Il 1.6.2020 la Corte di Cassazione ha pubblicato la prima sentenza dei ricorsi avviati dalla Cub-Trasporti contro i licenziamenti del 2014:

un altro successo dello studio legale Marziale-Totaro a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per la professionalità espressa e la dedizione a fianco di lavoratori discriminati ed espulsi dalla produzione senza alcun rispetto delle norme esistenti.

La Corte di Cassazione non solo ha confermato la reintegra del lavoratore accogliendo la denuncia di illegittimità sotto tutti i profili sollevati dai legali difensori del nostro collega (violazione L.68/99, disapplicazione dei criteri di selezione del personale da licenziare, ecc.) e bocciando tutti le tesi sostenute dall’azienda ma ha chiarito che erano ILLEGITTIMI L’INTERA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO E GLI ACCORDI SINDACALI STIPULATI da Alitalia Cai a fine 2014 (con Uil, Cisl e Ugl), contravvenendo alle norme europee e basati su una interpretazione di comodo della legge italiana sui trasferimenti di attività.

La Corte di Cassazione, di fatto, pone fine alle discriminazioni subite del lavoratore e conferma la validità della reintegra come già definita in tutti i gradi di giudizio precedenti (ordinanza, sentenza di I grado e appello) ma che Cai, Alitalia Sai e Alitalia Sai in A.S. hanno continuato invano a tentare di rimettere in discussione con argomentazioni infondate e pretestuose (...peraltro a spese di una Compagnia in difficoltà economica!).
In particolare sgomberando il campo sulla illegittimità (esattamente come aveva argomentato

l’Ordinanza del Tribunale di Roma a febbraio del 2016) degli accordi sindacali e dei licenziamenti operati dai Capitani Coraggiosi prima del trasferimento delle attività da Cai ad Ali-Etihad, la Suprema Corte, sulla base della norma in essere e di quella che entrerà in vigore nel 2021, limita la possibilità di un ridimensionamento degli organici alle sole aziende soggette ad una procedura concorsuale liquidatoria, escludendola anche a quelle in Amministrazione Straordinaria che operano in continuità e con finalità di proseguimento dell’esercizio aziendale.

Un vero e proprio avviso alla attuale Amministrazione Straordinaria e al Governo (...nonchè ai sindacati dalla firma facile!) che dovranno accogliere la richiesta posta dalla Cub Trasporti fin dal primo momento: tutti i lavoratori AZ dovranno passare in Alitalia Tai (...se così si chiamerà!) e nessuno dovrà essere lasciato a casa, soprattutto se davvero si vuole conseguire un rilancio e se veramente verranno investiti i 3 mld di euro pubblici.

E’ comunque arrivato il momento che l’Amministrazione Straordinaria attuale, come sollecitato più volte dalla Cub Trasporti e da AirCrewCommittee dal 2017, prenda atto della sentenze finora emesse dai diversi Tribunali e, ponendo fine al perpetrarsi delle discriminazioni operate nei confronti di tutti i lavoratori reintegrati, li inserisca in produzione (altro che cigs a zero ore!) e li retribuisca come dovuto, senza continuare a a strangolarli con “errori” tutt’altro che casuali.
E’ evidente che la Cub Trasporti ed AirCrewCommittee continueranno tutte le iniziative necessarie contro le discriminazioni subite dai lavoratori, ieri ed oggi, contro l’utilizzo illegittimo della cigs e in difesa dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori, che è inaccettabile che subiscano certi arbitrii, soprattutto se dovesse perpetrarli una azienda nazionalizzata, che beneficerà di un ingente investimento della collettività.

Roma 6.6.2020

C.U.B. TRASPORTI
AIRCREWCOMMITTEE

          ALITALIA- la-CASSAZIONE-CONFERMA-ILLEGITTIMI-i-LICENZIAMENTI.pdf

 

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