La storiaccia del Fondo Pensioni ex Cassa di Risparmio di Roma - Un gruppo di lavoratori Iscritti al Fondo ex C.R.R. ricostruisce i dati e denuncia il "saccheggio del fondo"

 

PRENDI IL VOLANTINO COMPLETO .zip 6 pagine 

A TUTTE LE OO.SS DEL GRUPPO CAPITALIA E ALLE SEGRETERIE NAZIONALI DELLA CATEGORIA CREDITO

La storiaccia del Fondo Pensioni ex Cassa di Risparmio di Roma

            Siamo un gruppo di lavoratori iscritti al Fondo Pensioni ex Cassa di Risparmio di Roma che, per motivi professionali, è esperto di contabilità e bilancio e riteniamo utile, pertanto, portarVi a conoscenza di quale sia la distrazione di patrimonio perpetrata dalla Banca di Roma e ciò, anche,  in conformità  con la richiesta, nel suo mirabile parere, del Prof. Alleva, della Consulta Giuridica Nazionale della CGIL che così si esprimeva: "La prima cosa da fare è di cercare di calcolare quanto patrimonio avrebbe il fondo ancora esistente se la Cassa avesse effettivamente applicato gli artt. 5, 6 e 7 del Regolamento …".

            Tutto questo anche in relazione a quanto affermato nel ricorso, ormai noto a tutti gli iscritti al Fondo Cassa, del Prof. Vallebona, "Principe del Foro" utilizzato spessissimo dall'
Organizzazione Sindacale FABI, che così si esprimeva:  "Pertanto il diritto di riscatto va riconosciuto anche per il necessario privilegio dell'interpretazione conforme a costituzione ( artt. 36 e38 ), non potendosi lasciare nelle mani dei datori di lavoro somme ingenti che, a causa della sopravvenuta legislazione", (vale a dire Legge 335/95), "eccedono eclatatamente quanto necessario al conseguimento dello scopo previdenziale dal quale non possono essere distratte ( art. 2117 cod.civ.)".:
           L'anno fondamentale per la ricostruzione del patrimonio
del Fondo Pensioni ex Cassa di Risparmio di Roma è l'anno 1995 quando entrò in vigore la Legge 335/95, che negava la Possibilità à per gli iscritti al Fondo Cassa di andare in pensione a venticinque anni, e la Banca di Roma unilateralmente, in spregio a norme di legge come l'art. 2117 ed al Regolamento tuttora vigente, decise di appropriarsi delle somme accantonate per scopi relativi ai trattamenti previdenziali complementari. Quindi va ricostruito "il patrimonio del Fondo Cassa"
partendo dalla consistenza che questi aveva al 31/12/1994.
            La consistenza dei Fondi di quiescenza e per obblighi simili, come si legge alla voce 80 del Bilancio 1994, era di 698 MLD e 582 mln, comprensiva, oltre che dell'accantonamento degli iscritti al Fondo Cassa, anche di quello dei dirigenti dell'ex Banco di Santo Spirito, dell'ex Banco di Roma e dei 24 dirigenti dell'Alta Direzione Centrale dell'ex C.R.R.
           
            La ricostruzione del dato di partenza dell'accantonamento del Fondo Cassa, che per correttezza è in "difetto", è alquanto agevole, visto che nell'assemblea degli azionisti del 30/4/1996
relativa al Bilancio 1995, il Presidente Cesare Geronzi fu costretto, dai pressanti interventi degli iscritti al Fondo Pensioni Cassa, a comunicare gli accantonamenti relativi ai trattamenti previdenziali dei dirigenti ex B.S.S., ex B.R., e dei 24 dirigenti Alta Direzione Centrale ex C.R.R.

----------------------------------- OMISSIS ------------------------------

         
La consistenza degli accantonamenti per i trattamenti
previdenziali dell'anno prima, vale a dire relativi al Bilancio 1994, era superiore, di Lire 34 MLD 482 mln. Infatti il patrimonio accumulato risulta al 31/12/1994 essere di Lire 698 MLD 582 mln, di cui il 79,47% pari a Lire 555 MLD e 163 mln accantonato per il personale ex C.R.R., e il 20,53% pari Lire 143 MLD 419 mln accantonato per il trattamento previdenziale dei dirigenti, compresi i 24 dell'Alta Direzione Centrale della Cassa.

