Sicurezza in azienda - La Corte D’Appello di Brescia condanna la Coim spa di Crema alla cancellazione del provvedimento disciplinare comminato al nostro rappresentante sindacale aziendale INOLTRE nella sentenza chiarisce che la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve avvenire durante l’orario di lavoro, come sostiene da sempre l'ALLCA-CUB.

 

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Sicurezza in azienda: la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve avvenire durante l’orario di lavoro in cui il lavoratore è presente in azienda; sentenza della Corte d’Appello di Brescia che conferma quanto stabilito dal  Tribunale di Crema su ricorso del Rappresentante per la sicurezza di Allca-Cub.

Dopo il  Tribunale di Crema anche la Corte D’Appello di Brescia con sentenza del 29.04.2010 depositata il 21.06.2010 ; condanna la Coim spa alla cancellazione del provvedimento  disciplinare comminato al nostro rappresentante sindacale aziendale e al pagamento delle spese di lite, dichiarando che la formazione dei lavoratori deve essere prevista durante l’orario di lavoro ai sensi dell’art.37  del D.lgs.81 del 2008.  

Il  rappresentante sindacale ed Rls Allca-Cub a seguito di un provvedimento disciplinare ricevuto dall’azienda per non aver partecipato ad un corso di formazione sulla sicurezza organizzato fuori dall’orario di lavoro, impugna il provvedimento ritenendo l’atteggiamento dell’azienda in contrasto con l’art. l’art.37 del D.lgs. 81/08   che prevede che  “la formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire (..) durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.”

La Corte d’Appello ribadisce nella sentenza il seguente concetto; A prescindere dall’accordo aziendale del 22.01.99 firmato dalla Coim e la rsu e della successiva integrazione intervenuta nel 2008, deve ritenersi che sulla base della normativa, l’azienda sia tenuta a svolgere l’attività di formazione durante l’orario di lavoro dei dipendenti; qualora per esigenze aziendali non sia possibile svolgere i corsi durante l’orario di lavoro, l’organizzazione di corsi fuori dell’orario di lavoro comporta che l’azienda eroghi ai lavoratori coinvolti un adeguato corrispettivo economico o riposi compensativi, fermo restando che la partecipazione fuori orario richiede il consenso del lavoratore interessato.
In ogni caso, in assenza di tale consenso, il lavoratore non può essere sanzionato a causa della mancata partecipazione.

Inoltre la Corte aggiunge che la partecipazione ad un corso di due ore, dopo 8 ore consecutive di lavoro, metterebbe a dura prova il fisico e la capacità di resistenza di qualsiasi lavoratore (oltre ad essere poco produttiva sul piano didattico).

Crema 14.09.2010

 

 

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