Il 30 dicembre è morto il settimo operaio ucciso dal rogo della Thyssen Krupp

Sette morti.

Non stiamo parlando di Bagdad o di Gaza ma di Torino e le persone in questione sono operai dell'acciaieria di Corso Regina Margherita, proprietà della casa tedesca Thyssen Krupp.

Ora tutti piangono su morti e feriti, ma di chi sono le responsabilità à?

Dall'inchiesta appena avviata e dalle testimonianze dei lavoratori emerge che la linea dove lavoravano gli operai coinvolti non era dotata di estintori e di adeguati mezzi di sicurezza e che addirittura il telefono di emergenza era staccato!

Ancora una volta dirigenti ed amministratori dell'azienda hanno deciso di risparmiare sulla pelle dei lavoratori. Il comportamento di questi signori è quello di criminali assolutamente disinteressati alla sorte dei loro dipendenti!

Questo incidente non è un caso ma la logica conseguenza di un'organizzazione del lavoro che ha cancellato ogni diritto dei lavoratori e considera la loro morte come uno "spiacevole danno collaterale" e nulla più.

I lavoratori assassinati dalla Thyssen Krupp non devono diventare dei santini, la loro vicenda deve essere un motivo in più per combattere ogni giorno con sempre più vigore per imporre sui posti di lavoro condizioni accettabili.

 

Torino 30 12 2007

CUB Piemomte

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