Impiegati e Operai della S.E.A. in Fondo Pensione Dipendenti Gruppo S.E.A.
Nello stesso momento avvenne la separazione tra la Cassa di Assistenza e il Fondo Pensione.
A partire da questa data le liquidazioni cominciarono a confluire nel Fondo Pensione!!
A nessuno venne in mente di chiedere il parere dei lavoratori su questa operazione!!
E' fondamentale dire ai lavoratori che hanno cominciato a lavorare dopo il 28/4/93 che se aderiscono al Fondo Pensione la loro liquidazione passa integralmente in questo Fondo!!!
Quando poi raggiungeranno l'età pensionabile potranno avere solo il 50% di questa somma ed è molto probabile che nel prossimo futuro anche i cosiddetti "vecchi iscritti" subiranno lo stesso trattamento.
Invece CGIL-CISL-UIL nel loro volantino del 21/3/01 se ne guardano bene dal raccontarvi queste cose!!
Anzi vi dicono che aderire al Fondo non vi costa nulla (mentre la metà della vostra liquidazione "prende il volo") e che non pagherete mai la tassazione del 38% (mentre la pagherete, eccome! Provate a chiedere a quei soci che hanno ottenuto l'anticipo per la prima casa dopo il 1/1/01).
Non sarebbe stato necessario e doveroso che CGIL-CISL-UIL avessero indetto un referendum nazionale tra i lavoratori prima di far confluire le liquidazioni (TFR) sui Fondi Pensione?
Bisogna dirlo che se volessimo ottenere una pensione equivalente a quella attuale sarebbe necessario versare almeno 1 milione al mese!!!
Se fino a ieri i lavoratori avevano diritto alla pensione pubblica oltre alla liquidazione da oggi avranno solo il Fondo Pensione dal quale riceveranno solo il 50% delle quote accumulate più una ridicola rendita mensile ( a meno che non versino sui Fondi buona parte dello stipendio).
E vogliono farci passare questo peggioramento come se fosse "interesse" dei lavoratori!!!
Questo significa che se un lavoratore dovesse cessare per qualunque motivo la sua attività lavorativa e magari rimanere disoccupato per lungo tempo, molto probabilmente percepirà solo il 50% della sua liquidazione, come è altrettanto probabile che se dopo 8 anni di permanenza nel Fondo dovesse chiedere un anticipo, ad esempio per la prima casa, gli verrà dato solo il 50%.
Il restante 50%
servirà per costruire le pensioni future ma facendo due conti si può già immaginare cosa potrà ricavarci il lavoratore che versa ad esempio 200 mila lire mensili (che sono tante soprattutto per un giovane assunto dopo l'8/8/97). Si può facilmente ipotizzare che dopo quarant'anni il lavoratore percepirà una rendita mensile pari o di poco superiore alle 200/300mila lire al mese. Dove sta allora la convenienza per i lavoratori?

Su questi punti abbiamo inviato, da tempo, delle lettere di chiarimenti alla COVIP senza ottenere, fino ad ora, risposte.
Per quanto riguarda il 5% a carico di SEA, sempre nel volantino del 21/3/01, CGIL-CISL-UIL affermano delle cose che sono tutte da verificare.
Prima di tutto dicono che ci sarà "certamente" l'accordo che determinerà il diritto sugli arretrati ma come fanno ad avere questa certezza?
Dicono inoltre che questo accordo si attiva solo con l'adesione al Fondo mentre nella prima parte del volantino affermano che i lavoratori di prima occupazione che non aderiscono al Fondo riceveranno il5% in busta paga "depurato dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro". Dicono che aderendo al Fondo "il lavoratore senza intaccare minimamente la sua retribuzione può costruire una pensione integrativa solo con la quota che versa l'azienda", ma dovrebbero invece essere più chiari e dire al lavoratore che aderisce al Fondo che perde la metà della liquidazione per avere (forse) una pensione da fame.
Inoltre il Presidente del Fondo dovrebbe spiegare perché, in qualità di Presidente, afferma "viene meno la Possibilità à di ottenere in busta paga il 5% di contribuzione stabilito con l'accordo del 7/12/89" (lettera del 15/1/01 da lui inviata al nostro legale), mentre in qualità di sindacalista rivendica il 5% anche per chi non ha aderito al Fondo con tanto di arretrati!! (questo punto coincide, guarda caso, con le nostre rivendicazioni).
Lavoratori, a questo punto le proposte del SULTA sono le seguenti:

  1.  il 5% deve essere versato in busta paga ( con i relativi  arretrati ) a tutti, anche ai nuovi assunti;
  2. e liquidazioni non devono confluire nei Fondi Pensione;
  3.  i sindacalisti facciano i sindacalisti e non i venditori di polizze.

Informiamo i lavoratori che presso le salette del SULTA di LIN e MXP sono disponibili le deleghe per lo scioglimento del Fondo e i moduli per azzerare i contributi volontari al Fondo (in questo modo la singola posizione resta alimentata dal 5% a carico SEA).
Lavoratore attivati per lo scioglimento del Fondo, firma e fai firmare la delega per lo scioglimento e partecipa alle prossime assemblee per lo scioglimento del Fondo:

Linate, 9/4/01                                    

CUB-LOMBARDIA
SULTA

 

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