AUDIZIONE del 17 aprile 2002 presso la Commissione Lavoro del Senato in merito sui disegni di legge nr. 229, 230, 330, 349, 540, 590, e 760 recanti norme per la tutela previdenziale dei lavoratori esposti all’amianto.

Al  Presidente della Commissione Lavoro del Senato

On. Zanoletti

Al  Relatore e Presidente della Commissione ristretta “amianto”

On. Fabbri   

Nota della CUB (Confederazione unitaria di base) sui disegni di legge nr. 229, 230, 330, 349, 540, 590, e 760 recanti norme per la tutela previdenziale dei lavoratori esposti all’amianto.

Nel ringranziarVi per l’opportunità che ci è stata offerta nell’audizione del 17 aprile scorso nel poter esprimere le nostre valutazioni sulla predisposizione di un testo unificato relativo alla modifica della legge 27 marzo 1992 n. 257 ci pregiamo di inviarVi un promemoria  meglio articolato e più leggibile di quello consegnato nel corso dell’audizione sopra riportata.

Premesso che:

  1. L’amianto è una sostanza altamente cancerogena e chi ha respirato le sue fibre, anche a basse dose è un soggetto sempre a rischio di possibili patologie amianto correlate (mesoteliomi, tumori polmonari, ecc.);
  2. La legge 257 del 27 marzo 1992, seppure avendo avuto il grande merito di aver bandito l’amianto, in alcune parti, si presentava incompleta e lacunosa, prestandosi ad interpretazioni di parte, ha dato il via ad un grande numero di ricorsi giudiziari, nonostante la modifica del comma 8, art. 13, effettuato con la L. 271/93;  
  3. Nella precedente legislatura, l’allora maggioranza, in 5 anni di governo, nonostante fossero stati presentati diversi progetti migliorativi della legge 257/92 non ha saputo, o voluto,  approvare una legge che migliorasse le condizioni e le aspettative  degli esposti all’amianto;
  4. Il governo precedente ha prodotto solo degli  atti di indirizzo amministrativi (Caron e Guerrini), scaturiti da accordi tra sindacati CGIL, CISL, UIL e organizzazioni padronali; tali indirizzi amministrativi, se da una parte avrebbero apparentemente dato soluzione alle richieste di migliaia di lavoratori esposti all’amianto, dall’altro hanno prodotto ulteriori ingiustizie verso altrettanto migliaia di lavoratori escludendo interi settori (ad esempio ferrovieri, marittimi, ecc,) o mestieri, che hanno subito massicce esposizioni;
  5. nel corso dell’attuale legislatura sono finora stati presentati 22 disegni di legge di modifica o integrazione alla L. 257/92, 8 sono giacenti alla Camera e 14 al senato, molti dei quali riguardano proprio la modifica dell’art. 13  della sopra citata legge;
  6. Le contribuzioni aggiuntive previste dall’art. 13 commi 7 ed 8 sono un atto dovuto, che seppure molto tardivo ha funzione solo parzialmente risarcitoria verso quei lavoratori che per anni, ignari, sono stati costretti a respirare fibre cancerogene, per cui i più fortunati si ritrovano con una speranza di vita inferiore alla media e gli altri hanno contribuito ad allungare la lista degli omicidi bianchi (ad esempio, nel Veneto, il registro dei tumori, dal 1990, ha registrato circa 800 casi, solo di mesoteliomi);

Per quanto sopra premesso:

I lavoratori che sono stati esposti all’amianto si aspettano che;

  1. venga presentato un disegno di legge, veramente migliorativo della 257/92, che coinvolga il più ampio schieramento parlamentare, poiché la giusta soluzione del problema  degli esposti all’amianto oltre ad essere di giustizia è soprattutto di civiltà;
  2. la maggiorazione dei contributi previdenziali deve essere riconosciuta a tutti i lavoratori esposti a prescindere dall’ente assicurativo contro gli infortuni o dall’Istituto previdenziale di appartenenza, nella misura prevista dall’art. 13 L. 257/92; in ogni caso, devono essere garantite le maggiorazioni contributive riconosciute dagli Istituti previdenziali e/o dalla magistratura;
  3. deve  essere superato il limite minimo dei 10 anni di esposizione, ne può essere accettato la concentrazione delle 100 fibre per litro d’aria come valore minino per il riconoscimento di esposto all’amianto (valore di riferimento attualmente adottato dalla CON TARP dell’INAIL nei procedimenti per la dichiarazione di esposizione);
  4. la maggiorazione contributiva deve essere riconosciuta anche ai pensionati ante 1992 che non hanno raggiunto la massima contribuzione previdenziale, se negata rappresenterebbe una chiara disparità di trattamento, in dispregio dell’art. 3 della Costituzione;
  5. la maggiorazione della contribuzione previdenziale non deve essere vincolata da eventuali altre maggiorazioni previdenziali pregressi, riconosciute per altre attività usuranti e di rischio altrimenti verrebbe a vanificarsi lo stesso concetto di rischio riducendo ad un “mercato” di scambio  o “regalia”, negando che le misure a sostegno dei lavoratori esposti sono un atto dovuto, con effetto risarcitorio, in ritardo e parziale;
  6. non deve essere prevista alcuna norma a tempo per la richiesta della maggiorazione dei contributi previdenziali  perché stabilirebbe una iniqua disparità di trattamento dei lavoratori esposti “informati” e quelli “non informati” e sicuramente alimenterebbe proposizioni di eccezione  di incostituzionalità ;
  7. la declaratoria delle lavorazioni che comportano esposizioni all’amianto deve essere  ampia ed elastica, includendo anche le attività che comportano esposizioni indirette;
  8. il monitoraggio sanitario deve essere garantito gratuitamente a tutti i soggetti che sono stati esposti all’amianto;
  9. l’accesso al “Fondo Nazionale delle vittime dell’amianto”  deve essere garantito a tutti i soggetti vittime dell’amianto anche se non coperti dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali;
  10. la bonifica dei siti industriali e civili che devono essere censiti sul territorio, a livello nazionale, deve essere accelerata e potenziata anche tramite finanziamenti statali e defiscalizzazione degli oneri;  

..................OMISIS..................

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