Il REQUISITO DELLA CITTADINANZA ITALIANA o COMUNITARIA per l'accesso alle graduatorie di III fascia non è un requisito necessario: la CUB si è impegnata per cancellare una discriminazione ed ha vinto. La sentenza acquista rilievo politico in quanto sanziona il MIUR per un comportamento discriminatorio e ne evidenzia la negligenza ma RIGUARDA I COMPORTAMENTI DISCRIMINATORI DI TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.  LEGGI L'ORDINANZA DEL TRIBUNALE.


In data 4 marzo 2015, il Giudice del lavoro del Tribunale di Milano ha considerato legittimo il ricorso presentato da APN (AVVOCATI PER NIENTE ONLUS), ASGI (ASSOCIAZIONE STUDI GIURIDICI SULL’IMMIGRAZIONE), CUB Scuola – UNIVERSITA’ - RICERCA.

Tale ricorso riguardava la natura discriminatoria dell'art. 3, comma 1, lett. a) del DM 353/2014, nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza italiana o comunitaria per l'accesso alle graduatorie di circolo o di istituto per gli insegnanti supplenti; l'articolo 3 “dimenticava” i cittadini di paesi terzi, titolari del permesso di soggiorno di lungo periodo o titolari dello status di rifugiati politici o dello status di protezione sussidiaria, i quali possono, invece, accedere alle graduatorie di III fascia. Adesso la sentenza riapre i termini per la presentazione delle domande di inserimento nelle graduatorie d’Istituto nel rispetto dei termini già previsti dal DM 353/14 (30gg) e provvede, in autotutela, ad ammettere le domande presentate da cittadini stranieri e respinte sulla base della mancanza del requisito della cittadinanza italiana o comunitaria.

Inoltre, il Giudice del Lavoro ha riconosciuto che, in base alle norme vigenti, i cittadini stranieri ammessi alle graduatorie di III fascia per l'insegnamento di conversazione in lingua straniera, non siano collocati in posizione subordinata rispetto ai cittadini italiani.
Per quanto settoriale e circoscritta ad un ambito specifico, la sentenza acquista rilievo politico in quanto sanziona il MIUR per un comportamento discriminatorio e ne evidenzia la negligenza, dimostrata sia nel non aver corretto tempestivamente l'anomalia discriminatoria in oggetto, sia, “nel rimanere (sia detto per inciso, inspiegabilmente) contumace” nel procedimento - e qui si cita alla lettera la sentenza del Giudice del Lavoro di Milano.


Inoltre, ancorché secondaria in questo contesto, il fatto che il Giudice del Lavoro abbia accettato la CUB-SUR come parte ricorrente dimostra l'accoglimento delle ragioni addotte dagli avvocati Guariso e Marzolla, i quali hanno posto in evidenza come il suddetto soggetto sindacale sia legittimato a ricorrere, così come spetta alle “rappresentanze locali delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale”; infatti il requisito della “maggior rappresentatività” non è da riferirsi alle O.S. in assoluto (“altrimenti si tratterebbe sempre di una sola O.S.”) ma ad una serie di OOSS che abbiano un requisito di rappresentanza, che non può assolutamente essere interpretato in senso restrittivo ma che si deve intendere esteso alle “organizzazioni sindacali e alle associazioni portatrici dell’interesse leso”.

L'impegno della CUB SUR si conferma quello di difendere i diritti di tutti i lavoratori, di battersi contro le limitazioni delle prerogative sindacali, di sostenere un'idea di società in cui la parola “inclusione” non sia soltanto uno slogan e la parola “eguaglianza” il ricordo di un passato sempre più lontano.

Milano 9 marzo 2015

CUB Scuola Università e Ricerca

 

*******************************************************************************************************************


    ASGI associazione studi giuridici sull’immigrazione
    APN Avvocati per niente ONLUS
    CUB Scuola UNIVERSITA RICERCA

Scuola, il Tribunale di Milano dichiara discriminatorio il bando del MIUR sulle graduatorie per i supplenti : possono accedere anche gli insegnanti stranieri.
Il requisito della cittadinanza italiana o comunitaria per l'accesso alle graduatorie di III fascia è illegittimo. Accolto il ricorso di APN, ASGI e CUB SUR. Illegittima anche la clausola di priorità nell'insegnamento delle lingue straniere assegnata agli insegnanti italiani .
Il Tribunale di Milano – accogliendo il ricorso proposto da ASGI, APN e CUB SUR Scuola Università Ricerca - ha dichiarato discriminatorio il bando del MIUR (DM 353/2014) per la formazione delle graduatorie triennali di circolo e di istituto per le supplenze di insegnamento, nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza italiana e comunitaria.
Tale diritto è, dunque, garantito chiaramente da disposizioni di legge nazionali e comunitarie che dovrebbero essere conosciute ed applicate da tutta la Pubblica Amministrazione in base alle quali possono partecipare ai concorsi pubblici ed essere assunti nella Pubblica Amministrazione :
- i familiari di cittadini comunitari, lungosoggiornanti, rifugiati politici e titolari di protezione sussidiaria (che nell’insieme rappresentano piu del 60% degli stranieri residenti in Italia) ;
- gli stranieri “altamente qualificati” cioè i titolari di cd “carta blu” ;
- i familiari stranieri di cittadini italiani) per le quali esistono altre disposizioni comunitarie o nazionali.
La continua violazione da parte di molte pubbliche amministrazioni locali o nazionali delle norme sull’accesso degli stranieri al pubblico impiego è stata ripetutamente segnalata anche al Dipartimento della funzione pubblica e all'Ufficio Nazionale contro le Discriminazioni (UNAR).
In questo contesto, inoltre, appare quanto mai sorprendente ma significativa la presenza nel Bando della specifica clausola che prevedeva (“inspiegabilmente” afferma il Giudice, che l'ha giudicata anch'essa illegittima) la precedenza degli italiani nelle graduatorie per le supplenze di conversazione in lingua straniera, le uniche alle quali gli stranieri erano già stati ammessi, se pure in posizione subordinata.
Il Giudice ha ordinato la riapertura dei termini per proporre domanda e la conseguente riformulazione della graduatoria che comporterà inutili disagi per i candidati e per la stessa Pubblica Amministrazione.
Le associazioni e le Organizzazioni Sindacali ricorrenti confidano che con questa vicenda (nella quale il MIUR era già incorso per un bando per il personale non docente, poi modificato senza necessità dell’intervento del Giudice) si possa definitivamente chiudere la faticosa fase di non applicazione delle norme in tema di accesso degli stranieri al pubblico impiego che hanno rappresentato un significativo passo (finora rimasto poco attuato) per l’adeguamento della nostra legislazione all’ordinamento comunitario.

milano 9 marzo 2015

 

FaceBook