La Cassazione con sentenza n. 2251 del 16 febbraio 2012 ha stabilito che il risarcimento del danno quale conseguenza della esposizione all'amianto deve tener conto anche dell’intensità dellasofferenza provata, delle condizioni personali e soggettive del lavoratore.

 

Con sentenza n. 2251 del 16 febbraio 2012,
la Cassazione ha affermato che in materia di risarcimento del danno in
favore degli eredi di un lavoratore morto a causa di una malattia
contratta in violazione delle norme di sicurezza per esposizione all’
amianto, l’entità del danno non patrimoniale deve essere determinato
sulla base non soltanto della durata dell’intervallo tra la
manifestazione conclamata della malattia e la morte, ma dell’intensità
della sofferenza provata, delle condizioni personali e soggettive del
lavoratore e delle altre particolarità del caso concreto.

 

 

 

 

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