----------------------------------- OMISSIS ------------------------------


Nel bilancio della  Banca di Roma dell'anno 2005 il patrimonio accantonato per le obbligazioni previdenziali per gli iscritti risulta essere di Euro 216.579.000
Pertanto il patrimonio distratto risulta essere pari a:
Patrimonio Fondo ricostruito                                €  559.054.000
Patrimonio Fondo Bilancio 2005                           €  216.579.000
Patrimonio Fondo distratto dall'Azienda                €  342.475.000
           

A commento di questo dato va rilevato  che aveva, di nuovo, ragione il Prof. Alleva, quando nel suo mirabile parere, affermava che: "ricostruendo il patrimonio il risultato sarà sbalorditivo, applicando le normali tabelle di rendimento finanziario".

            E infatti così è stato perché nessuno di noi avrebbe mai pensato ad una distrazione di fondi di questa entità. Riteniamo con questa nostra ricostruzione del patrimonio del Fondo che ci è costata, potete crederci, "molto impegno", di aver svolto un lavoro molto utile per gli iscritti al Fondo Cassa, ma soprattutto per le OO.SS.. Infatti senza questa quantificazione l'Azienda avrebbe avuto buon gioco ad aprire un eventuale confronto sulle cifre da Lei stabilite, che sarebbero state sicuramente quelle riportate, del "saccheggiato Fondo", nel bilancio aziendale del 2005.
           
----------------------------------- OMISSIS ------------------------------

Roma
5/3/2007
Un gruppo di lavoratori
Iscritti al Fondo ex C.R.R.
Esperti di Contabilità e Bilancio

 ===========================================

Ascoli Piceno-Bologna, 24 febbraio 2007

Parere "pro veritate" Mi viene chiesto di esprimere un parere circa la legittimità della situazione prodottosi nella gestione del "Fondo di quiescenza del Personale" della Cassa di Risparmio di Roma, sopravvissuto alla fusione della Cassa con altri Istituti, e non (ancora) toccato dal processo di trasformazione da Fondo "a prestazione definita" in Fondo "a contribuzione definita", che ha interessato la quasi totalità dei Fondi consimili nel settore bancario.
Invero, ai sensi dell'ancora vigente "Regolamento" del Fondo, risultante dagli accordi aziendali 30 Luglio 1971, 13 Novembre 1972 e 26 Ottobre 1976, lo scopo del Fondo, sancito dal disposto art. 17, è quello di integrare le prestazioni pensionistiche erogate dall'Inps "fino a raggiungere complessivamente il 75% dell'ultima retribuzione pensionabile percepita dall'iscritto, ragguagliata ad anno".
Aggiungiamo che questo regolamento di Fondo "a prestazione definita" ricalca pedissequamente un "modello" approntato dalla Banca d'Italia fin dagli anni 40-50 e diffusissimo presso gli Istituti Bancari e specificamente presso le Casse di Risparmio.

----------------------------------- OMISSIS ------------------------------

Siamo convinti che il risultato sarà sbalorditivo, applicando le normali tabelle di rendimento finanziarie. Da lì occorre cominciare a trattare ma anche a lottare, se necessario con ricorso alla
Magistratura.
Accenno, soltanto, infine ad un problema diverso, ma a questo connesso, che, da ultimo mi è stato accennato: alcuni giudici di merito hanno riconosciuto che anche l'iscritto ad un Fondo "a prestazione definita" che sia cessato dal servizio prima del pensionamento ha diritto alla liquidazione di una quota: è ovvio, allora, che essa sarebbe tanto più grande quanto più si riuscisse a far reintegrare la consistenza del vecchio Fondo.
A disposizione per chiarimenti e approfondimenti, porgo
Cordiali saluti.

Piergiovanni Alleva
Roma, 7 3 2007

 

FaceBook