Tribunale del Lavoro: ci si ammala per colpa del telefonino. Stabilito per la prima volta il nesso causale fra uso del cellulare e insorgenza di una patologia professionale,  riconosciuta all’80% dall’Inail a un ammalato.

Storica sentenza di un tribunale del lavoro italiano che ha riconosciuto il nesso causale diretto tra uso del cellulare e insorgenza di una patologia professionale, non esistendo fino ad ora alcuna letteratura scientifica in merito.
 Il Tribunale del Lavoro di Brescia ha infatti riconosciuto la malattia al 57enne Innocenzo Marcolini, dirigente d’azienda, colpito da un tumore benigno al nervo trigemino, per avere per dieci anni utilizzando quotidianamente, per ore, cellulare e cordless.
 Per l’uomo, salvato in extremis con un intervento chirurgico e dalle attuali condizioni di vita al limite, è comunque una vittoria personale anche contro l’Inail, che adesso gli ha riconosciuto nella misura dell’80% la malattia professionale.
 Il percorso giudiziario viene raccontato dal professor Angelo Levis, biologo, ordinario di mutagenesi presso l’Università di Padova, esperto nella ricerca sulle conseguenze delle onde elettromagnetiche sull’uomo, che con il neurochirurgo bresciano Giuseppe Grasso è stato il perito che si è occupato di questa allucinante vicenda.
 “Un riconoscimento importantissimo, ma il problema legato a questo lavoro è la raccolta dei dati e soprattutto la loro interpretazione, se non altro per capire per quali motivi la gente si ammala” afferma il dottor Valerio Gennaro, epidemiologo dell’IST di Genova, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro e membro del Comitato Tecnico Scientifico dei Medici per l’Ambiente. “La vera questione è che noi epidemiologi siamo sempre meno, solo qui All’IST di Genova ce ne sono una decina, tutti validi e motivati ma precari, che svolgono un lavoro importantissimo al servizio alla comunità. Come se quello che si dice sulla prevenzione primaria svolta nella sanità pubblica in realtà non interessasse”.

Milano, 18 dicembre 2009.

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