La Corte di Cassazione, con sentenza del 21 settembre 2015 n. 18548 sul ricorso presentato da Telecom Italia spa, ha dichiarato condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori il rifiuto della ricorrente di versare i contributi sindacali al sindacato FLMUniti –CUB.

L’azienda, richiamandosi alle novità introdotte dalla legge 311/2004 al D.P.R. 180/1950 - che ha esteso anche alle aziende private le prescrizioni in merito all’ insequestrabilità, impignorabilità e incedibilità di stipendi, salari, pensioni e altri emolumenti - si negava a versare il corrispettivo economico per le deleghe sindacali sottoscritte da suoi dipendenti per la FLMUniti.

Affermava infatti che questi non avrebbero potuto cedere una parte della loro retribuzione alle associazioni sindacali, a titolo di quota associatile, perché queste non farebbero parte dell’elenco degli istituti di credito autorizzati dalla legge agli articoli 15 e 53.

La Corte ha rigettato tale tesi ricordando che le suddette limitazioni riguardano “solo le cessioni di credito retributivo collegate all’erogazione di prestiti” e che quindi le cessioni in favore delle associazioni sindacali sono slegate da tutto ciò.
Inoltre, un’interpretazione di quel tipo della norma, avrebbe contrastato non solo con la sua finalità antiusura ma avrebbe comportato anche un’irragionevole restrizione dell’autonomia e libertà sindacale dei lavoratori.

 La società è stata inoltre condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

 FLMUniti-CUB Telecom
Contattaci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

seguici su Facebook: cerca CUB TELECOM

FaceBook