La Corte fiorentina si spinge oltre il pronunciamento della Corte Costituzionale del 2013 sposando un principio di rappresentatività sostanziale che non solo prescinde dalla firma dei contratti collettivi ma persino dal tema della partecipazione o meno al tavolo delle trattative.



Per dichiarare la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 19 Statuto la corte fiorentina sposa criteri effettivi e sostanziali: risultato elettorale, iscritti, proposizione di una piattaforma, sottoscrizione di accordi, anche soltanto di accordi conciliativi, effettiva attività sindacale.


Un principio importante che aprirebbe dei varchi interessanti per il sindacalismo di base. La sentenza proveniva da una cassazione con rinvio in tema di convocabilità dell'assemblea da parte della singola componente RSU ma, visti i contenuti, ha una portata che supera il tema dell'assemblea e si estende a tutto il titolo terzo.

 





 

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