ESCLUSO DALLE CASE POPOLARI IL TAR: DISCRIMINAZIONE. Un cittadino tunisino fa ricorso, sospeso il provvedimento del comune. L’avvocato: «ATTO RAZZISTA». L’ASSESSORE: «NO, SOLO BATTAGLIA CONTRO I FURBI»


ESCLUSO DALLE CASE POPOLARI IL TAR: «DISCRIMINAZIONE»

UN CITTADINO TUNISINO FA RICORSO, SOSPESO IL PROVVEDIMENTO DEL COMUNE 

L’AVVOCATO:
«ATTO RAZZISTA».
L’ASSESSORE: «NO, SOLO BATTAGLIA CONTRO I FURBI» 
 

Escluso dalla graduatoria delle case popolari con un atto che appare discriminatorio. Sono, in sintesi, le motivazioni con cui il Tar della  Lombardia ha accolto il ricorso di un cittadino di origine tunisina e sospeso (ma per ora non annullato) il provvedimento del Comune a guida leghista che aveva cancellato l'immigrato dall'elenco degli aspiranti agli alloggi.


I. D., 41 anni, aveva dichiarato di percepire un reddito quasi nullo e  comunque molto basso. Ma secondo il Municipio, la dichiarazione non era  veritiera ed è scattata la cancellazione dalla graduatoria. Secondo i giudici  amministrativi però il ricorso era fondato. Nell’ordinanza depositata il 20  aprile si legge, infatti, che la norma richiamata dal Comune per decidere l’ esclusione (quella secondo cui un extracomunitario senza lavoro non ha diritto  ad alloggi di edilizia pubblica) «appare di dubbia costituzionalità, se intesa  come ostacolo alla concessione di alloggi pubblici, poichè introdurrebbe un’ingiustificata discriminazione tra soggetti in eguali condizioni di bisogno sulla sola base della diversa nazionalità». ….

 

5 5 2012

 

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